SEGGIOVIA SELLATA, LEGAMBIENTE CHIEDE AL TAR LO STOP DEI LAVORIDepositati i motivi aggiunti al ricorso: mancata valutazione di impatto ambientale, fondazioni in micropali e iter autorizzativo

SEGGIOVIA SELLATA, LEGAMBIENTE CHIEDE AL TAR LO STOP DEI LAVORI

Il prossimo 23 settembre, si terrà l’esame del ricorso nel pieno contraddittorio tra le parti, presentato da Legambiente Basilicata, difesa dall’avvocato Luca Lorenzo, contro gli atti relativi al progetto di riqualificazione del comprensorio sciistico Sellata-Pierfaone ad Abriola.

Ieri Legambiente Basilicata ha depositato motivi aggiunti nel ricorso, impugnando anche alcuni atti intervenuti successivamente all’avvio del giudizio.

«Le nuove censure approfondiscono, in particolare, il tema della mancata sottoposizione a VIA della nuova seggiovia. Secondo quanto dedotto nel ricorso, non si tratterebbe di un semplice adeguamento dell’impianto esistente, ma di una nuova infrastruttura autonoma, dotata di propria linea, stazioni, sostegni e fondazioni e destinata ad aggiungersi agli impianti già presenti» si legge in una nota di Legambiente.

Da questa qualificazione deriverebbe, secondo Legambiente, «la necessità di sottoporre l’intervento alla procedura ambientale prevista dalla legge, tenuto conto anche della sua localizzazione all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano».

«I motivi aggiunti riguardano inoltre la modifica delle fondazioni della nuova seggiovia attraverso la realizzazione di micropali, disposta dal Comune di Abriola a fine agosto, dopo l’approvazione del progetto esecutivo» spiega la nota.

Legambiente chiede al TAR di «verificare se tale modifica sia stata preventivamente sottoposta agli uffici ambientali e forestali, come previsto dalle prescrizioni contenute negli assensi rilasciati sul progetto».

Ulteriori rilievi interessano la «sequenza temporale dell’avvio dei lavori, che dagli atti risulterebbe anteriore alla formale approvazione del progetto esecutivo, nonché il recepimento delle prescrizioni formulate dalla Soprintendenza e dagli altri enti preposti alla tutela ambientale, forestale e paesaggistica».

Con i motivi aggiunti Legambiente ha quindi chiesto al TAR anche la «sospensione cautelare delle opere relative alla nuova seggiovia e alle relative fondazioni, al fine di evitare trasformazioni potenzialmente irreversibili dei luoghi prima della decisione del giudice amministrativo»

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