POLICORO, 28 PUNTI PER RIPARTIRE IL CONSIGLIO REGIONALE DICE SÌ
La Basilicata prova a fare squadra dopo la violenta tromba d’aria che il 2 settembre ha colpito Policoro e diverse aree del Metapontino.
Nel giorno del ritorno in Aula dopo la pausa estiva, il Consiglio regionale ha dedicato una seduta straordinaria all’emergenza, approvando all’unanimità dei presenti una risoluzione unitaria, sottoscritta come primi firmatari dai consiglieri Napoli e Lacorazza.
Un documento articolato in 28 punti che mette nero su bianco gli impegni richiesti al presidente della Regione e alla Giunta per accompagnare il territorio dalla fase dell’emergenza a quella della ripartenza.
Un passaggio nel quale maggioranza e opposizione hanno scelto di mettere da parte le contrapposizioni, richiamando la necessità di una risposta istituzionale rapida e concreta. In apertura dei lavori, la vicepresidente del Consiglio regionale Maddalena Fazzari ha salutato il sindaco di Policoro, Enrico Bianco, presente in Aula, e ringraziato quanti sono intervenuti nelle ore immediatamente successive all’evento per prestare soccorso. Il bilancio, ha ricordato, avrebbe potuto essere ben più grave: non si sono registrati danni alle persone.
Particolarmente pesanti, invece, le conseguenze per il comparto agricolo e per le attività balneari. «Fortunatamente non ci sono stati danni alle persone ed è questo l’aspetto più importante», ha sottolineato Fazzari, richiamando poi maggioranza e opposizione alla necessità di «lavorare insieme per il bene della comunità».
AGRICOLTURA, DANNI STIMATI IN 5 MILIONI
È soprattutto sul fronte agricolo che emergono i numeri più significativi.
L’assessore alle Politiche agricole Carmine Cicala ha riferito in Aula che, allo stato attuale, sono 38 le segnalazioni presentate attraverso la piattaforma SIA-RB, per un valore complessivo stimato di circa 5 milioni di euro. Il 95 per cento della cifra riguarda le colture, distribuite su una superficie complessiva di 155 ettari.
Tra i terreni già classificati figurano 78 ettari di fragole, con danni stimati in circa 2 milioni di euro, 17 ettari di kiwi, 12 ettari di colture ortive e 9 ettari di arance. Circa 130 ettari interessati si trovano nel territorio di Policoro, 10 a Scanzano Jonico e altrettanti a Tursi. Le strutture danneggiate ammontano, al momento, a circa 5 mila metri quadrati.
La ricognizione, però, non è ancora conclusa. La piattaforma resterà aperta fino al 30 settembre e, secondo le previsioni illustrate da Cicala, il numero delle segnalazioni potrebbe arrivare vicino a quota cinquanta. «Questi numeri non rappresentano ancora una stima definitiva», ha spiegato l’assessore, evidenziando la necessità di distinguere i danni alle produzioni da quelli relativi a strutture, impianti irrigui, fabbricati e viabilità aziendale.
Una classificazione fondamentale, ha chiarito, per individuare gli strumenti finanziari effettivamente utilizzabili.
Tra i casi più significativi quello dell’azienda P&G Padula, in contrada Acinapura, dove il vento ha danneggiato le strutture dei tunnel compromettendo dodici ettari già destinati al trapianto delle fragole. «Il danno non riguarda soltanto ciò che è stato distrutto il 2 settembre», ha sottolineato Cicala.
«Quelle strutture erano il cantiere della prossima campagna produttiva. Se non vengono ripristinate rapidamente, alla perdita già subita rischia di aggiungersi quella dell’intera annata».
RISORSE E PRIMI INTERVENTI
Per le produzioni agricole dovrà essere verificata la possibilità di ricorrere al Fondo nazionale AgriCAT, mentre per serre, tunnel, reti, armature e fabbricati si guarda all’intervento SRD06 del Complemento regionale per lo sviluppo rurale.
La misura per la prevenzione dispone di 1 milione e 544 mila euro ed è prossima alla pubblicazione. Per il ripristino è invece prevista una dotazione di 3 milioni e 600 mila euro.
La Regione sta inoltre valutando l’attivazione di uno strumento rotativo destinato a sostenere la liquidità delle imprese nella fase della ripartenza.
