«È UN INVESTIMENTO SUL FUTURO DELLA REGIONE»Bardi rilancia il settore come motore di sviluppo economico e coesione sociale

«È UN INVESTIMENTO SUL FUTURO DELLA REGIONE»

A Potenza si sono svolti gli Stati Generali dello Sport – CONI 2026, un appuntamento che ha riunito istituzioni nazionali e regionali, rappresentanti del mondo sportivo e amministratori locali per fare il punto sulle politiche sportive della Basilicata e delineare le prospettive di sviluppo per i prossimi anni.

All’iniziativa hanno preso parte il presidente nazionale del CONI Luciano Buonfiglio, il presidente della Regione Basilicata Vito Bardi e il presidente regionale del CONI Giovanni Salvia, insieme ai principali attori del sistema sportivo lucano.

Nel corso dei lavori sono stati attiva- ti tavoli tematici dedicati ai principali ambiti strategici del settore: impiantistica sportiva, politiche giovanili, inclusione sociale e programmazione futura.

Il confronto ha evidenziato la volontà delle istituzioni di consolidare un modello che considera lo sport non solo come attività agonistica, ma come leva di sviluppo sociale, educativo ed economico, capace di incidere sulla qualità della vita e sulla coesione delle comunità locali.

Il presidente della Regione Vito Bardi ha rivendicato i risultati raggiunti negli ultimi anni, sottolineando il ruolo centrale dello sport nelle politiche pubbliche regionali.

«Investire nello sport non è una spesa, ma un investimento sul futuro della nostra comunità», ha dichiarato, evidenziando come i numeri confermino la validità del modello lucano, ormai considerato un riferimento anche a livello nazionale.

Bardi, che ricopre anche il ruolo di coordinatore della Commissione Sport della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, ha richiamato la necessità di una programmazione condivisa tra istituzioni per garantire continuità ed efficacia agli interventi.

Negli ultimi anni la Regione ha destinato circa 76 milioni di eu- ro al settore, finanziando 233 interventi sulle infrastrutture sportive attraverso fondi europei, nazionali e PNRR.

Un piano articolato che ha permesso di censire 804 impianti sul territorio, con un rapporto di circa 1,5 impianti ogni mille abitanti, superiore alla media nazionale.

Il potenziamento dell’impiantistica è stato indicato come uno degli assi strategici della politica regionale, con l’obiettivo di rendere lo sport più accessibile anche nelle aree interne e nei piccoli centri. Particolare attenzione è stata riservata al mondo della scuola e ai giovani.

La Basilicata si conferma prima in Italia per investimenti pro capite nelle infrastrutture sportive scolastiche, con 63 euro per abitante contro una media nazionale di 36 euro.

Attualmente sono oltre 28.000 gli studenti coinvolti in attività motorie e sportive negli istituti lucani, a conferma della centralità delle politiche giovanili nel modello regionale.

Il sistema sportivo della Basilicata conta oltre 141.000 tesserati e circa 1.200 associazioni e società dilettantistiche, un tessuto diffuso che contribuisce alla promozione della pratica sportiva e alla riduzione della sedentarietà, ancora presente in misura significativa.

In questo quadro è stata ribadita la necessità di rafforzare la collaborazione tra Regione, Comuni, CONI, CIP, Sport e Salute, federazioni ed enti di promozione sportiva.

Durante l’iniziativa è stato sottolineato anche l’impatto economico e sociale delle politiche sportive. Secondo le stime presentate, ogni euro investito nello sport in Basilicata genera 2,6 euro di benefici sociali, per un valore complessivo che ha raggiunto circa 132 milioni di euro.

Lo sport viene così confermato non solo come strumento educativo e sanitario, ma anche come settore in grado di generare valore economico e sviluppo territoriale.

Nel suo intervento conclusivo, Bardi ha infine evidenziato il ruolo dello sport nelle politiche di contrasto allo spopolamento delle aree interne, sottolineandone la funzione di coesione sociale e di miglioramento della qualità della vita.

«Lo sport non è un settore isolato, ma salute, benessere, inclusione, economia e uno strumento concreto contro lo spopolamento delle nostre aree interne», ha affermato, delineando una visione integrata dello sport come asse strategico delle politiche regionali.

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