MELONI AD ANKARAL’Italia non è seconda a nessuno

MELONI AD ANKARA

Giorgia Meloni si presenta alla conferenza stampa che conclude i lavori del vertice di Ankara con una evidente chiarezza di idee. Non sembra assolutamente turbata dalle invettive che il Presidente Trump le ha rivolte e ribadisce che non si pente di nulla.

IL COMUNE DESTINO DELL’OCCIDENTE

Nella sua conferenza di apertura ribadisce che lei crede nel comune destino dell’occidente e che il suo rapporto con gli Usa prescinde dalle varie amministrazioni.

I più attenti, infatti, potranno ricordare che Giorgia Meloni ha tenuto un rapporto leale anche con l’amministrazione Biden.

Sicuramente la comune visione contraria al totalitarismo woke e alcune visioni ideali in comune hanno favorito il dialogo tra Meloni e Trump ma la bussola delle scelte dell’Italia deve essere sempre l’interesse nazionale.

LE SPESE MILITARI

La visione italocentrica del Presidente del Consiglio è chiara quando parla di armamenti e di spese militari.

L’Italia ha aumentato la percentuale rispetto al PIL ma intende farlo nell’ottica di un aumento della ricchezza nazionale.

Gli investimenti non sono assegni in bianco verso l’estero ma devono servire per creare lavoro, ricerca e ricchezza in Italia.

È un passaggio chiaro quello che Meloni fa sulla filiera industriale degli armamenti in Italia che significa che le spese devono essere indirizzate nelle industrie militari italiane.

IL CONTRIBUTO UMANO

Non accetta lezioni da nessuno il Presidente Meloni e, soprattutto, non tollera che qualcuno riduca l’importanza del ruolo italiano.

Un ruolo che, spiega chiaramente il Premier, non si riduce solo ai numeri della spesa militare ma an- che, per esempio, alle forza umane, ai soldati che sono in campo negli scenari Nato.

L’Italia non è seconda a nessuno da questo punto di vista spiega la Meloni e pretendere rispetto.

UNA DIFESA COMUNE EUROPEA

Importante il passaggio sulla difesa comune europea.

Giorgia Meloni riprende a parlare della necessità che l’Europa sia in grado di difendersi da sola.

È del resto questa l’unica vera risposta allo strapotere americano. Un’alleanza è alla pari se ha forze militari uguali.

Roberto Lamattina

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