LA MAGGIORANZA SILENZIOSA SENZA VOCE

LA MAGGIORANZA SILENZIOSA SENZA VOCE

In politologia si chiama maggioranza silenziosa, il termine irruppe nella cronaca politica con Nixon che si rivolse a quegli ambienti che non facevano disordini contro la guerra in Vietnam e fu poi ripreso nella Milano degli anni ’70 quando, davanti alla violenza del 68 e dei suoi epigoni a sinistra, i missini e una parte della democrazia cristiana e dei monarchici provarono a mettere insieme il mondo che voleva soltanto lavorare, studiare, produrre e vivere serenamente e non ne poteva più di violenze, occupazioni e disordini.

La maggioranza silenziosa esiste ed è schiacciata da una minoranza chiassosa e composta per lo più da militanti professionisti, sindacalisti, agit-prop di ogni battaglia.

LA MAGGIORANZA SILENZIOSA IN BASILICATA

La maggioranza silenziosa esiste anche in Basilicata e sembra non avere interlocutori.

Esiste una sinistra chiassosa, sempre più rivolta su posizioni estreme che oggi si concentra sull’ambientalismo più radicale.

Se leggiamo le loro posizioni sono contrari alle estrazioni petrolifere, contrari al fotovoltaico, contrari all’eolico, contrari al nucleare, contrari al deposito di scorie.

Fanno tanto chiasso. Sono professionisti dell’agitazione militante, quasi nessuno di loro ha un vero lavoro, occupano il tempo tra gestione dell’immigrazione nei circoli ARCI, professionismo sindacale, associazionismo con i soldi dei contribuenti.

Sono in grado e hanno il tempo di gestire pagine Facebook, profili social, di muoversi sull’onda malata del moralismo.

Per loro ogni attività imprenditoriale è mafiosa, inquina, distrugge la società e le tradizioni di un tempo.

Possono parlare di questo senza avere mai incontrato la vanga e l’aratro, spesso studiando e lavorando nelle metropoli, in molti casi a stipendio fisso in impiego pubblico e parapubblico.

Esiste poi una maggioranza silenziosa. Questa maggioranza silenziosa non ha molto tempo da dedicare alla vita sociale.

È impegnata nel lavoro, nella famiglia, nei propri impegni privati. Vive il problema dell’emigrazione dei propri figli con rassegnazione e vorrebbe che le risorse fossero utilizzate per creare lavoro. Non sono contrari alle estrazioni né al nucleare, cercano solo di capire se tutto ciò si trasformerà in opportunità di lavoro.

CHI PARLA ALLA MAGGIORANZA SILENZIOSA?

Noi questa maggioranza silenziosa la conosciamo negli occhi stanchi di chi lavora, la conosciamo in chi vorrebbe poter far scegliere ai propri figli di restare qui, la conosciamo in chi prova a vivere il territorio con speranza di sviluppo.

A questa maggioranza silenziosa in Italia parla il centrodestra, parla la Meloni in particolare. In Basilicata sembra non parlarci nessuno.

Non esiste una forza politica che dica con chiarezza che il lavoro lo dà soltanto lo sviluppo economico e che opporsi alle industrie e alle potenzialità energetiche del territorio significa condannare i nostri figli ad andarsene.

Alla retorica vuota dei demagoghi non si contrappone una posizione netta che lanci un’idea di sviluppo e crescita. Abbiamo assistito al convegno di AVS alla Camera contro le estrazioni petrolifere in Basilicata, per organizzarlo hanno pensato di mettere insieme tutto il peggiore integralismo ambientalista.

Abbiamo assistito ad una vergognosa aggressione contro un piccolo convegno che parlava scientificamente ed economicamente di deposito di scorie.

Purtroppo non vediamo da destra qualcuno che dica apertamente che le estrazioni sono state e sono una benedizione e che sul deposito di scorie si deve parlare scientificamente e cercare di ottenerne vantaggi.

È la maggioranza silenziosa che chiede lavoro, ricchezza e sviluppo che resta senza una voce politica che chiede di uscire dalle ideologie passatiste della rassegnazione.

Una maggioranza silenziosa che viene schiacciata dal chiasso della sinistra e che non trova voce nella destra spaventata e nascosta.

Un bipolarismo del silenzio che, onestamente, a noi non piace.

Massimo Dellapenna

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