GIORDANO SIMBOLO DELLA CONTINUITÀ CHE STA AFFONDANDO IL M5S LUCANO
La nomina di Cristian Giordano a coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle in Basilicata avrebbe dovuto rappresentare un momento di rilancio politico, l’occasione per aprire una nuova fase e ricostruire un rapporto autentico con iscritti, amministratori e territori.
A distanza di mesi, tuttavia, il bilancio è impietoso: non è cambiato nulla.
Quella che era stata presentata come una scelta di rinnovamento si è rivelata l’ennesima operazione verticistica e autoreferenziale, finalizzata esclusivamente alla conservazione degli attuali equilibri interni.
Nessuna apertura, nessun confronto, nessun progetto politico capace di restituire entusiasmo e prospettiva a una comunità politica sempre più marginalizzata dalle decisioni che contano. Abbiamo volutamente atteso prima di esprimere una valutazione definitiva.
Lo abbiamo fatto per senso di responsabilità e per consentire ai fatti di parlare.
Oggi, però, i fatti parlano con estrema chiarezza: la gestione del Movimento in Basilicata continua a essere caratterizzata dalle stesse logiche che negli ultimi anni ne hanno determinato il progressivo indebolimento politico e organizzativo.
Non è un mistero che il prossimo anno sarà decisivo per il futuro degli assetti politici regionali.
GIORDANO SIMBOLO DELLA CONTINUITÀ CHE STA AFFONDANDO IL M5S LUCANO
Le elezioni politiche sono alle porte e le indiscrezioni su una possibile candidatura del presidente Vito Bardi al Parlamento stanno già alimentando il confronto sulle future candidature, sia a livello nazionale che regionale.
In questo contesto, la scelta di Giordano appare sempre più come una mossa funzionale alla gestione delle prossime liste elettorali e alla tutela dell’attuale gruppo dirigente, piuttosto che come il tentativo di costruire una nuova proposta politica per la Basilicata.
Il problema più grave, tuttavia, è un altro: l’assenza totale di una visione strategica per il futuro della regione.
La Basilicata continua a perdere popolazione, giovani, competenze e opportunità.
Il declino demografico e il progressivo invecchiamento della popolazione stanno mettendo sotto pressione il sistema sanitario, il welfare, il trasporto pubblico, la scuola e l’intera rete dei servizi territoriali.
Sono questioni che richiederebbero idee, programmazione e coraggio politico.
E invece assistiamo quotidianamente a una politica ridotta alla produzione di comunicati stampa e alla denuncia dei problemi, senza che venga avanzata una sola proposta strutturale per affrontare le grandi trasformazioni che interessano la nostra regione.
Chi ambisce a governare la Basilicata dovrebbe spiegare come intende contrastare lo spopolamento, sostenere le aree interne, creare lavoro qualificato, valorizzare le risorse energetiche e ambientali della regione e garantire servizi adeguati a una popolazione sempre più anziana.
Su tutto questo, dal gruppo dirigente regionale del Movimento, non arriva alcuna risposta. Restano inoltre aperti numerosi interrogativi politici.
Siamo davvero sicuri che la nomina di Giordano sia maturata senza alcuna influenza da parte di chi ha guidato il Movimento fino a quel momento?
Quali criteri hanno portato alla sua designazione?
Perché non si è scelto di coinvolgere gli iscritti e i territori in una decisione così importante?
In una regione nella quale il Movimento 5 Stelle ha espresso sindaci, assessori, consiglieri comunali e numerosi amministratori locali, davvero non esisteva nessun’altra figura in grado di assumere questo ruolo?
E soprattutto: che fine hanno fatto i Gruppi Territoriali?
Per anni ci è stato raccontato che avrebbero rappresentato il cuore della partecipazione democratica del Movimento, il luogo del confronto politico e della costruzione delle proposte.
Oggi appaiono sostanzialmente scomparsi dal dibattito pubblico e dalla vita politica del Movimento, utilizzati soltanto quando serviva mobilitare consenso durante la campagna elettorale del 2024.
A tutto ciò si aggiunge una questione di opportunità politica che non può essere ignorata.
Secondo quanto riportato dagli organi di informazione locali, Cristian Giordano risulta coinvolto in vicende oggetto di accertamenti e procedimenti giudiziari tuttora in corso.
Proprio per questo non intendiamo entrare nel merito di questioni che spettano esclusivamente alla magistratura, alla quale va il massimo rispetto.
Ci auguriamo sinceramente che ogni vicenda possa chiarirsi nel migliore dei modi e che venga accertata ogni circostanza con la necessaria serenità.
Resta però una domanda che appartiene esclusivamente alla sfera politica: era davvero opportuno procedere a questa nomina in una fase tanto delicata?
Non sarebbe stato più prudente, più trasparente e più rispettoso della comunità degli iscritti affidare la scelta del coordinatore regionale a una consultazione democratica sul territorio?
La verità è che la nomina di Giordano non ha inaugurato alcuna nuova stagione politica.
Al contrario, ha confermato la volontà di mantenere immutati gli attuali rapporti di forza interni e di gestire dall’alto le future scelte elettorali.
Noi continueremo a partecipare al dibattito pubblico con spirito critico ma costruttivo, avanzando proposte e idee sui problemi reali della Basilicata.
Perché la nostra regione ha bisogno di una politica che torni a discutere di futuro, di sviluppo e di comunità, non di una continua e sterile gestione degli equilibri interni. I cittadini lucani meritano molto di più.
GIANNI LEGGIERI
MOVI MENTI BASILICATA

