SELLATA-PIERFAONE, LEGAMBIENTE DAL TAR: UDIENZA CAUTELARE FISSATA AL 23 SETTEMBRE
Fissata al 23 settembre l’udienza cautelare sul tanto contestato progetto di riqualificazione del comprensorio sciistico Sellata-Pierfaone nel territorio di Abriola.
La parte di cantiere riguardante la realizzazione della seggiovia, è stata sottoposta a sequestro preventivo lo scorso 31 agosto disposto dalla Procura di Potenza ed eseguito dai Carabinieri forestali.
Sabato abbiamo annunciato il ricorso al Tar da parte di Legambiente Basilicata, assistita e difesa dall’avvocato Luca Lorenzo del Foro di Potenza: «Chiediamo l’annullamento e la sospensione cautelare nelle parti suscettibili di incidere sul patrimonio ambientale, forestale e paesaggistico dell’area».
L’impugnazione riguarda, tra gli altri, il provvedimento regionale di screening V.Inc.A. dell’11 giugno 2026, gli atti della conferenza di servizi, le approvazioni comunali del progetto e i successivi atti di affidamento delle opere.
«Tra i profili sottoposti all’esame del giudice amministrativo figura la contraddizione tra il Format utilizzato per lo screening V.Inc.A., nel quale veniva dichiarato che non erano previsti tagli, esboschi o rimozioni di specie vegetali, e gli elaborati del PFTE, nei quali è invece presente un piedilista relativo a 951 soggetti arborei destinati al taglio per la realizzazione della seggiovia, dei parcheggi e per la messa in sicurezza delle piste» continuano dall’associazione che aggiunge: «Contestiamo inoltre diversi profili relativi alla completezza dell’istruttoria ambientale e paesaggistica, alla valutazione delle incidenze dell’intervento e al recepimento delle condizioni e prescrizioni formulate dagli enti competenti, tenuto conto della collocazione del progetto nella Zona 2 del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano e della prossimità alla ZSC “Faggeta di Monte Pierfaone”».
«Chiediamo quindi al TAR di verificare la legittimità dell’iter amministrativo che ha condotto all’approvazione e all’avvio dell’intervento, nonché, in sede cautelare, di adottare le misure necessarie a evitare che le trasformazioni contestate divengano irreversibili prima della decisione del giudice amministrativo» concludono dall’associazione.

