«HO CAPITO SUBITO CHE SAREBBE SCOPPIATO IL CASO»A Barile, la pro loco festeggia i 150 anni del corriere della sera con ospite il suo direttore

«HO CAPITO SUBITO CHE SAREBBE SCOPPIATO IL CASO»

Un confronto sul futuro dell’informazione, sul ruolo del giornalismo nell’era digitale e sulle grandi sfide della professione, nella cornice delle celebrazioni per i 150 anni del Corriere della Sera.

Questi gli ingredienti dell’incontro promosso dalla Pro Loco Barile Aps, con il patrocinio del Comune di Barile, della Regione Basilicata, dell’Apt Basilicata, della Rete Ente Pro Loco Italiane Aps e della Rete Ente Pro Loco Basilicata Aps dal titolo “Appuntamento con la storia.

150 anni del Corriere della Sera.

Il racconto dell’Italia”. La caratteristica, piazza Dalla Chiesa ha accolto un pubblico attento e curioso.

A moderare l’iniziativa Francesco Loscalzo, responsabile della sede Ansa Basilicata. Ad aprire i lavori sono stati il presidente della Pro Loco Barile Aps e della Rete Ente Pro Loco Basilicata Aps, Rocco Franciosa, il sindaco di Barile Antonio Murano, l’assessore regionale Cosimo Latronico, il senatore Gianni Rosa, il viceprefetto e capo di Gabinetto della Prefettura di Potenza Gerardo Quaranta e il presidente nazionale della Rete Ente Pro Loco Italiane Aps Pasquale Ciurleo. Protagonista dell’incontro è stato il direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana, che ha dialogato con Alessandro Sansoni, direttore editoriale di Cronache, Antonella Inciso della Gazzetta del Mezzogiorno, Donato Pace, direttore editoriale de La Nuova del Sud, e Giovanni Marino, direttore di Info Vulture.

Ai microfoni di Cronache Tv, Fontana ha tracciato un’analisi sull’evoluzione del giornalismo, sottolineando come il digitale abbia profondamente modificato il modo di lavorare delle redazioni senza alterare i principi fondanti della professione: «È cambiata tantissimo, soprattutto con l’arrivo del digitale, che ha trasformato i nostri modi di lavorare e di dare le notizie. Non sono cambiati, però, gli aspetti fondamentali: un’informazione chiara, corretta, basata sui fatti e molto attenta al- la libertà delle idee. Sono valori che restano validi indipendentemente dallo strumento con cui l’informazione viene distribuita».

Ampio spazio anche al tema dell’intelligenza artificiale, definita dal direttore del Corriere «un rischio e un’opportunità».

«Il rischio è pensare che si possa fare informazione senza il contributo professionale dell’uomo.

Non è possibile, perché il giornalismo è ricerca, verifica e interpretazione. Allo stesso tempo l’intelligenza artificiale può essere uno straordinario supporto nell’analisi dei dati, nelle ricerche e nel rapporto con i lettori.

L’elemento umano deve restare al centro dell’informazione».

«Servono passione, una solida formazione culturale e professionale, tanta curiosità e la capacità di lavorare su piattaforme diverse.

Oggi un giornalista deve saper scrivere, realizzare video e muoversi nel mondo digitale. Con queste caratteristiche si può ancora fare molto bene questo mestiere» ha concluso Fontana.

Parole condivise dal sindaco di Barile, Antonio Murano, che ha sottolineato il valore simbolico della presenza del direttore del principale quotidiano italiano: «È per noi un grande onore ospitare Luciano Fontana.

Il Corriere della Sera rappresenta una testimonianza fondamentale del giornalismo libero e democratico del nostro Paese. La sua presenza a Barile, nell’anno dei 150 anni del giornale, dimostra quanto anche le grandi testate nazionali siano vicine ai territori.

È un messaggio importante soprattutto per i giovani, che devono riscoprire il valore della buona informazione».

Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente della Pro Loco Barile, Rocco Franciosa: «Per la nostra comunità e per l’intera Basilicata è stata un’occasione straordinaria di crescita culturale.

Confrontarsi con il direttore del Corriere della Sera significa ripercorrere l’evoluzione del giornalismo italiano, dal fondatore Eugenio Torelli Viollier fino ai giorni nostri, riflettendo sul ruolo che l’informazione continua a svolgere nella società».

Particolarmente apprezzato il dialogo tra Fontana e i direttori delle testate lucane.

Tra le domande, quella posta dal direttore editoriale di Cronache, Alessandro Sansoni, sull’intervista realizzata dalla giornalista del Corriere della Sera Viviana Mazza al presidente degli Stati Uniti Donald Trump e sulle dichiarazioni rivolte a Giorgia Meloni.

«Se mi chiamasse Donald Trump, certamente risponderei», ha esordito Fontana, ricordando come ottenere il numero di telefono del presidente americano fosse stato il risultato di un lungo lavoro giornalistico.

Il direttore ha spiegato di aver compreso fin da subito la portata delle dichiarazioni rilasciate da Trump alla giornalista del Corriere, osservando come quelle parole avrebbero inevitabilmente alimentato il dibattito politico: «Trump, appena si è reso conto di parlare con una giornalista italiana, ha voluto affrontare il tema dei rapporti con il governo italiano e con Giorgia Meloni».

Fontana ha quindi allargato la riflessione al ruolo dell’Italia nello scenario internazionale: «Il nostro Paese non può prescindere da un rapporto solido con gli Stati Uniti, per ragioni politiche, economiche, militari e culturali.

Allo stesso tempo è fondamentale che l’Italia, insieme all’Europa, sappia difendere con determinazione la propria autonomia e i propri interessi, mantenendo rapporti equilibrati anche con i partner più importanti».

L’incontro della Pro Loco di Barile si è trasformato così in un momento di riflessione sul giornalismo contemporaneo e, soprattutto ha confermato come anche dai territori possa nascere un confronto di alto livello sui grandi temi dell’attualità.

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com
error: Contentuti protetti