GIANNI ROSA (FDI): MORTE CPR “BASTA CON LA PROPAGANDA DELLA SINISTRA”
Ai familiari va la vicinanza di tutta la comunità lucana, in attesa che la magistratura accerti fatti e responsabilità con la dovuta serenità.
Ma proprio perché il rispetto viene prima della propaganda va detto con chiarezza ciò che i consiglieri di opposizione in Regione Basilicata continuano a nascondere con il loro comunicato: il CPR di Palazzo San Gervasio, riaperto con funzioni di Centro di permanenza per i rimpatri nel 2017, porta la firma del decreto Minniti-Orlando, voluto da un Governo di centrosinistra a guida PD.
È singolare che chi ha progettato, istituito e gestito quella struttura per anni scopra oggi, a microfoni accesi, che i CPR sarebbero “luoghi infernali da chiudere”.
Il Governo Meloni, quel sistema, lo ha ereditato e sta lavorando per renderlo più sicuro, più controllato e più umano, non meno. Con la manovra 2026 sono stati stanziati circa 70 milioni di euro per la gestione e l’adeguamento strutturale dei centri, superando l’abbandono degli anni precedenti; il decreto sicurezza (D.L. 23/2026, convertito con L. 54/2026) ha inoltre esteso fino al 31 dicembre 2028 le deroghe normative che consentono di realizzare e adeguare più rapidamente le strutture destinate al trattenimento.
I rimpatri effettivi sono in forte crescita rispetto al triennio precedente, segno che la funzione dei centri, ovvero dare esecuzione ai provvedimenti di espulsione, sta finalmente producendo risultati concreti, dopo anni di inefficacia.
È la sinistra che li ha trasformati in centri di stazionamento permanente, rendendoli luoghi insicuri e di delinquenza.
Dai dati diffusi che la sinistra preferisce ignorare emerge con chiarezza che la quasi totalità delle persone oggi trattenute nei CPR risulta denunciata per reati, in molti casi legati al traffico di stupefacenti, a smentita della narrazione secondo cui nei centri finirebbero solo cittadini “colpevoli” di non avere un permesso di soggiorno.
Ma azione ancora più importante è l’entrata in vigore del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, che l’Italia ha voluto fortemente per dare finalmente regole comuni europee a un fenomeno che la sinistra ha sempre gestito in ordine sparso, scaricandone il peso sui territori di confine come la Basilicata.
La vera domanda, allora, non è quella retorica posta dai consiglieri di opposizione, ma un’altra: perché chi ha aperto questi centri, gestito questi appalti, nominato questi enti gestori per anni, oggi si scopre paladino della loro chiusura, invece di assumersi la responsabilità di ciò che ha creato?
Continuare a strumentalizzare, come fanno i consiglieri di opposizione in Regione Basilicata, un lutto per attaccare un Governo che sta mettendo ordine, sicurezza e regole dove prima c’era solo propaganda buonista e improvvisazione, è un’operazione politica disumana che offende la memoria di chi non c’è più.
Il Governo Meloni non arretra di un millimetro sulla sicurezza né sulla dignità delle persone trattenute: le due cose, contrariamente a quanto la sinistra vuole far credere, non sono in contraddizione.
Lo sono state per chi, negli anni, ha aperto questi centri senza mai davvero occuparsene.
