RIFORMA DELLE PROFESSIONI IL SÌ DEL SENATOSoddisfatto il senatore di Fdi Rosa

RIFORMA DELLE PROFESSIONI IL SÌ DEL SENATO

Il Senato della Repubblica approva la grande riforma degli ordini professionali.

Una riforma che si attendeva da anni e che mostra l’attenzione che il centrodestra riserva alle libere professioni.

LE PROFESSIONI E IL MONDO CHE CAMBIA

Le libere professioni sono cambiate nella sostanza. I liberi professionisti non sono più quei baronati che erano anni fa.

Le università di massa, la corsa alla partita Iva, la concorrenza in un tempo di grande crisi economica hanno modificato nella sostanza le professioni liberali.

Gli ordinamenti non sempre sono stati al passo con i cambiamenti strutturali nella società e nell’economia.

I professionisti si sono impegnati a variare la propria offerta di lavoro ma le regole sono rimaste immutabili da qualche anno, come si si potesse fare a meno della realtà.

Il centrodestra ha deciso di riportare la realtà nel mondo delle professioni. Non era facile e non era scontato.

LA DELEGA AL GOVERNO

Come spiega brillantemente il Sen Gianni Rosa (FdI) si tratta di “un passo storico per 15 categorie e quasi 700mila professionisti” “La legge delega per la riforma degli ordinamenti professionali, approvato ieri a Palazzo Madama con 81 voti favorevoli, nessun contrario e 50 astensioni e che ora passa alla Camera per il via libera definitivo, è un risultato importante, atteso da anni dalle categorie coinvolte” dice non senza una grande soddisfazione il senatore di FDI “Si tratta di una riforma di sistema che riguarda 15 professioni ordinistiche, dagli ingegneri ai geometri, dai consulenti del lavoro ai giornalisti, passando per architetti, geologi, agronomi e tecnologi alimentari, per un totale di quasi 700mila professionisti italiani.

Il provvedimento delega l’Esecutivo ad adottare, entro 24 mesi, i decreti legislativi per la revisione degli statuti professionali, intervenendo su nodi centrali quali: la definizione più chiara delle attività tipiche, riservate e di consulenza; le modalità di accesso alla professione; la formazione continua; la valorizzazione delle competenze digitali e legate all’Intelligenza Artificiale; la governance degli Ordini e le società tra professionisti. Viene inoltre confermata la natura pubblicistica degli ordinamenti, a tutela dell’interesse pubblico legato all’esercizio delle professioni regolamentate. Il testo attribuisce formalmente l’attività di consulenza alle materie di competenza degli iscritti agli Albi, colmando un vuoto che per anni ha penalizzato la fatturazione dei professionisti.

Chi svolge attività di consulenza nel proprio ambito professionale potrà finalmente vederla riconosciuta come parte integrante della propria competenza, non più come zona grigia.

La riforma ribadisce la centralità della pattuizione del compenso come elemento essenziale del rapporto professionale, rafforzando il principio dell’equo compenso soprattutto nei rapporti con i committenti “forti” e prevedendo la fissazione di nuovi parametri anche per le professioni che ancora ne sono prive.

Il Governo Meloni, con questo provvedimento, dimostra ancora una volta capacità di ascolto e di dialogo con il mondo del lavoro qualificato, costruendo un impianto equilibrato che valorizza le competenze dei professionisti iscritti agli Albi e che garantisce loro condizioni economiche più adeguate e giuste.

È un segnale di modernizzazione che rispetta l’identità di ciascuna categoria, senza cedere alla logica della contrapposizione”.

Roberto Lamattina

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