TRE VITE SPEZZATE IN MOTO
Aveva solo 22 anni Paolo Joithj Donadio, il giovane che ha perso la vita impattando violentemente con la sua moto Yamaha, contro un’ambulanza della Croce Bianca.
Un pomeriggio d’estate e spensieratezza a Pieve Porto Morone (Pavia), tramutato in un attimo in un giorno fune- sto: il 28 luglio sarà una data mai più possibile da dimenticare per i genitori e i familiari, originari di Montalbano Jonico.
Nato a Lodi, studente universitario, Paolo si stava recando fuori città quando si è scontrato contro il mezzo sanitario.
La sua moto si è letteralmente spezzata, e il giovane è stato scaraventato sull’asfalto.
Immediati i soccorsi, l’equipaggio a bordo del mezzo ha subito prestato le prime cure: il giovane era privo di conoscenza ed è stato rianimato sul posto dai soccorsi sanitari, quindi trasportato con la massima urgenza da un’altra ambulanza della Croce Rossa, al pronto soccorso dell’ospedale di Piacenza, dove però poco dopo l’arrivo è stato constatato il decesso.
Irreversibili i traumi riportati.
Il Sindaco della cittadina del pavese, Elio Grossi, a suo «nome e dell’amministrazione, interpreti dei sentimenti dei concittadini» ha espresso «le più sentite condoglianze ai genitori e ai familiari di Paolo stringendoci in un forte abbraccio».
La dinamica del tragico incidente è al vaglio della Polizia Locale: probabilmente il giovane Donadio avrebbe sorpassato un’auto che lo precedeva e che si era fermata per lasciar passare l’ambulanza che intanto usciva dal cancello dell’Associazione.
Sul posto, sotto choc, sono poi arrivati i genitori della giovane vittima.
Nei giorni scorsi, altri due lucani hanno perso la vita in sella alle loro moto, in due distinti incidenti stradali, sulle strade del nord Italia: il 31enne, Andrea De Stefano, figlio di una famiglia originaria di Maratea, ma cresciuto anche a Latronico dove spesso ritornava e il 54enne, Pietro Graziadei, originario di Viggianello.
Il giovane Andrea, impiegato dell’Asst Milano Ovest, e appassionato di moto, è morto sul colpo a Magnago, poco prima delle 10 di venerdì.
Stando alle prime ricostruzioni effettuate dalle forze dell’ordine, il trentunenne era alla guida della sua moto quando, per cause ancora in fase di accertamento, ne avrebbe perso improvvisamente il controllo.
La moto sarebbe così finita sul selciato, scivolando fino ad impattare violentemente contro un furgoncino che sopraggiungeva in quel momento dalla direzione opposta.
L’allarme è scattato immediatamente e la macchina dei soccorsi si è mobilitata: a Lonate, l’Azienda regionale emergenza urgenza ha inviato due equipaggi, incluso l’elisoccorso.
Presenti anche i Vigili del Fuoco. Nonostante la tempestività dei sanitari, le ferite riportate dal giovane si sono rivelate troppo gravi.
Sono giorni di dolore anche per la cittadina di Viggianello, che piange la morte di Pietro Graziadei, 54 an- ni, residente a Livorno Ferraris, morto all’ospedale di Vercelli a causa delle gravi ferite riportate nella caduta dalla sua moto.
L’incidente stradale è avvenuto poco dopo le 23, in via Pretti all’altezza di uno spartitraffico con la cartellonistica stradale.
Secondo la ricostruzione dei Carabinieri di Santhià, Graziadei, anche in questo caso, avrebbe perso il controllo della sua Yamaha scivolando sull’asfalto.
Soccorso dall’equipe del 118, il centauro è stato trasportato dall’ambulanza all’ospedale Sant’Andrea.
Una corsa disperata che non è servita però a salvargli la vita. Il 54enne è poi deceduto intorno all’una di notte poco dopo il suo arrivo in pronto soccorso.
A Viggianello, dove tornava di tanto in tanto a trovare la mamma, lascia anche le sue tre sorelle e un fratello.
Pietro era partito da ormai diversi anni e aveva trovato lavoro in una fabbrica. Anche dal borgo nel Parco nazionale del Pollino, l’Amministrazione comunale si è stretta intorno alla famiglia, esprimendo cordoglio e dolore.

