IN TOSCANA UN ANNO DI ATTESA, IN BASILICATA VISITA IN 14 GIORNI
Quasi un anno di attesa in Toscana, appena quattordici giorni in Basilicata.
È la storia raccontata sui social da Franco Prisco, ingegnere originario di Bernalda ma residente da anni in Toscana, che ha deciso di condividere la propria esperienza con il sistema sanitario lucano.
Un episodio che arriva in una fase in cui la Regione Basilicata continua a monitorare le liste d’attesa e rivendica i risultati ottenuti nella riduzione dei tempi di accesso alle prestazioni.
Tutto nasce dopo il compimento dei 65 anni.
Su indicazione del medico curante, Prisco riceve sette impegnative per sottoporsi a un check-up completo.
La prima richiesta di prenotazione viene effettuata nella regione in cui vive, ma il responso è scoraggiante: il primo appuntamento disponibile viene fissato per il 14 aprile 2027.
Un’attesa di circa un anno che induce il professionista a cercare un’alternativa.
La scelta ricade così sulla Basilicata, terra d’origine alla quale è rimasto legato. Contattato il Centro unico di prenotazione di Matera, la risposta arriva immediatamente e ribalta le aspettative.
Gli operatori propongono infatti un appuntamento per il 29 giugno, con la possibilità di scegliere anche la data del 10 luglio.
Tempi nettamente inferiori rispetto a quelli prospettati in Toscana e che, come racconta lo stesso Prisco, avrebbero potuto essere ancora più brevi.
«Una somma meraviglia», scrive nel post pubblicato sui social.
«Parliamo di appena quattordici giorni di attesa dalla prenotazione, che sarebbero potuti essere addirittura tre se non fosse stato per una mia indisponibilità oggettiva».
Nel messaggio il professionista ringrazia pubblicamente il personale sanitario lucano e l’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, sottolineando come la sua esperienza rappresenti una prova concreta dell’abbattimento delle liste d’attesa.
La testimonianza dell’ingegnere bernaldese viene letta dalla Regione come un segnale incoraggiante.
Pur riconoscendo che sul fronte delle liste d’attesa resta ancora molto lavoro da fare, l’episodio dimostra come, in alcuni contesti, l’organizzazione della sanità lucana riesca a garantire prestazioni in tempi rapidi, superando persino quelli di regioni tradizionalmente considerate modelli di efficienza.
Un risultato che, secondo la Regione, è frutto del monitoraggio costante delle agende di prenotazione, del rafforzamento dei servizi territoriali e delle azioni avviate per migliorare l’accesso alle cure.
La vicenda di Franco Prisco diventa così non solo un racconto personale, ma anche uno spunto di riflessione sul percorso di riorganizzazione della sanità regionale e sulla necessità di proseguire lungo la strada del miglioramento dei servizi offerti ai cittadini.

