CPR: QUESTURA ALLO STREMOI sindacati lanciano l’allarme: «organico insufficiente, non si può continuare a togliere uomini agli uffici»

CPR: QUESTURA ALLO STREMO

Le Organizzazioni Sindacali della Polizia di Stato lanciano un nuovo e forte grido d’allarme sulle condizioni in cui versa la Questura di Potenza, chiamata ormai da tempo a sostenere, con un organico gravemente insufficiente, il peso crescente dei servizi connessi al C.P.R. di Palazzo San Gervasio.

I segretari provinciali del SAP Di Pierri Angelo, del SIAP D’Oronzo Michele, del COISP Errico Donato e i segretari provinciali di FSP Uil Polizia Cosimo Petracca e Cignarale Pierluigi hanno scritto alle segreterie nazionali e al Questore Raffaele Gargiulo per «evidenziare una gravissima situazione in merito alla necessità di assicurare tutti i servizi connessi alla gestione del C.P.R. di Palazzo San Gervasio».

«Sin dalla sua istituzione, la presenza del C.P.R. ha determinato un rilevantissimo aggravio degli ordinari carichi di lavoro della Questura di Potenza che, grazie alla disponibilità, al senso del dovere e all’abnegazione del personale, ha sino ad oggi assicurato la continuità dei servizi richiesti.

Tale modello organizzativo, tuttavia, ha ormai raggiunto il proprio limite – scrivono i sindacati –. La progressiva riduzione e, da ultimo, la sospensione delle aggregazioni ministeriali di Ispettori e Funzionari, originariamente disposte proprio per garantire la gestione dei servizi connessi al C.P.R., hanno determinato una situazione nella quale la Questura di Potenza è chiamata a fronteggiare un incremento strutturale delle esigenze operative attraverso un organico già gravemente deficitario».

Secondo le organizzazioni sindacali, non è più sostenibile continuare a fronteggiare le esigenze del C.P.R. «attingendo alle risorse umane degli stessi Uffici che devono contemporaneamente garantire i servizi ordinari, l’attività investigativa, amministrativa, di controllo del territorio e di Ordine Pubblico».

«La Questura di Potenza sta pagando, ora più che mai, lo scotto della decisione di costituire un C.P.R. a oltre un’ora di distanza dalla Questura, rendendo estremamente difficoltosa la gestione sia delle emergenze sia dei ser- vizi quotidiani.

La questione assume una rilevanza ancora maggiore se si considera la particolare dimensione del C.P.R., che rappresenta il primo d’Italia per numero di ospiti – spiegano i segretari provinciali –.

Non è ragionevole continuare a trattare le esigenze connesse alla struttura come un ordinario servizio ag- giuntivo.

Si tratta di una realtà che determina un impegno continuativo, complesso e altamente specialistico, cui si aggiungono i servizi di rimpatrio e le esigenze di Ordine Pubblico».

Il nodo centrale, sottolineano i sindacati, è rappresentato dalla progressiva riduzione del personale a disposizione. «Non si tratta di una difficoltà contingente, bensì di una criticità strutturale che richiede un intervento urgente e non ulteriormente rinviabile».

Il Ministero aveva inizialmente previsto, proprio per sostenere la gestione del C.P.R., l’aggregazione di 4 Funzionari e 5 Ispettori.

«Tali aggregazioni sono state dapprima ridotte e successivamente del tutto azzerate, mettendo in difficoltà una Questura già caratterizzata da una grave carenza di organico».

Anche le nuove assegnazioni non hanno consentito di colmare il vuoto.

Dei 3 nuovi Funzionari assegnati, uno è stato destinato al Commissariato di P.S. di Melfi, lasciando soltanto 2 Funzionari a occuparsi integralmente dei turni presso il C.P.R.

Sul fronte degli Ispettori, dalle iniziali 13 unità si è arrivati a 5, per effetto di trasferimenti, concorsi, assegnazioni e altre movimentazioni di personale.

«Alle 5 unità rimaste in pianta stabile devono inoltre essere sottratte le unità prossime al pensionamento.

La Questura di Potenza è quindi chiamata, con il medesimo organico, ad assolvere agli ordinari compiti istituzionali e, contemporaneamente, a sostenere l’intero carico derivante dalla gestione del C.P.R.».

A pesare ulteriormente sono i servizi di rimpatrio presso l’aeroporto di Fiumicino, che impegnano il personale per più giorni, sottraendo risorse a Uffici che in alcuni casi contano appena due o tre operatori.

«Ogni ulteriore sottrazione di personale non costituisce più una semplice difficoltà gestionale, ma incide direttamente sulla capacità degli Uffici di assicurare con continuità ed efficacia le proprie funzioni istituzionali».

Particolarmente critica, secondo i sindacati, è anche la situazione della Squadra Mobile.

«I colleghi, dopo 20-30 ore di servizio continuativo, sono costretti a sospendere le deleghe investigative per poter svolgere il proprio turno di dieci giorni presso il C.P.R.

Si è giunti persino a situazioni nelle quali il personale ha rinunciato alle ferie programmate per assicurare la prosecuzione delle attività investigative».

Una situazione che, denunciano le organizzazioni sindacali, non può diventare la normalità. «Non è organizzazione quella che consiste nello spostare sistematicamente il personale da un servizio scoperto a un altro servizio scoperto.

Una simile modalità determina esclusivamente un trasferimento della criticità da un setto- re all’altro, senza risolvere il problema alla sua origine».

Alle difficoltà legate al C.P.R. si aggiungono gli impegni di Ordi- ne Pubblico connessi alla presenza di tre squadre di Lega Pro – Potenza, Picerno e Sorrento – e del Melfi in Serie D, oltre alla molteplicità dei servizi propri di una Questura di Capoluogo di Regione.

«La sommatoria di tali esigenze rende evidente l’assoluta sproporzione tra la quantità e la complessità dei servizi da garantire e le risorse umane effettivamente disponibili.

La Questura di Potenza dispone di un organico complessivo di circa 200 unità, pur trattandosi di una Questura considerata di fascia A».

Per i sindacati, dunque, «la professionalità e l’abnegazione degli operatori non possono diventare lo strumento ordinario attraverso il quale l’Amministrazione supplisce alle carenze organizzative e di organico. Una situazione emergenziale protratta nel tempo cessa di essere un’emergenza e diventa, a tutti gli effetti, un problema strutturale dell’Amministrazione».

Le organizzazioni contestano inoltre la scelta di sospendere le aggregazioni ministeriali anche alla luce del presunto contenimento della spesa.

«Il personale della Questura di Potenza che viene impiegato presso il C.P.R. è comunque chiamato a svolgere servizi fuori sede, con conseguente maturazione dei relativi trattamenti economici.

Il risparmio eventualmente perseguito sul piano logistico rischia quindi di tradursi in un costo ben più significativo sul piano organizzativo, operativo e umano».

Per queste ragioni, SAP, SIAP, COISP e FSP Uil Polizia chiedono «il ripristino ad horas delle aggregazioni di personale presso il C.P.R. di Palazzo San Gervasio», almeno nella consistenza originariamente prevista, un intervento strutturale sulla dotazione organica della Questura di Potenza e «la valutazione urgente dell’istituzione di una gestione autonoma del C.P.R., così come avviene in Albania», dotata di personale e risorse adeguate.

«La situazione – concludono i segretari provinciali – non è ulteriormente differibile.

Chiediamo provvedimenti concreti e tempestivi per tutelare il personale, garantire il rispetto delle disposizioni contrattuali e organizzative e assicurare alla collettività un adeguato livello di sicurezza».

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