Avvocato Paolo Rizzotto

È GIUSTO INFORMARE 

IN PUNTO DI DIRITTO UNA GRAN BELLA LEZIONE, GARLASCO : IUSCULUM IURIS*
Avv. Paolo Rizzotto

GARLASCO : IUSCULUM IURIS*

Premessa: questo mio ultimo post , scritto mentre ero assorto nei miei pensieri seduto all’ombra di un aoristo, nel senso proprio di ultimo, definitivo, sulla vicenda di Garlasco, che mi ha francamente rotto il c@@@@,
“inquadra“ questo incredibile caso giudiziario da una prospettiva di diritto , quindi non si parla di impronta 33, di dna 🧬 di unghie, di lunghezza di piedi , insomma di tutte quelle cazzate, che processualmente a mio avviso non valgono niente, ma solo di DIRITTO, materia indigesta per i vari Galassi , Grimaldi, Zanella, Perri, ecc. ecc .
Preciso che eventuali eccezioni di costituzionalità devono essere formulate in modo rigoroso ed estremamente preciso, io mi sono limitato a parlarne con un “linguaggio“ molto semplice e comprensibile (quelli di cui sopra ovviamente non capirebbero nemmeno questo mio post perché di diritto non sanno niente)

Il caso Sempio-Stasi poggia su un clamoroso corto circuito giuridico causato dalla coesistenza di due verità opposte per lo stesso reato

Lo Stato sta per celebrare un’udienza preliminare contro Sempio per un omicidio che ha già un colpevole definitivo, Stasi, la cui condanna è tuttora pienamente valida e non è stata annullata da alcuna revisione. 

La Procura ha di fatto aggirato le regole del codice, svolgendo nuove indagini e formulando una nuova accusa come se la vecchia condanna non esistesse, realizzando una vera e propria revisione mascherata fuori dai casi consentiti dalla legge.

Si crea così una intollerabile contraddizione logica che calpesta la certezza del diritto, lasciando Sempio a difendersi da un’accusa che si scontra frontalmente con una verità legale ancora in vigore.
Per superare questa situazione, la difesa di Sempio può sollevare diverse eccezioni di costituzionalità e di nullità a seconda dei tre scenari processuali che potrebbero verificarsi.

🫵 N.B.

L’articolo 3 della Costituzione stabilisce il principio di uguaglianza

La Corte Costituzionale ha spiegato che l’uguaglianza non significa solo che la legge è uguale per tutti, ma significa anche che il legislatore deve fare leggi coerenti, logiche e giuste. Se una norma del codice è assurda, contraddittoria o produce effetti illogici, quella norma viola il principio di uguaglianza perché tratta i cittadini in modo bizzarro e ingiusto. 

Per questo motivo, ogni volta che una legge è priva di senso logico rispetto allo scopo che vuole raggiungere, la difesa può chiederne la cancellazione dicendo che viola l’articolo 3 sotto il profilo della irragionevolezza.
🔴 Scenario 1️⃣

Sempio è davanti al Giudice dell’udienza preliminare e Stasi ha ancora una condanna definitiva.
Lo Stato sta comunque processando Sempio per lo stesso identico reato che ha già un colpevole definitivo.
La difesa solleva in via principale l’eccezione di incostituzionalità dell’articolo 425 del codice di procedura penale, perché la norma non prevede il proscioglimento immediato dell’imputato quando esiste una condanna definitiva altrui che esclude logicamente la sua responsabilità.
Questa omissione della legge viola l’articolo 3 per irragionevolezza intrinseca, poiché l’ordinamento accetta il rischio di creare due verità legali opposte.
Viola l’articolo 111 sulla ragionevole durata del processo, per lo spreco di tempo e risorse pubbliche in un dibattimento duplicato.
Viola infine l’articolo 24, perché il diritto di difesa risulta svuotato se l’imputato non può opporre come scudo immediato una verità giudiziaria già consacrata dallo Stato.
In via subordinata, ipotizzando che il giudice possa ritenere eccezione manifestamente infondata , la difesa formula anche una eccezione di nullità dell’udienza preliminare per violazione dei diritti di difesa e del giusto processo stabiliti dagli articoli 24 e 111 della Costituzione.
La Procura ha svolto indagini contro Sempio per un fatto interamente attribuito a Stasi, quale unico e solo autore del delitto , operando di fatto una revisione mascherata e cancellando la forza di una sentenza definitiva senza passare dal vero processo di revisione regolato dalla legge.
Si è quindi proceduto fuori dalle regole e dai casi consentiti, creando una nullità che si riflette sulla richiesta di rinvio a giudizio.
In via ulteriormente subordinata, la difesa eccepisce che Sempio non può essere rinviato a giudizio perché agli atti esiste una sentenza definitiva, che la difesa ovviamente produrrà, che condanna un’altra persona per lo stesso reato e che non è mai stata scagionata.
La presenza di questo giudicato irrevocabile fa sorgere fin da ora un insuperabile dubbio ragionevole sulla colpevolezza di Sempio, impedendo per legge il rinvio a giudizio poiché manca ogni minima utilità nel celebrare un processo dibattimentale destinato all’assoluzione.
Se il Giudice respinge tutto e dispone il rinvio a giudizio, la difesa non può contestare il decreto per mancanza di motivazione, poiché la legge non richiede che il decreto sia motivato.
La difesa dovrà attendere l’inizio del dibattimento per riproporre l’eccezione di costituzionalità come prima questione preliminare davanti al nuovo giudice.
E le altre eccezioni di nullità.

