LA GIORNATA SU ENZO TORTORA GESTO DI CIVILTÀ
L’approvazione alla Camera della proposta di legge che istituisce la Giornata nazionale dedicata a Enzo Tortora, ora al vaglio del Senato, rappresenta molto più di un atto simbolico. È un gesto di civiltà che invita la Repubblica a confrontarsi con una delle pagine più dolorose della propria storia giudiziaria. La vicenda del celebre presentatore, travolto da accuse infondate e da un processo segnato da errori e conformismi, rimane l’emblema di un’ingiustizia capace di incrinare la fiducia nello Stato di diritto.
Tortora non fu un caso isolato. Come lui, molti cittadini hanno affrontato il calvario di procedimenti interminabili, assoluzioni tardive e vite compromesse in modo irreparabile. Per questo sorprende che una parte consistente dell’opposizione abbia scelto l’astensione: una decisione che rivela quanto siano ancora radicati pregiudizi e reticenze, persino di fronte al principio cardine della democrazia liberale, secondo cui nessuno può essere considerato colpevole prima di una sentenza definitiva.
La giustizia non può essere confusa con il sospetto, né sostituita da un processo mediatico che anticipa verdetti e alimenta narrazioni distorte. La Giornata dedicata a Tortora, se approvata definitivamente, sarà dunque un monito: ricordare gli errori del passato per evitare che si ripetano.
