FN MORTO PRIMA DI NASCERE
Futuro Nazionale in Basilicata è una polveriera o, meglio, è una aggregazione che, sotto la forma di partito è in realtà un comitato elettorale personale di Giulio Curatella.
Un comitato elettorale che non ammette il dissenso e neanche la critica e che trasforma ogni discussione in un atto di lesa maestà.
LA POLITICA NON È PER TUTTI
Qualche settimana fa Francesco Storace, voce storica della destra italiana sicuramente non accusabile di moderatismo, ebbe modo di dire che Vannacci non possiede le categorie della politica e che prima o poi si sarebbe scontrato con la politica.
Dalle numerose lettere che arrivano alla nostra redazione sulla gestione Curatella di Futuro Nazionale Basilicata sembra evidente che da noi questo impatto con la politica è diventato davvero devastante.
Da un lato c’è Giulio Curatella che, avendo avuto il fiuto di lanciarsi dietro al Generale all’inizio rivendica il diritto di primogenitura e di dominio totale, dall’altro alcune forze emergenti che spingono per ottenere luoghi di discussioni e spazio di azione politica.
Nel caso che ci viene portato all’attenzione da alcuni militanti, per esempio, si indica la storia, la stura e il peso di una donna come Rossella Quinto (già Sindaco di Acerenza) e di un uomo come Rocco Tauro, entrambi hanno una storia politica importante e hanno ottenuto un ruolo nel consiglio nazionale del Partito ma verrebbe negato loro ogni forma di partecipazione alle decisioni.
Sostanzialmente saremmo davanti ad una gestione autocritica che non allarga, non aggrega e non discute.
L’ENTUSIASMO FRUSTRATO
Dalle notizie in nostro possesso sembrerebbe che ci sarebbero centinaia di militanti potenziali che bussano alle porte di FN e che troverebbero quelle porte chiuse.
Noi sappiamo per certo che ci sono esponenti politici di primo piano del centrodestra pronti ad aderire al movimento di Vannacci che, però, vengono tenuti fuori per la paura che Curatella ha di qualsiasi confronto.
GLI ANTEMARCIA
Per utilizzare un lessico che i vannacciani dovrebbero sentire loro, quando il fascismo prese il potere in tantissimi aderirono al Partito Nazionale Fascista.
È la tradizione tutta itali- ca di salire sul carro dei vincitori.
Si creò subito una frattura tra “gli antemarcia” e coloro che avevano aderito dopo il 28 ottobre ‘22.
Gli antemarcia rivendicavano di aver costruito il sansepolcrismo, lo squadrismo e la marcia su Roma e da questo facevano nascere una loro superiorità rispetto agli arrivati dopo.
La stessa cosa sta accadendo per i vannacciani in Basilicata.
È un meccanismo che in politica tende a ripresentarsi.
La differenza è che almeno negli anni ’20 lo scontro avvenne dopo la presa del potere con alcuni che potevano rivendicare anni di lotte politiche.
In Futuro Nazionale Basilicata il reducismo si riduce a poche ore di iscrizione in più mentre il potere è molto lontano dall’essere conquistato.
Una situazione che rende il tutto molto più patetico.
Massimo Dellapenna