🔴 Scenario 2️⃣

Sempio è davanti al Giudice dell’udienza preliminare e la Procura ha chiesto la revisione del processo di Stasi.
I due procedimenti sono contemporanei e Sempio rischia il rinvio a giudizio sulle stesse nuove prove della revisione, senza poterne attendere l’esito.
La difesa chiede la sospensione del processo e solleva subito l’eccezione di incostituzionalità degli articoli 3 e 479 del codice di procedura penale, poiché non obbligano a “bloccare“ il caso di Sempio in attesa che finisca la revisione di Stasi.
Questo vuoto normativo viola l’articolo 3 della Costituzione sotto il profilo della disparità di trattamento, perché il codice impone di fermare il processo penale se c’è una causa civile o amministrativa importante da risolvere prima, ed è una discriminazione ingiustificata non prevedere lo stesso blocco quando la decisione dipende da un altro processo penale decisivo come la revisione di Stasi.
Questa scelta della legge viola gli articoli 24 e 111, terzo comma, della Costituzione, i quali garantiscono che l’imputato deve disporre del tempo e delle condizioni necessarie per preparare la sua difesa, privando Sempio delle condizioni minime di certezza.
Se il Giudice dell’udienza preliminare nega la sospensione e ordina il rinvio a giudizio, la difesa eccepirà la nullità dell’ordinanza di rigetto all’apertura del dibattimento, contestando la lesione del diritto di difesa per non aver concesso i tempi e i presupposti necessari a tutelare l’imputato.

🔴Scenario 3️⃣
Il processo a Sempio è già iniziato e arriva la sentenza di revisione che scagiona Stasi

Il Pubblico Ministero chiede di inserire questa nuova sentenza nel processo di Sempio per usarla contro di lui, anche se Sempio non ha potuto partecipare a quel giudizio di revisione.

La difesa solleva l’eccezione di incostituzionalità dell’articolo 238 del codice di procedura penale

(acquisizione di verbali di prove di altro procedimento penale, in questo caso il procedimento di revisione) nel momento esatto in cui il Pubblico Ministero chiede l’acquisizione dell’atto.
L’eccezione è perfettamente tempestiva perché la necessità di applicare la norma sorge solo in quel momento.
Questa norma viola l’articolo 111, quarto comma, della Costituzione, che stabilisce il principio assoluto del contraddittorio nella formazione della prova e vieta di utilizzare contro un imputato elementi raccolti senza che lui o il suo difensore abbiano potuto partecipare e fare domande. Di conseguenza, viene violato anche l’articolo 3 sia per irragionevolezza sia per disparità di trattamento, perché il sistema discrimina Sempio rispetto a qualsiasi altro imputato e usa la scorciatoia di una decisione presa altrove, calpestando il giusto processo.
Si consuma così anche la violazione dell’articolo 24 della Costituzione, poiché il diritto di difesa viene radicalmente menomato se l’imputato si trova schiacciato da una verità giudiziaria pesantissima senza aver mai avuto le armi processuali per difendersi durante la sua formazione.

Ovviamente in via subordinata si formula eccezione di nullità per violazione del diritto al contraddittorio

👉*titolo preso a prestito dal grande giurista Antonio Guarino

❇️ P.S.
Quanto scritto è il frutto di tante riflessioni fatte con l’amico e collega Paolo Larceri

Avvocato Paolo Larceri
Sia io che lui amiamo il diritto che consideriamo materia “vivente“

Sia io che Paolo amiamo la dialettica processuale e amiamo formulare eccezioni e portare avanti le nostre tesi .

Che siano considerate fondate o infondate da un giudice terzo ci interessa fino a un certo punto 

