È GIUSTO INFORMARE
FINALMENTE, DOPO TRENT’ANNI, IL CONSIGLIO REGIONALE LUCANO LICENZIA LA NUOVA NORMA IN MATERIA VENATORIA

È dello scorso Consiglio Regionale di Basilicata la notizia che, dopo un iter durato più di due anni, ha finalmente visto il varo della nuova legge sulla caccia in terra di Basilicata

Questo risultato è frutto soprattutto dell’impegno del presidente della Terza Commissione consiliare, il dottor Rocco Leone, appassionato della materia, che, su suggerimento della stragrande maggioranza del mondo venatorio e soprattutto del mondo agricolo e delle associazioni ambientaliste non integraliste, ha dato corso alla bozza di legge presentata dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale.

L’iter, proprio per il lungo periodo trascorso, ha dato la possibilità di ascoltare in audizione tutti coloro che hanno presentato vari emendamenti, sia in Terza che in Seconda Commissione; dopodiché si è proceduto alle votazioni e, con un ampio numero di voti, è stata licenziata la nuova legge regionale.
Con questa norma la Basilicata si rivela la regione italiana più virtuosa in materia di caccia
Le novità sono naturalmente frutto delle esperienze vissute in questo lungo periodo e sono dovute anche al ridotto numero di cacciatori residenti e domiciliati in Basilicata.
L’obiettivo della norma consiste nel riconoscere al più grande istituto venatorio, l’A.T.C. (Ambito Territoriale di Caccia), la natura giuridica e, allo stesso tempo, il ruolo attorno al quale tutti gli stakeholder devono fare squadra, coinvolgendo tutti i soci in almeno due assemblee annue
In modo da consentire la partecipazione di tutti, perché la caccia diventi occasione in cui coloro che desiderano essere ascoltati possano dare il proprio contributo di idee.
Questo obiettivo si poteva raggiungere con l’individuazione di soli due A.T.C., uno per Potenza e uno per Matera, in modo da coinvolgere il meglio dell’associazionismo di categoria
Sempre in tema di suddivisione degli istituti faunistici, è stata data la possibilità, sempre nella percentuale del 15% della superficie agro-silvo-pastorale, agli imprenditori privati — soprattutto al mondo agricolo — di costituire aziende faunistiche e/o agrituristiche venatorie e zone di addestramento e allenamento per cani da caccia, con l’obiettivo di attrarre il turismo venatorio, creare un ulteriore reddito integrativo e, allo stesso tempo, arginare l’abbandono del territorio agricolo e forestale, permettendo agli A.T.C. di gestire il resto del territorio destinato alla caccia, ossia il 55%, per i cacciatori residenti e domiciliati in Basilicata, mentre è stato salvaguardato il 30% del territorio protetto.
Un altro obiettivo raggiunto è quello di riconoscere, nella commissione per l’abilitazione venatoria, anche tre rappresentanti dei cacciatori, in modo da contribuire nel modo migliore alla formazione dei nuovi cacciatori lucani, senza togliere alcuna professionalità agli altri membri.
Nei prossimi giorni saremo in grado di fornire maggiori notizie; le informazioni fornite oggi hanno pertanto solo carattere generale.
CAFFARO Sandrino
