IL FUTURO DELLA BASILICATA PASSA DAL DIALOGO TRA MATERA E POTENZA
Un volume che parla della città di Matera puntando a sviluppare un rapporto costante con l’intero territorio regionale.
Un libro che intende offrire una narrazione diversa dei fatti, cercando di andare oltre le barricate tra i due capoluoghi di regione, spesso divisi da beceri campanilismi, prese di posizione contrapposte e una dialettica frequentemente divisiva.
Tutto questo si ritrova nel libro scritto da Vincenzo Santochirico, ex amministratore regionale ed esponente politico lucano, dal titolo Le passioni di un decennio, di Matera.
Il volume è stato presentato ieri pomeriggio nella Villa del Prefetto, nel corso di un vero e proprio talk moderato dal giornalista di Cronache Lucane, Paride Leporace.
All’incontro hanno preso parte Giampaolo D’Andrea, esponente democristiano che ha avuto un ruolo importante e propulsivo nella crescita di Matera e nel percorso che ha portato la città a diventare Capitale Europea della Cultura nel 2019, in qualità di assessore alla Cultura, e Vincenzo Folino, esponente del Partito Democratico.
Una serata impreziosita dalla presenza di numerose autorità politiche, che hanno avuto l’opportunità di confrontarsi sui temi più caldi della politica regionale partendo dalla città dei Sassi, patrimonio di idee, proposte e visioni da condividere.
Un ruolo importante in un sistema spesso frastagliato e ricco di contraddizioni, che vede i due capoluoghi al centro di un percorso non privo di difficoltà e caratterizzato da analisi differenti.
Un decennio significativo che ha visto Matera fregiarsi anche del titolo di Capitale del Mediterraneo e del Dialogo, a conferma di una vocazione storica, an- tropologica, culturale e sociale di elevato profilo etico ed economico.
Un dibattito promosso dall’Associazione Meteora e che, per certi versi, appare quasi paradossale venga ospitato a Potenza, città capoluogo, considerato che il contenuto del libro è concentrato prevalentemente sulla città dei Sassi.
È importante, attraverso questo volume, comprendere come gli ultimi decenni di Matera siano riconducibili allo sviluppo dell’intera regione e come anche Potenza possa intra- prendere un percorso di crescita complementare.
Tutto questo è racchiuso nel volume di Santochirico: un viaggio tra sensazioni, idee e proposte politiche concrete, fondato su una visione dei due capoluoghi e delle rispettive realtà provinciali.
Vincenzo Folino ha commentato la serata: «Una riflessione va fatta su una persona intelligente e profonda come Enzo Santochirico, che è rimasto in campo, in particolare a Matera, esprimendo le sue opinioni. Penso di poter dare un piccolo contributo ragionando sul soggetto, sul protagonismo delle sue passioni e sul modo in cui queste si sono esercitate.
Purtroppo, con grandi difficoltà, perché il contesto è da molti anni negativo per il centrosinistra e per l’area progressista.
Non sono ottimista: vedo un decadimento della funzione costituzionale della Regione Basilicata rispetto alle regioni contermini e rispetto al Paese, soprattutto sulle questioni più importanti.
Vedo una grande difficoltà e non noto un protagonismo ade- guato né da parte del governo né da parte delle opposizioni.»
Giampaolo D’Andrea ha invece analizzato la situazione politica attuale: «Dovrebbe essere un tempo di maggiori passioni politiche.
Dovremmo sperare che la passione politica torni a essere l’ispirazione più ampia, perché affrontare le difficoltà di questo tempo, quelle nazionali ma soprattutto quelle internazionali e di contesto, richiede un grande senso della realtà, ma anche impegno e passione per il servizio che si deve alla comunità democratica che ti ha espresso elettoralmente e alle istituzioni di cui fai parte.
Vedo, invece, effetti di rallentamento nel rapporto con l’opinione pubblica, nel reinsediamento del partito e nella capacità di elaborare tempestivamente progetti che guardino al futuro con i piedi per terra.
Credo che la difficoltà del Partito Democratico nella nostra regione sia cresciuta progressivamente a causa dell’eccessiva personalizzazione della dialettica politica.
Forse sarebbe stato meglio mantenere vivi i diversi filoni e lasciare che il confronto si sviluppasse tra le diverse sensibilità e non tra le singole persone, in un clima che inevitabilmente ha generato confusione politica e non ha consentito l’emersione di una classe dirigente capace di agire come comunità al servizio della più ampia comunità regionale.»
Dal canto suo, Vincenzo Santochirico ha illustrato i contenuti principali del volume: «Il futuro dipende spesso anche dal passato. Riflettere su questi dieci anni significa capire cosa è successo a Matera, ma più complessivamente all’intera regione.
È una bella cosa presentare questo libro a Potenza e riflettere anche sui rapporti che possono esistere tra le due città, la Regione e il capoluogo.
Guardare al futuro significa evitare gli errori compiuti, sia sul piano culturale, non valorizzando pienamente le potenzialità della Basilicata e l’esperienza di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, sia sul piano politico, perché troppo spesso la politica non ha saputo rispondere alle esigenze dei cittadini.
In questi dieci anni c’è stato un cambio di segno: si è passati dal centrosinistra al centrodestra, ci sono state aggregazioni spurie, spesso con un civismo protagonista, sia a Matera sia a Potenza. Credo sia arrivato il momento di rimettere un po’ d’ordine e costruire anche in Basilicata schieramenti politici più chiari, così da rendere più comprensibile l’offerta politica ai cittadini e favorire il loro ritorno alla partecipazione ci- vile e politica.
A Matera ho detto di essere progressista e di collocarmi pienamente nell’ambito del centrosinistra. Vedremo quali saranno gli sviluppi dal punto di vista della collocazione nelle forze politiche, ma credo di poter dare un contributo, attraverso le esperienze e le riflessioni raccolte in questo libro, affinché il centro- sinistra superi limiti, diatribe, personalismi e piccolezze che lo hanno caratterizzato in questi anni e ritrovi una dimensione politica e culturale più forte e più ampia.
Credo di poter offrire un contributo insieme ad altri.»
Francesco Menonna