{di Avv. Paolo Rizzotto}

Avvocato Paolo Rizzotto

✅ PAOLO&PAOLO 2 PAOLO meglio di UNO


🔻RIFERIMENTI 🔻
L’articolo 3 della Costituzione Italiana stabilisce che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza alcuna distinzione. Diviso in due commi, impegna inoltre la Repubblica a rimuovere gli ostacoli economici e sociali che limitano la libertà e l’uguaglianza reale delle persone.
I Due Principi Fondamentali
Il testo costituzionale si divide in due parti principali 
Uguaglianza formale (Primo comma): Stabilisce la parità giuridica di tutti i cittadini, vietando discriminazioni basate su sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche o condizioni sociali.
Uguaglianza sostanziale (Secondo comma): Impegna la Repubblica a rimuovere attivamente gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona.
🔹🔹🔹
L’articolo 425 del Codice di Procedura Penale disciplina la sentenza di non luogo a procedere emessa dal giudice durante l’udienza preliminare. Il giudice pronuncia questa sentenza quando il reato è estinto, l’azione penale non doveva iniziare o proseguire, il fatto non è previsto dalla legge come reato, oppure quando gli elementi acquisiti non permettono una ragionevole previsione di condanna.
Quando si pronuncia il non luogo a procedereIl giudice emette la sentenza nei seguenti casi principali:
Causa di estinzione del reato.
L’azione penale non poteva essere iniziata o proseguita.
Il fatto non è previsto dalla legge come reato.
Il fatto non sussiste, l’imputato non lo ha commesso, il fatto non costituisce reato o la persona non è punibile.
Gli elementi di prova raccolti non consentono una ragionevole previsione di condanna in sede dibattimentale
(criterio aggiornato dalla Riforma Cartabia).
Valutazione delle prove e delle circostanzeIl giudice valuta anche le circostanze attenuanti e applica le disposizioni sul bilanciamento delle circostanze del codice penale.
La norma serve come filtro per evitare processi inutili quando l’accusa non ha elementi solidi per arrivare a una condanna davanti al dibattimento.
🔹🔹🔹
L’articolo 111 della Costituzione italiana stabilisce che la giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge e che “la legge ne assicura la ragionevole durata”
Introdotto nel secondo comma dalla legge costituzionale n. 2 del 1999, il principio adegua l’ordinamento italiano all’articolo 6 della Convenzione EDU.
Contesto e Principi
Il Giusto Processo:
Ogni procedimento deve svolgersi in condizioni di parità e nel contraddittorio davanti a un giudice terzo e imparziale.
Equilibrio dei Tempi:
La durata deve essere limitata per evitare eccessivi carichi psicologici ed economici sulle parti, restando compatibile con le garanzie di difesa.
Parametri di Riferimento:
La giurisprudenza e la Legge Pinto considerano rispettato il termine ragionevole se il giudizio non supera i 3 anni in primo grado, i 2 anni in appello e 1 anno in Cassazione.
🔹🔹🔹
Il diritto di difesa sancito dall’Articolo 24 della Costituzione rischia di essere svuotato quando riforme legislative o prassi giudiziarie antepongono la velocità e l’efficienza economica del processo alla pienezza del contraddittorio, limitando l’effettiva possibilità di far valere le proprie ragioni.
Fattori di Svuotamento del Diritto di Difesa
Costi e accesso alla giustizia:
L’aumento dei contributi unificati e delle spese legali rende proibitivo per i ceti medi e non abbienti agire in giudizio, rendendo il patrocinio a spese dello Stato spesso macchinoso o insufficiente.
Processi telematici e digitalizzazione spinta:
Moltiplicazione di adempimenti formali e rigide preclusioni procedurali telematiche che rischiano di far decadere i diritti della parte per meri errori tecnici o formali.
Celerità a scapito delle garanzie: Eccessiva compressione dei termini a difesa e ricorso smodato a riti alternativi o sommari nel processo penale e civile che limitano l’approfondimento istruttorio.
Digitalizzazione e intelligenza artificiale: L’uso di sistemi automatizzati nei tribunali rischia di spersonalizzare il giudizio e di rendere più difficile un’effettiva dialettica difensiva fondata sulle peculiarità del caso concreto.
🔹🔹🔹
L’articolo 479 del Codice di Procedura Penale disciplina la sospensione del dibattimento in presenza di una questione pregiudiziale civile o amministrativa di particolare complessità, quando è già in corso un procedimento presso il giudice competente.
Regole principali dell’art. 479 c.p.p.
Presupposti: La decisione sul reato deve dipendere da una controversia civile o amministrativa complessa già pendente, senza limiti di prova stabiliti dalla legge per la posizione soggettiva.
Provvedimento: La sospensione si dispone con ordinanza impugnabile in Cassazione, ma il ricorso non blocca il processo.
Durata e revoca: Il giudice può revocare la sospensione se il giudizio extra-penale non si conclude entro un anno o se il dibattimento deve riprendere per altre esigenze.
🔹🔹🔹
L’articolo 24 della Costituzione Italiana garantisce a tutti il diritto di agire in giudizio per difendere i propri diritti, stabilendo che la difesa è inviolabile in ogni fase del processo, assicura assistenza legale ai poveri e prevede il risarcimento per errori giudiziari.
Puoi leggere il testo ufficiale sul sito del Senato della Repubblica.
I quattro commi principali
Tutela dei diritti:
Tutti possono andare in tribunale per proteggere diritti e interessi.
Diritto di difesa:
La difesa non si tocca mai, in nessun momento del giudizio.
Aiuto ai poveri:
Chi non ha soldi riceve i mezzi legali per difendersi.
Errori giudiziari: La legge paga i danni se la giustizia sbaglia.

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