UNIBAS TRUFFA AL CRAL
Un sequestro preventivo da oltre 331 mila euro e la sospensione dal pubblico servizio per dodici mesi.
Sono le misure cautelari disposte dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Potenza nei confronti dell’ex tesoriera pro tempore del CRAL (Circolo Ricreativo Aziendale dei Lavoratori) dell’Università degli Studi della Basilicata, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Potenza guidata da Camillo Falvo e condotta dalla Guardia di Finanza.
Secondo l’ipotesi accusatoria, la dipendente dell’Ateneo, all’epoca dei fatti responsabile della gestione economica del circolo, si sarebbe resa responsabile dei reati di appropriazione indebita e truffa, per un danno complessivo pari a 331.303,94 euro.
Nel dettaglio, le viene contestata l’appropriazione indebita di 42.346,94 euro, che sarebbero stati sottratti utilizzando il conto corrente e la carta Postamat del CRAL per finalità estranee agli scopi istituzionali dell’associazione.
L’attività investigativa ha inoltre portato alla luce una presunta truffa ai danni di Wind Tre S.p.A..
Secondo gli inquirenti, sarebbero stati acquistato 248 telefoni cellulari sfruttando le condizioni economiche agevolate previste dalla convenzione riservata agli iscritti al CRAL.
Gli smartphone, anziché essere destinati ai dipendenti aventi diritto, sarebbero stati rivenduti a soggetti terzi in diverse parti d’Italia, provocando un danno economico stimato in 288.957 euro.
Le indagini, coordinate dalla Procura e condotte dalla Guardia di Finanza, hanno consentito di ricostruire i flussi finanziari attraverso conti correnti e documentazione contabile, fino a delineare il presunto meccanismo fraudolento.
Il valore del sequestro disposto dal Gip corrisponde alla somma degli importi contestati per i due reati ipotizzati.
La vicenda affonda le proprie radici nell’autunno del 2024, quando emersero le prime anomalie nella gestione del CRAL.
A far scattare gli accertamenti sarebbe stato il blocco improvviso di numerose utenze telefoniche da parte dell’operatore Wind Tre, conseguenza del mancato pagamento delle fatture relative alla convenzione stipulata con il circolo ricreativo.
L’accordo consentiva ai dipendenti iscritti al CRAL di usufruire di tariffe agevolate e dell’acquisto di smartphone a prezzi scontati, con il costo del servizio trattenuto direttamente in busta paga.
Il blocco delle SIM provocò notevoli disagi tra docenti e personale tecnico-amministrativo.
Fu proprio in seguito alle verifiche avviate dopo l’interruzione del servizio che sarebbero emersi i mancati pagamenti nei confronti dell’operatore telefonico e, successivamente, l’ammanco di oltre 42 mila euro dai conti del CRAL.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, soltanto una parte dei telefoni acquistati attraverso la convenzione sarebbe stata effettivamente assegnata ai soci del circolo, mentre gli altri dispositivi sarebbero stati rivenduti a soggetti estranei all’associazione.
La dipendente, che da tempo non ricopre più l’incarico di tesoriera del CRAL, è stata destinataria della misura interdittiva della sospensione dal pubblico servizio per dodici mesi.
La Procura della Repubblica di Potenza e la Guardia di Finanza hanno sottolineato come l’operazione rappresenti il risultato di un’attività investigativa congiunta finalizzata al contrasto delle frodi e alla tutela della corretta gestione delle risorse.

