È GIUSTO INFORMARE 

LA BASILICATA DIVENTA REGIONE VIRTUOSA IN MATERIA VENATORIA


È di pochi giorni fa la notizia dell’approvazione della nuova legge regionale sulla caccia, dal titolo . “Nuove norme per la protezione della fauna omeoterma e per il prelievo venatorio”

Il disegno di legge è stato presentato dal gruppo di F.lli D’Italia in Consiglio Regionale e più precisamente dai consiglieri Rocco LEONE, Maddalena FAZZARI, Michele NAPOLI e Alessandro GALELLA, i quali nel più alto senso di democrazia hanno sentito in seconda e terza Commissione tutti coloro che hanno chiesto e presentato emendamenti alla proposta di legge, facendo slittare i tempi per portare il provvedimento in aula di oltre un anno.

La norma approvata, si configura come una riscrittura organica e complessiva della Legge Regionale n. 2/1995, a distanza di oltre trent’anni dalla sua approvazione e con diverse integrazioni e modificazioni nel corso del tempo.

Tale esigenza è motivata dall’evoluzione del quadro normativo nazionale ed europeo, nonché dai cambiamenti intervenuti in ambito ambientale, tecnico, gestionale e organizzativo.

La legge interviene su quasi tutti gli articoli della legge originaria in taluni casi abrogando e in altri integrando articoli.

L’entità delle modifiche è tale da determinare un mutamento sostanziale dell’impianto normativo, che non si limita a meri adeguamenti puntuali, ma riformula integralmente principi, criteri e modalità di gestione della fauna e dell’attività venatoria.

La riscrittura integrale consente di superare la stratificazione di emendamenti che, in caso contrario, avrebbero inciso su articoli e commi in modo frammentario, compromettendo la chiarezza, la coerenza sistematica e la fruibilità del testo da parte degli operatori e dei cittadini.

La scelta di redigere un nuovo testo coordinato risponde ai criteri previsti dalla normativa e dalla prassi della legislazione regionale:

Semplificazione, accessibilità, chiarezza espositiva e completezza del quadro regolatorio; Difatti si abroga la L.R. 2/1995 e le disposizioni incompatibili della L.R. 28/2003, garantendo così un assetto normativo univoco, privo di ambiguità interpretative.

Ne consegue una struttura semplice, che responsabilizza gli stakeholder e l’Ente Regione, che si sostituisce totalmente alle province (non avranno più alcun ruolo nella materia) adeguando la norma regionale a quanto accade nel resto delle Regioni promuovendo una politica faunistico venatoria e di tutela ambientale nel rispetto delle norme europee e nazionali, nonché del calo demografico dei cacciatori.

In questa direzione lo spirito della norma tende ad adeguare il primo istituto faunistico e cioè l’ambito territoriale di caccia di seguito con l’acronimo di A.T.C. , in quanto stabilisce la natura giuridica e i compiti che spettano, nonché la costituzione del Comitato Direttivo e naturalmente dei relativi componenti assegnando ad ognuno il compito specifico del contributo che possono e devono dare per una conduzione condivisa dove i vari interessi concorrono a dare maggiore enfasi ad un equilibrio dove la biodiversità deve trovare il giusto posto ed essere la stella polare come guida per una politica che guardi gli interessi di una intera comunità perché il bene pubblico e di tutti e deve appartenere a tutti.

Il territorio destinato alla caccia viene suddiviso in due Ambiti Territoriali di Caccia (uno per provincia), ciascuno gestito da un Comitato Direttivo rappresentativo delle varie categorie (agricoltori, cacciatori, ambientalisti, enti locali).

In particolare si disciplina dettagliatamente:

La riduzione a due ATC e la qualificazione giuridica;
l’iscrizione all’ATC ;
i compiti dei Comitati Direttivi e la puntuale organizzazione della governante;
la gestione tecnica, economica e ambientale dell’attività venatoria.

Particolarmente importante è la riscrittura dell’articolo 22 in quanto rappresenta lo spirito della legge e per cui visto che il numero dei cacciatori residenti e domiciliati si è ridotto in maniera significativa e dai dati ISTAT la popolazione degli stessi rappresenta un indice di età media sui anni 50 circa, ed altresì le innumerevoli criticità che gli attuali ambiti territoriali di caccia hanno evidenziato in tutti questi anni passati, hanno indotto il legislatore ad una riflessione seria dove tutti gli stakehoolder sono presenti, nessuno escluso e come una giusta Associazione, deve esprimere il massimo della democrazia in termini di partecipazione e condivisione delle attività poste in essere.

Ampio spazio è dato al controllo faunistico, alla vigilanza, al contenimento selettivo delle specie in sovrannumero e alla possibilità di commissariamento degli ATC in caso di gravi inadempienze. 

Spazio viene dato anche agli istituti faunistici privati, eliminando tutta la serie di lacci e lacciuoli che di fatto impedivano la costituzione di Aziende agrituristiche e faunistiche venatorie, nonché le zone di addestramento e allenamento dei cani ed altresì i centri di produzione selvaggina sia pubblici che privati.

Il tutto naturalmente con l’obbiettivo di riconoscere al mondo agricolo lucano occasioni di reddito integrativo ed inoltre presidio sul territorio, cercando di ridurre l’abbandono della campagna.

La Federcaccia, nella persona del suo presidente provinciale di Potenza, Antonio ROMANIELLO, ha voluto omaggiare i consiglieri regionali con la consegna di alcune targhe ricordo in occasione di un incontro informativo sulla norma emanata.

Così dopo il saluto ai partecipanti il presidente della terza Commissione consiliare Rocco LEONE, primo firmatario ha spiegato ai presenti l’esigenza di dare una svolta al settore proprio in funzione alle potenzialità che si possono creare nell’immediato e a lungo termine;

A seguire il capogruppo in Regione Michele NAPOLI,il quale forte anche dell’esperienza professionale propria come avvocato, ha saputo dare le giuste risposte ai consiglieri di minoranza sugli emendamenti presentati in aula e non come consuetudine vuole nelle relative Commissioni.

Inoltre sempre lo stesso si è reso disponibile con tutti per affrontare un percorso condiviso;

Il consigliere Alessandro GALELLA , intervenuto da remoto oltre al rituale saluto, in qualità di appassionato pescatore ha da subito sposato l’iniziativa di legge mettendoci tutta la sua passione, infine il vice presidente del Consiglio Regionale Maddalena FAZZARI, con grande garbo istituzionale ha sottolineato il grande lavoro svolto perché le innumerevoli audizioni e relativi emendamenti hanno fatto registrare il ritardo richiesto ma alla fine è prevalso il buon senso anche perché ha sottolineato come il presidente di Arci Caccia regionale si è scontrato con alcuni dei suoi consiglieri che hanno remato contro solo per principio e non per la bontà della norma.

Infine il saluto da remoto del presidente nazionale di Federcaccia BUCONI ha concluso la serata potentina dei nebrotti lucani.

​​​​CAFFARO Sandrino  

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