GARANTE D’ANZI: BASTA MORTI IN CPR

GARANTE D’ANZI: BASTA MORTI IN CPR

Appena mi è stata comunicata la tragica notizia nella serata di ieri, 10 agosto,  mi sono recata senza indugio  al Cpr di Palazzo San Gervasio per  monitorare la situazione apprendendo che  il decesso riguardava un trentenne cittadino tunisino.

Pur avendo chiesto di entrare non ho potuto accedere nella struttura in quanto non vi erano le condizioni di sicurezza.

 Rispettando il riserbo  delle fasi  di indagini e nutrendo piena e incondizionata fiducia nella Magistratura torno a chiedere con ancora più determinazione la chiusura di tutti i CPR e l’abolizione della detenzione amministrativa. I CPR (Centri di Permanenza per il Rimpatrio) sono strutture di detenzione amministrativa dove vengono trattenuti  i cittadini non comunitari che non hanno commesso alcun reato e sono  privi di regolare documento di soggiorno o già colpiti da un provvedimento di espulsione.

La loro unica colpa  è di essere  nati poveri e di fuggire  da guerre, violenze, fame, desertificazione.

Alcuni vivono in condizione di marginalità, per altri il permesso di soggiorno è scaduto mentre erano in carcere e, una volta scontata la pena detentiva, vengono trasferiti nei CPR. Auspico -continua la Garante D’Anzi-  in un cambiamento di paradigma nelle politiche migratorie con la creazione di corridoi umanitari, utilizzando le ingenti  risorse destinate ai CPR per implementare  i programmi di integrazione e accoglienza con l’attivazione di percorsi di istruzione e  di formazione  socio-lavorativa anche per  sottrarre i richiedenti asilo al mercato nero del caporalato. 

Dopo  lo sgomento e la commozione , non spegniamo i riflettori -conclude la Garante D’Anzi-continuerò  a vigilare con tutti gli strumenti che la Costituzione  mette a disposizione per dimostrare il  fallimento di un sistema che causa sofferenze, è inefficiente e costoso. 

Quando  tutti i CPR saranno chiusi sarà già troppo tardi per l’inutile sofferenza che hanno provocato.

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