SANT’ARCANGELO ACCOGLIE FRANCO ARMINIO E PEPPE VOLTARELLI
Una piazza gremita, il silenzio attento di centinaia di persone e poi gli applausi, sinceri e prolungati. È iniziata nel segno della cultura l’estate santarcangiolese, con una serata che ha trasformato il cuore del centro storico in uno spazio di condivisione, emozioni e riflessione.
Ai piedi della Chiesa Madre, Franco Arminio e Peppe Voltarelli hanno dato vita a un intenso dialogo tra poesia e musica, accompagnando il pubblico in un viaggio attraverso i temi della memoria, della “restanza”, dell’identità dei piccoli borghi e del valore dei legami che continuano a dare anima ai territori.
Le parole del poeta e paesologo irpino si sono intrecciate con le canzoni del cantautore calabrese, regalando un appuntamento che ha saputo coinvolgere il pubblico ben oltre la dimensione dello spettacolo.
Ogni verso e ogni nota hanno trovato eco tra le antiche pietre del centro storico, in un’atmosfera carica di partecipazione e sentimento.
Ad aprire la serata è stato il sindaco Vito De Filippo, che ha sottolineato il significato dell’iniziativa nel programma degli eventi estivi cittadini. «L’avvio delle manifestazioni estive a Sant’Arcangelo – ha dichiarato – è caratterizzato da eventi culturali che puntano a promuovere il centro storico nei suoi aspetti più suggestivi.
Il paese si presenterà con la sua storia e la sua fisionomia. Arminio e Voltarelli sono gli artisti più adatti per riaprire questo percorso di valorizzazione e di conoscenza».
Una scelta, quella dell’amministrazione comunale, che conferma la volontà di mettere al centro la cultura come strumento di promozione del territorio e di riscoperta dell’identità locale, valorizzando gli scorci più caratteristici del borgo attraverso appuntamenti di alto profilo artistico.
La grande partecipazione del pubblico ha premiato l’iniziativa, dimostrando come eventi di questo genere riescano a rafforzare il senso di comunità e a restituire nuova vitalità agli spazi urbani.
Per una sera, la piazza non è stata soltanto il luogo di un incontro, ma il simbolo di un paese che si riconosce nella propria storia e guarda al futuro attraverso la forza della cultura.

