POSTE: COSÌ STRUMENTALIZZANO I DEBOLI
C’ è stato un tempo in cui la “posta” era la certezza degli italiani.
Non era soltanto il romantico via vai di lettere e cartoline che raccontavano le vacanze, gli amori e la vita. Non erano soltanto i postini che in ogni posto del mondo portavano le lettere rappresentando, come racconta Bukowski, una via di mezzo tra il lavoro stabile e la vita avventurosa.
Le poste, come le chiamavano i nostri anziani, erano anche la certezza degli investimenti a rendimento sicuro.
I WEBINAR DELLA VERGOGNA
In quel tempo gli anziani facevano i “buoni postali” per i nipoti fidandosi di un ente statale. Quel tempo è evidentemente finito.
Le vecchie poste sono state sostituite da una società che non ha più l’etica pubblica ma mira al solo profitto e lo fa senza scrupoli.
Ci giunge la nota dei webinar delle Poste Italiane sull’educazione finanziaria.
Sembrerebbe cosa buona e giusta se dietro la patina della forma corretta ed educante non ci fos- se il fine di mascherare un’operazione speculativa.
IL CORSO DELLA VITA
Nella memoria collettiva, come dicevamo prima, le poste sono un ente pubblico vicino e al servizio del cittadino. Al cittadino che arriva la comunicazione di un corso di educazione finanziaria organizzata da quello che conserva il nome di un autorevole istituto pubblico che si occupava del bene comune sembra di ricevere un invito ad una vera e propria università del risparmio.
Se quella notizia, inoltre, si spinge a titolare l’evento con nomi del tipo “Il corso della vita” o “Il passaggio generazionale” per essere buoni antenati, l’illusorietà del messaggio è servita.
LA TELEVENDITA DEI PRODOTTI POSTALI
Non vogliamo scomodare Wanna Marchi per non ricordare una pagina dolorosa e famosa delle truffe televisive e anche perché sappiamo bene che i gestori dei webinar saranno sicuramente abili ad agire nei limiti della legalità ma possiamo dire che, dietro al paravento dell’educazione finanziaria si nasconde una televendita dei prodotti postali.
Abbiamo sentito i partecipanti degli anni scorsi. La narrazione è sempre la stessa e la morale non ha nulla di moralmente accettabile: le poste cercano di venderti i loro prodotti finanziari. Non ci sarebbe niente di male se non la si chiamasse “educazione finanziaria”, se non si fingesse di voler insegnare come gestire le proprie risorse economiche e se non ci si nascondesse dietro il nome di “Poste” che ricorda i buoni postali che hanno fatto la fortuna dei nipoti sui risparmi dei nonni.
Esiste, infatti, una differenza etica tra il voler vendere un prodotto dicendo apertamente che è una vendita e volerlo nascondere dietro un programma di educazione finanziaria.
La cosa più drammatica è che le poste, in questo tentativo di accaparramento della clientela, provano a rivolgersi alle fasce più deboli della società.
C’era un tempo in cui le poste erano l’amico affidabile dei più anziani e dei meno esperti di finanza, oggi con questi webinar cercano di vendere a quegli stessi anziani e meno esperti di finanza dei prodotti speculativi e lo fanno nascondendosi sotto le forme ingannevoli dell’educazione finanziaria.
Massimo Dellapenna

