NIZZA E IL RILANCIO DEL SUO RUOLO STRATEGICO
Fin dalla sua fondazione da parte dei Greci nel III secolo a.C., Nizza ha svolto un ruolo chiave a livello internazionale nel Mediterraneo.
Città greca e romana, essa è appartenuta in seguito al Regno di Sardegna ed è stata culturalmente italiana per diversi secoli, prima della sua annessione alla Francia nel 1860.
Essa incarna le radici greco-latine dell’Europa, mescolandole con influenze provenienti dall’Europa settentrionale: nel XVIII e XIX secolo, infatti, Nizza divenne la meta invernale prediletta dalle aristocrazie europee, in particolare britanniche, russe e tedesche.
Due sono le principali vocazioni europee della Francia: quella franco-tedesca e continentale, frutto di una storia comune che risale a Carlo Magno e di cui Strasburgo è il simbolo; l’altra mediterranea, aperta a uno spazio culturale e geografico che oltrepassa la stessa Europa, il cui simbolo sono, invece, Nizza e Marsiglia.
Dopo l’indipendenza dell’Algeria, il generale de Gaulle scelse chiaramente di costruire l’Europa su basi franco-tedesche.
Questa strategia si rivelò appropriata fino alla riunifica- zione delle due Germanie.
Dalla riunificazione in poi, la Bundesrepublik si è progressivamente emancipata dalla cooperazione con la Francia, perseguendo sempre più i propri interessi, spesso a scapito della solidarietà europea, pur continuando a beneficiare dei vantaggi dell’Unione e soprattutto dell’euro.
Per diversi anni la Germania ha appaltato la propria difesa agli Stati Uniti, l’approvvigionamento energetico alla Russia e la sua crescita economica alla Cina.
Sebbene oggi questo modello sia divenuto obsoleto dopo i primi attriti tra Berlino e Mosca nell’ultimo periodo dell’era Merkel, aggravati dalla guerra in Ucraina, e in seguito alla rielezione di Donald Trump, la Germania continua a perseguire i propri interessi a scapito dei suoi partner europei e in particolare della Francia.
Il rifiuto di collaborare con Dassault Aviation, l’unica azienda europea in grado di costruire un aereo da caccia dalla A alla Z senza dipendere nei suoi elementi essenziali dagli anglosassoni, ne è un esempio lampante.
Al contrario, negli ultimi tempi Italia e Francia si sono progressivamente avvicinate.
Lo dimostra il Trattato del Quirinale, firmato dal Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, e dall’allora Presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, il 26 novembre 2021 a Roma, con l’evidente ambizione di avviare un percorso paragonabile a quello inaugurato a suo tempo dal Trattato dell’Eliseo, firmato dal generale de Gaulle e dal cancelliere Adenauer.
Il Trattato del Quirinale fu sottoscritto, non a caso, due anni dopo il Trattato di Aquisgrana (22 gennaio 2019), che mirava ad aggiornare il Trattato dell’Eliseo al contesto del XXI secolo.
Bisogna ammettere che questo aggiornamento non ha arrestato il declino della cosiddetta “partnership franco-tedesca”, un’espressione usata esclusivamente dai francesi e che, tra l’altro, i miei amici tedeschi trovano sempre molto divertente.
Oggi Francia e Italia insieme rappresentano quasi la metà del bilancio del- l’Unione Europea, così come la coppia franco-tedesca.
Ciò significa che Roma e Parigi, con altri paesi partner dell’UE, in particolare dell’Europa centrale, potrebbero esercitare, se lo volessero, un’influenza decisiva sull’orientamento strategico europeo, tanto più se, dopo le elezioni presidenziali francesi del 2027, i due paesi fossero guidati da governi politicamente affini.
Un’Europa forte, un’Europa-Potenza, nel solco di quell’Europa delle Nazioni cara al generale de Gaulle, è dunque uno scenario possibile e oserei dire persino auspicabile.
Bernard Asso, professore di diritto pubblico a Nizza, dopo la sua elezione a consigliere comunale della maggioranza di Eric Ciotti, ha ricevuto la delega alla gestione del CUM, il Centro Universitario Mediterraneo.
È dunque il successore di Paul Valéry alla guida di un istituto che è l’equivalente regionale del Collège de France, in grado di conciliare l’eccellenza accademica e letteraria con l’accessibilità a una platea di pubblico molto vasta.
Bernard Asso ha un programma ambizioso per il CUM, che mira a riportare Nizza al centro del dibattito politico-culturale mediterraneo ed europeo.
Stiamo certamente vivendo un periodo di crisi, ma quanto più le crisi sono gravi, tanto più sono ricche di opportunità.
Seguendo questa logica, il professor Asso ha persino teorizzato la specificità e il significato profondo del futuro anteriore, una morfologia verbale tipica della grammatica delle lingue europee: ciò che è accaduto avrebbe potuto accadere diversamente, “se solo avessimo saputo desiderarlo”, per citare il genera- le de Gaulle.
Nizza ha spesso svolto un ruolo decisivo ma discreto, persino segreto, nello scenario internazionale.
Sotto Roma, essa divenne strategica per il controllo delle vie di comunicazione tra l’Italia e la Gallia. Cemenelum (l’odierno Cimiez, il quartiere dove oggi si riflette sul ruolo strategico di Nizza), divenne il capoluogo della provincia delle Alpi Marittime, garantendo il collegamento tra Roma, il Mediterraneo e le Alpi.
Quando, poi, la Francia aiutò il Piemonte ad espellere gli austriaci dalla Penisola, in seguito all’accordo segreto stipulato nel 1858 da Napoleone III e il conte di Cavour, in cambio della cessione di Nizza alla Francia nel 1860, paradossalmente la città rese possibile, di fatto, l’unificazione italiana.
Negli anni ’30, le forniture di armi alla vicina Italia transitavano per Nizza…
Dal marzo 2026, il nuovo sindaco, Eric Ciotti, il cui padre era di Treviso, ha sottolineato l’importanza di rafforzare i legami economici e logistici tra l’area metropolitana di Nizza e la Liguria.
A livello nazionale, auspica anche la creazione di una stretta alleanza strategica tra Parigi e Roma.
Il riavvicinamento francoitaliano, avviato da Emmanuel Macron e Mario Draghi, non è un progetto di parte, ma una tendenza di fondo della naturale evoluzione geopolitica europea, che va sostenuta perché è nel migliore interesse della Francia, dell’Italia e dell’Europa nel suo complesso.
Nizza ha tutte le carte in regola per esserne il cuore concettuale e operativo
Di Henri De Grossouvre
Traduzione di Alessandro Sansoni