Sul territorio sono già scattate alcune misure. Il Consorzio di Bonifica della Basilicata ha disposto, con la deliberazione del 4 settembre, la sospensione per 60 giorni dei pagamenti correnti e delle riscossioni coattive del canone irriguo per le aziende consorziate di Policoro.
Una misura che interessa quote stimate complessivamente tra 1,5 e 2 milioni di euro. Dal 4 settembre sono inoltre operative quattro squadre del Consorzio, con 24 lavoratori e sei mezzi. A queste attività si sono aggiunti gli interventi autorizzati dall’ALSIA nelle aree di competenza.
Il 10 settembre Ufficio Foreste, ALSIA, Demanio Marittimo e Consorzio di Bonifica hanno sottoscritto un verbale congiunto per coordinare interventi e priorità.
Cicala ha quindi indicato i sette impegni assunti davanti all’Assemblea: completare la raccolta delle segnalazioni, validare i dati, distinguere le diverse tipologie di danno, avviare il confronto con il Ministero dell’Agricoltura, accompagnare le aziende nell’accesso agli strumenti disponibili, predisporre gli atti per la misura di ripristino e verificare la possibilità di un intervento rotativo per la liquidità.
Ma l’emergenza, nelle parole dell’assessore, deve diventare anche l’occasione per una strategia di lungo periodo. Strutture agricole più resistenti, gestione delle acque e della viabilità rurale, agricoltura di precisione, reti agrometeorologiche, sistemi di allerta e strumenti assicurativi sono indicati come gli assi sui quali costruire una maggiore capacità di prevenzione.
«La presenza a Policoro della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro Francesco Lollobrigida ha rappresentato un importante segnale di vicinanza dello Stato», ha detto Cicala. «Ora dobbiamo presentare una documentazione completa e una proposta tecnicamente credibile, accompagnando le imprese dal danno alla ripartenza».
IL CONSIGLIO GUARDA ALLE INFRASTRUTTURE
La seduta è proseguita con un secondo tema destinato ad avere un peso rilevante nell’agenda regionale: infrastrutture e trasporti.
Al centro della relazione dell’assessore Pasquale Pepe la situazione della rete viaria e ferroviaria lucana, insieme alle prospettive delle aviosuperfici di Pisticci e Grumento Nova. Nel dibattito è emersa la necessità di accelerare sulle principali opere infrastrutturali.
Forza Italia, con Aliandro, ha richiamato il ruolo della Val d’Agri e chiesto ristori straordinari legati alla produzione energetica, indicando come priorità anche il rilancio dell’aviosuperficie di Grumento Nova, il Tunnel Paterno-Vallo di Diano, la messa in sicurezza della SP 103 e il potenziamento della SS 598. Dal fronte AVS-PSI-BP, Bochicchio ha invece posto l’accento sul divario infrastrutturale della Basilicata, chiedendo tempi certi per il collegamento Ferrandina-Matera, l’integrazione con l’Alta Velocità e il completamento della Potenza-Foggia.
Richiamata anche la necessità di una nuova impostazione per il trasporto pubblico locale e di una maggiore integrazione tra ferro e gomma.
Casino ha evidenziato i 110,5 milioni di euro del Fondo sviluppo e coesione 2021-2027 destinati alla viabilità: 65,5 milioni per quel- la provinciale e 45 milioni per quella comunale strategica.
Sul fronte aeroportuale ha ricordato le 13 manifestazioni di interesse raccolte per la gestione dell’aviosuperficie Mattei di Pisticci.
Polese ha invece rilanciato la prospettiva dell’aeroporto Scalea Maratea, chiedendo la costituzione di un tavolo tecnico interregionale tra Basilicata e Calabria per valutare un progetto destinato, nelle sue parole, ad avere un valore strategico per l’area sud della Basilicata e per il territorio regionale.
Il confronto sulle infrastrutture, tuttavia, non è arrivato alla conclusione.
Il consigliere Chiorazzo ha chiesto di proseguire la discussione nella prima seduta di ottobre, anche alla luce dell’assenza di alcuni consiglieri. Contrario al rinvio si è dichiarato il leghista Fanelli.
La vicepresidente Fazzari ha quindi proceduto alla verifica del numero legale sulla richiesta di rinvio.
Non essendo stato raggiunto il numero necessario, la seduta è stata dichiarata sciolta.

