VILLA TAVERNA: IL GOVERNO C’È
I rapporti tra USA ed Europa e, per quanto ci riguarda, quelli tra noi e la superpotenza atlantica sono dalla fine della Seconda Guerra Mondiale il cuore della politica internazionale alternando momenti di grande entusiasmo a momenti di particolare freddezza.
Le due sponde dell’Atlantico hanno un de- stino comune che si chiama occidente che per oltre 70 anni è stato prima un baluardo militare contro l’impero del male sovietico e poi contro l’invadenza e l’esuberanza del mondo islamico.
Il Governo Meloni, sulla scorta e sulla scia di tutti i Governi che si sono alternati alla guida della Nazione, ha tenuto ben saldo il proprio rapporto all’interno dell’alleanza ma negli ultimi mesi le schermaglie tra Giorgia Meloni e Trump sembrano aver incrinato questa certezza.
Di certo, a differenza di quasi tutti i suoi predecessori, il Presidente del Consiglio ha messo al centro l’interesse nazionale seppur collocato saldamente nel quadro dell’alleanza atlantica che non è solo economico e militare ma soprattutto culturale.
LA FESTA DI VILLA TAVERNA
In questo quadro di lealtà ma condizionato dalle recenti esternazioni del Presidente USA, si incardina l’evento che si terrà oggi a Villa Taverna per ricordare il Giorno dell’Indipendenza americana.
Il Governo sarà rappresentato da Tajani che dovrà anche te- nere un discorso, Salvini, Alfredo Mantovano, Urso e Crosetto oltre ad altri esponenti della maggioranza.
Non è presente il capo del governo, Giorgia Meloni che ha partecipato a Padova ad un convegno della UIL.
Non è chiaro se questa sia una scusa diplomatica o una incombente concomitanza veramente improrogabile. Certo è che pesano ancora le parole del leader dei MAGA sul capo di Fratelli d’Italia in merito alla sua presunta supplichevole richiesta di selfie.
L’OPPOSIZIONE ASSENTE
Non sono presenti, invece, i segretari dei partiti di opposizione.
Annunciata l’assenza di Fratoianni e Bonelli di AVS, di Elly Schlein del PD mentre Conte sarà assente ufficialmente per la presentazione già organizzata di un suo libro a Napoli.
Il Partito Democratico manderà comunque una sua rappresentanza con il capogruppo al Senato Francesco Boccia e Lia Quartapelle a dimostrazione che nessuno, al di là delle parole della retorica di facciata, vuole veramente una rottura con gli Stati Uniti d’America.
Non ci sarà Calenda che, però, dice di non essere stato invitato e mancherà anche Vannacci che, pur invitato, sarà impegnato al Parlamento Europeo. Dovrebbe esserci il leader di Italia Viva Matteo Renzi che da sempre è il più americano della coalizione di centrosinistra.
I RAPPORTI DA RICOSTRUIRE
Come abbiamo detto all’inizio Stati Uniti ed Europa sono parte di un unico destino e comuni attori in difesa della democrazia e delle libertà sociali ed individuali.
Le due sponde dell’Atlantico non possono permettersi il lusso di andare divisi sullo scacchiere internazionale e devono necessariamente cercare il dialogo e i punti di contatto.
L’Italia, da sempre figura indispensabile nel bacino mediterraneo che è tornato a essere centrale nelle politiche internazionali, durante la Prima Repubblica ha sempre avuto la forza di riuscire a mettere insieme la necessaria autonomia di azione con una lealtà annunciata e tenuta ferma nei conflitti sostanziali.
Quello di oggi è soltanto un evento per celebrare il Giorno dell’Indipendenza ma traccia già una linea chiara sulle relazioni e sulle strategie delle forze in campo.
Roberto Lamattina

