BIGNAMI, BORSELLINO E SCALFAROVeleno contro il capogruppo di FDI per aver ricordato la verità

BIGNAMI, BORSELLINO E SCALFARO

Galeazzo Bignami nel suo intervento ha detto una cosa vera quanto banale.

Ha ricordato un fatto storico recente.

Ha ricordato le elezioni presidenziali del 1992.

In quella occasione il Movimento Sociale Italiano candido’ Paolo Borsellino al Quirinale.

Era l’estate dell’omicidio di Giovanni Falcone.

La Democrazia Cristiana era divisa tra Andreotti e Forlani.

Il Divo voleva chiudere la sua brillante carriera con il colle più alto della Repubblica. Forlani aveva la sua stessa intenzione.

Come sempre accadeva tra correnti democristiane si giocava a rimpiattino in quella scena brillantemente raccontata nel film su Andreotti con i due che fingono di essere l’uno a disposizione dell’altro.

LA STRAGE DI CAPACI

Era la stagione del picconatore Cossiga.

Tangentopoli era ancora agli esordi e il sistema della Prima Repubblica ancora reggeva seppure a fatica. Il 23 Maggio 1992 a Capaci muore il Giudice Falcone insieme alla moglie Francesca Morvillo e agli uomini della scorta.

In quella occasione il Movimento Sociale Italiano propone in Parlamento l’elezione di Paolo Borsellino.

Il 25 Maggio una maggioranza composta da tutto l’arco Costituzionale elegge Oscar Luigi Scalfaro al Quirinale, la morte di Falcone aveva reso improponibile l’elezione di Andreotti.

Scalfaro, già noto alle cro- nache per aver ricevuto e rifiutato un invito a duello da Antonio De Curtis in arte Toto’, aveva il profilo giusto per garantire la continuità senza sembrare tale.

Una delle sue prime azioni presidenziali, non a caso, fu quella di nominare Andreotti come Senatore a vita.

IL 41 BIS REVOCATO

Il Governo era guidato da Giuliano Amato.

L’immarcescibile costituzionalista aveva come ministro di Giustizia Giovanni Conso. Il governo era retto da una maggioranza di centrosinistra.

Conso, con decreto non rinnovò il 41bis per 300 mafiosi, il decreto fu controfirmato da Scalfaro.

Si può discutere dei poteri del Presidente della Repubblica e se avesse potuto rifiutarsi di controfirmare il decreto.

Quello che è certo è che il MSI propose Borsellino che verosimilmente quel decreto non avrebbe firmato, il centrosinistra elesse Scalfaro che quel decreto con- trofirmo’.

Se il centrosinistra avesse votato la proposta missina di Borsellino, il giudice antimafia sarebbe vivo e il 41 bis non sarebbe stato revocato.

COSPITO, DEL MASTRO E IL NERVO SCOPERTO

Galeazzo Bignami è stato oggetto di una campagna d’odio politico promossa dalla sinistra per aver detto una cosa di assoluto buon senso e di banale verità.

La sua colpa è quella di aver toccato un nervo scoperto della sinistra italiana.

Non solo Conso e Scalfaro e la datazione nel tempo passato ma anche quella bizzarra visita a Cospito da parte di esponenti Dem.

Ad inizio legislatura Giovanni Donzelli denunciò che alcuni parlamentari Dem erano andati in visita dal terrorista ristretto al 41bis e che era impegnato nella lotta contro la misura che i mafiosi avversavano di più.

In quel caso le accuse furono puntate contro Andrea Delmastro che, da sottosegretario, aveva messo il petto contro ogni ipotesi di concessioni a favore di Cospito o dei mafiosi.

LA CHIUSURA DEL CERCHIO

Andrea Delmastro non è indagato ma è diventato oggetto di astio da parte del Pd e delle opposizioni che chiedono che, anche senza essere indagato, consegni il suo telefono alle autorità giudiziarie per consentire loro di verificarne il contenuto.

Galeazzo Bignami è oggetto di aggressione per aver ricordato un fatto vero che riguardo’ Borsellino, Scalfaro, Conso e il 41bis.

E allora viene da chiedersi come mai il centrosinistra abbia questa esigenza di criticare chiunque difenda il regime carcerario duro per mafiosi e terroristi e sia disposto a farlo anche nascondendo la verità, distorcendola e creando una campagna mistificatoria.

I fatti reali sono che Delmastro non è indagato, il centrosinistra preferi’ Scalfaro a Borsellino, Scalfaro e Conso Liberatore i mafiosi dal 41bis, Bignami ha detto solo la verità e Delmastro si è opposto alle idee di Cospito di eliminazione del carcere duro mentre i Dem andavano a trovarlo.

Roberto Lamattina

 

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