NON HANNO CAPITO NULLAPetrolio, nel decreto meloni nessun commissariamento della Basilicata per le estrazioni

NON HANNO CAPITO NULLA

Lo abbiamo detto già altre volte, lo ripetiamo: la Legge si chiama così perché si legge.

Vale per le Leggi e vale anche per i Decreti aventi forza di Legge come, appunto, i Decreti Legge. Le opposizioni in Basilicata tendono a parlare delle leggi senza leggerle.

Sta accadendo per il decreto legge sul caro energia varato ieri dal Governo Meloni. A suonare la carica l’intera opposizione politica composta da Bcc, PD, M5S ed affini e la sempre presente CGIL.

Tutti dicono apertamente che la Meloni commissaria Bardi sulla gestione della risorsa petrolifera.

Lo dicono con la sicumera di chi non ha nessuna idea di cosa parla ma prova a dirlo con assoluta fermezza in modo da apparire convincente.

IL TESTO DELLA LEGGE

Consigliamo a Lacorazza, Chiorazzo ed altri di prendere un motore di ricerca (noi abbiamo usato Google) digitare “decreto carburanti Meloni 10 settembre 2026” e, come per magia, apparirà il testo del decreto.

Può leggerlo anche un non esperto di diritto. È scritto in maniera semplice. Noi proviamo a riprodurlo e a spiegarlo.

La speranza è che quello che non hanno trovato su google possano provare a trovarlo da noi.

“Nei casi di procedimenti amministrativi per lo svolgimento di attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi su terraferma, ivi inclusi quelli relativi alla perforazione di pozzi, al rilascio, alla proroga o alla modificazione di permessi di ricerca e di concessioni di coltivazione di idrocarburi, qualora la regione interessata, entro il termine di 45 giorni dalla ricezione dalla documentazione a corredo dell’istanza, non si sia espressa sull’intesa, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, assegna alla regione medesima un termine non superiore a sessanta giorni per provvedere.”

“Entro il termine assegnato (…) il Presidente del Consiglio dei ministri o il Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica promuove un’apposita interlocuzione con la regione interessata al fine di acquisire le ragioni del ritardo e ogni elemento utile affinché la regione medesima si esprima sull’intesa.

L’interlocuzione non sospende il decorso del termine assegnato ai sensi del primo periodo del comma.” “Qualora la regione non si esprima entro il termine assegnato ai sensi del comma 1 e l’inerzia risulti idonea a compromettere il tempestivo svolgimento di attività di interesse strategico nazionale concernenti la sicurezza energetica, la continuità degli approvvigionamenti energetici o la tutela dell’unità economica della Repubblica, il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, sentita la regione interessata e nel rispetto del principio di leale collaborazione, nomina un commissario ad acta al quale è attribuito il potere di rendere, in sostituzione della regione interessata, l’intesa, assegnando il termine entro il quale provvedere.

Alla riunione del Consiglio dei ministri partecipa il Presidente della regione interessata. Il commissario ad acta, nello svolgimento delle attività propedeutiche all’adozione dell’atto sostitutivo, assicura forme adeguate di pubblicità e informazione dei territori e dei comuni interessati in ordine ai profili tecnici, socioeconomici e alle tutele ambientali del progetto.”

PROVIAMO A SPIEGARE

Il Decreto, in sostanza, non dice che se la Regione non rilascia il permesso viene commissariata. Dice una cosa veramente differente non solo nella forma ma anche nella sostanza.

Non era difficile da comprendere, le opposizioni non hanno avuto la voglia di leggerlo o stanno cercando di soffiare sulla paura.

La Legge dice che se una Regione non si sia espressa sull’intesa viene sollecitata ad esprimersi, se ancora non lo fa il Governo, sentita la Regione nomina un commissario ad Acta per esprimersi sull’intesa.

Nessuno viene obbligato a dire si.

Tutti vengono obbligati a pronunciarsi nei termini. Tutte le Regioni sono obbligate a non rimanere inerti rispetto alle richieste di nuove estrazioni.

Tutte le Regioni devono dire in tempi rapidi se sono favorevoli o se hanno un qualche motivo per non essere favorevoli.

Non viene obbligato il Si, viene punita l’inerzia. Il titolo V della Costituzione non viene modificato, semplicemente vengono obbligate le Regioni a non lasciare le risposte nel cassetto.

I PROFESSIONISTI DELLA PAURA E DEL NO

In politica la credibilità è tutto. La sinistra con questa polemica nutrita sul nulla dimostra di non essere credibile.

Come abbiamo detto altre volte, è esistito il tempo in cui la sinistra in Basilicata era rappresentata da gente che aveva la cultura di governo e la capacità di leggere e studiare senza inseguire gli umori della folla dando notizie destituite di fondamento.

Bardi non è stato commissariato nella gestione petrolifera. La Regione Basilicata non è stata espropriata dalle sue competenze.

Molto semplicemente nessuna Regione potrà far morire in un cassetto le richieste coprendo con l’inerzia una inettitudine alla decisione.

Massimo Dellapenna

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