MATERA: CASA DELLA LEGALITÀ CHIUSA DA 4 ANNI
A quattro anni dall’inaugurazione e a un anno esatto dal diniego dei fondi, la “Casa della Legalità” nei Sassi resta chiusa.
Sbarrata, senza gestione e con dentro un milione di euro di attrezzature tecnologiche a rischio.
A sollevare il caso è il consigliere comunale Augusto Toto che ha presentato un’interrogazione a risposta scritta e orale al sindaco.
L’immobile di pregio storico-architettonico si trova nel Rione Pianelle, nel cuore del Sasso Caveoso.
Fu confiscato alla criminalità organizzata locale con decreto del 2005 e inaugurato il 23 maggio 2022, nel trentennale della strage di Capaci, alla presenza dell’allora sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia.
Il progetto “Sassi di Legalità” era stato finanziato con 1 milione di euro dal PON Legalità 2014-2020.
L’idea: un laboratorio polifunzionale d’avanguardia per contrastare dispersione scolastica e povertà culturale, con il coinvolgimento degli istituti “IIS Isabella Morra” e “IIS G.B. Pentasuglia”.
La struttura fu dotata di strumenti tecnologici di ultima generazione: PC, laser scanner, stazioni fotogrammetriche, GPS, georadar e droni.
I lavori si conclusero il 28 marzo 2022 e il collaudo fu approvato il 20 maggio 2022.
Nell’agosto 2023 il Comune pubblicò l’avviso per l’affidamento decennale a enti del Terzo Settore.
A settembre l’aggiudicazione provvisoria andò alla cooperativa sociale “ALTRASPESA”, ma era subordinata al finanziamento del “Bando Beni Confiscati 2023” del- la Fondazione CON IL SUD.Il 24 luglio 2024 arrivò la doccia fredda: la Fondazione ammise solo 7 progetti nel Mezzogiorno ed escluse Matera.
Con quel no decadde automaticamente anche l’assegnazione alla cooperativa.
Da allora, de- nuncia Toto, «l’immobile di pregio e le sue costose attrezzature inter- ne rimangono sbarrati e inutilizzati».
E non risulterebbe «alcun piano alternativo o nuovo indirizzo programmatico da parte degli uffici comunali».
«L’immobile rischia la devastazione, il vandalismo e lo sciacallaggio, come già drammaticamente avvenuto per i locali del vicino quartiere degli Artieri», scrive il consigliere.
«Questa prolungata e ingiustificata chiusura trasforma un simbolo di riscatto dello Stato in un monumento all’inefficienza amministrativa e allo spreco di denaro pubblico».

