IL NARCISO DEL CARAVAGGIO SI SPECCHIA IN BASILICATA
Un vero e proprio capolavoro, l’arte e la cultura al servizio del territorio.
È questo il senso della mostra “Caravaggio. Narciso, il mito di un capolavoro”, inaugurata ieri mattina al Museo Archeologico Provinciale di Potenza e visitabile fino al prossimo 30 novembre.
L’ingresso alla mostra è gratuito, con prenotazione online obbligatoria, e questo aspetto rafforza ulteriormente il valore dell’iniziativa culturale e il suo legame con l’inestimabile patrimonio artistico e culturale lucano.
Alla presentazione sono intervenuti la dg di APt Basilicata Margherita Sarli, il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi; il sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca; il presidente della Provincia di Potenza, Christian Giordano, il capo del Dipartimento per le attività culturali del Ministero della Cultura, Massimo Osanna, il coordinatore scientifico del progetto e direttore del Pantheon e di Castel Sant’Angelo, Luca Mercuri, il direttore delle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Palazzo Barberini e Galleria Corsini, Thomas Clement Salomon, e i due curatori del percorso espositivo, Paola Nicita e Fabrizio Carinci.
Presenti anche numerosi assessori e consiglieri sia regionali che comunali e il vicepresidente di Confindustria nazionale Francesco Somma.
Ha moderato la presentazione il giornalista Massimo Brancati.
Ad accompagnare il taglio del nastro è stata l’installazione performativa “Narciso”, proposta a titolo gratuito da Metamorfosi Danza con la direzione artistica di Michela Consolo e l’interpretazione di Tonia Laterza e Nunzia Picciallo: due corpi, un ring d’acqua e una macchina fotografica hanno riportato in scena, in forma dal vivo, la stessa domanda che attraversa la mostra, quella sul confine tra identità e sguardo.
Un vero e proprio inno alla cultura, quello promosso e organizzato da APT Basilicata e Regione Basilicata, che porta a Potenza la grande arte attraverso un’opera di straordinario valore, il Narciso attribuito a Caravaggio e custodito alle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma.
Fondamentale il contributo della Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura e delle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma, con il patrocinio del Ministero della Cultura, del Comune di Potenza e della Provincia di Potenza.
Splendida l’esposizione del Narciso, inserita in un percorso caratterizzato da elementi dinamici, superfici riflettenti, giochi di luce e contenuti tematici. Per il capoluogo di regione si tratta di un importante momento di cultura, promozione turistica e valorizzazione del territorio. Il percorso espositivo, costruito attorno al mito di Narciso, attraversa epoche e linguaggi diversi, mettendo in dialogo il Seicento di Caravaggio con il Novecento di Carlo Levi.
Un’occasione che sta già richiamando visitatori da diverse parti d’Italia e che punta a rafforzare il ruolo di Potenza nel panorama culturale e turistico nazionale.
Margherita Sarli, direttore generale di APT Basilicata, ha sottolineato l’importanza dell’evento per il territorio: «Portare a Potenza il ‘Narciso’, opera raramente concessa in prestito, significa scommettere sulla cultura come motore capace di attivare anche i territori meno battuti dai grandi circuiti espositivi, generando un valore che può competere con quello dei poli museali maggiori.
Non vogliamo che resti un episodio isolato per quanto di grande pregio: la mia intenzione è che sia l’inizio di un percorso che renda le grandi mostre un tratto strutturale dell’offerta culturale della Basilicata.
Non è un caso partire da Caravaggio e dal mito di Narciso, opera che indaga lo sguardo e il rapporto tra realtà e riflesso: un’immagine coerente con una Basilicata che rifiuta rappresentazioni addomesticate e sceglie la propria identità autentica.
La cultura riconosciuta a livello internazionale non ha bisogno delle grandi metropoli per generare valore, ma semplicemente di territori pronti ad accoglierla».
Il presidente della Regione Vito Bardi ha salutato l’apertura della mostra: «Benvenuto Narciso in Basilicata, benvenuto a Potenza.
Credo che sia una manifestazione importante, unica. Lo dimostra, tra l’altro, anche l’attenzione che tantissime persone hanno per quest’opera.
La Regione Basilicata ha creduto fin dall’inizio in questa operazione, sostenendo il progetto con Apt Basilicata e investendo risorse per consegnare alla città di Potenza un evento di respiro internazionale, un Museo rinnovato, più forte e più competitivo.
Questa esposizione è il simbolo di una Basilicata che si muove, si rinnova e si riconosce nella cultura come motore di sviluppo.
Un risultato che nasce dalla collaborazione tra istituzioni e dalla capacità della Regione di orientare e sostenere processi di valorizzazione che generano benefici reali per i cittadini».
Anche Massimo Osanna, capo del Dipartimento per le attività culturali del Ministero della Cultura, ha sottolineato il valore dell’iniziativa: «Il progetto che inauguriamo a Potenza è un esempio di come la valorizzazione del patrimonio museale nazionale possa e debba dialogare con i territori, portando opere di assoluto rilievo anche fuori dai grandi poli espositivi.
La Direzione Generale Musei ha sostenuto con convinzione questo accordo perché mostre come questa restituiscono al pubblico un’opera straordinaria e, allo stesso tempo, rafforzano l’infrastruttura culturale di una regione che ha tutte le carte in regola per diventare un riferimento nel panorama museale del Mezzogiorno.
Il dialogo che il percorso costruisce tra il Seicento di Caravaggio e il Novecento di Carlo Levi è la dimostrazione di come un museo di provincia possa produrre un racconto scientificamente rigoroso e insieme accessibile a un pubblico ampio».
Paola Nicita, curatrice della mostra, ha illustrato il significato dell’esposizione: «Abbiamo lavorato in questi mesi con grande coesione e siamo felici di questa collaborazione.
Credo che tutti i visitatori della Basilicata, così come i visitatori stranieri, potranno apprezzare e giudicare con i propri occhi.
La mostra ruota intorno a questo capolavoro, il Narciso di Palazzo Barberini di Caravaggio, ma attorno a esso abbiamo voluto creare un percorso che raccontasse un mito, cioè il mito di Narciso tratto dalle Metamorfosi di Ovidio, e allo stesso tempo il mito di questo capolavoro che, da quando è stato riscoperto nel 1914, è diventato un’icona del tema di Narciso, proprio nel momento in cui si è riscoperto il tema del narcisismo. Freud ha scritto il trattato sul narcisismo nel 1914.
La mostra ruota intorno alla mitologia e al modo in cui Narciso è stato scoperto, approfondito e raccontato dagli scultori e dai pittori nel corso dei secoli, per arrivare a Caravaggio e poi, nel Novecento, alla sua riscoperta da parte di Carlo Levi, che dedica a questo tema una serie di riflessioni e dipinti interessantissimi. È quindi una sorta di cavalcata attraverso i secoli.
Quello che a noi interessa è la straordinaria originalità del dipinto di Caravaggio, che tutti potranno notare, quanto sia diverso rispetto a tutto ciò che è stato rappresentato prima e dopo».
Francesco Menonna

