«PRIORITARIO IL BENESSERE DEL MINORE E L’INCLUSIONE»
Sulla vicenda dello studente autistico sospeso dalla frequenza dell’istituto comprensivo Leonardo Sinisgalli di Potenza e poi riammesso dal Tribunale Amministrativo Regionale, interviene la Garante per i diritti dei minori della Regione Basilicata Rossana Mignoli che ha seguito con attenzione tutta la questione e che, contattata dalla nostra redazione, evidenzia come «ogni episodio che metta in discussione la sicurezza, la dignità o il diritto all’istruzione di un minore richiede un esame rigoroso e misure tempestive da parte delle istituzioni competenti.
È prioritario accertare i fatti con rapidità e trasparenza, tutelando sia la riservatezza che il benessere del minore e del suo contesto familiare».
Ciò che non torna nella vicenda è il silenzio della direzione scolastica, dell’Ufficio scolastico regionale e degli enti locali preposti che dovrebbero fornire elementi chiari sulle circostanze, sulle misure già adottate e sul supporto educativo e sanitario previsto per lo studente.
Sarebbe auspicabile un’ispezione per accertare le condizioni strutturali, organizzative e relazionali nell’istituto. Per procedere di pari passo tra cronaca e diritto, tra racconti testimoniali e normative, ricordiamo che la legge- sia nazionale che europea- riconosce il diritto all’inclusione scolastica e prevede interventi educativi personalizzati oltre a formazione specifica del personale docente e non docente.
Di qui, la necessità già espressa dal- le nostre colonne, che le autorità competenti che gravitano attorno al mondo della scuola verifichino la reale applicazione del Piano Educativo Individualizzato, dei giusti protocolli per il ‘sostegno’ e per la gestione delle situazioni di crisi o di conflitto coinvolgendo i neuropsichiatri infantili, i pedagogisti e i terapisti che devono contribuire alla ridefinizione degli obiettivi e delle strategie.
Il Garante Mignoli, che ribadisce fiducia nell’operato della magistratura, spiega che nella vicenda, per normativa regionale, «non le è consentita la costituzione di parte civile” ma resta comunque a disposizione per una collaborazione con gli organi competenti anche per attivare tutti gli strumenti di tutela previsti dal suo mandato».
«La priorità- dice Mignoli- deve rimanere il benessere del minore, la tutela della sua dignità e il diritto ad una scuola sicura ed inclusiva per tutti gli alunni».
Alla Procura e agli organi competenti spetterà il compito di valutare se vi siano profili di responsabilità amministrativa o penale da approfondire, mentre dalle istituzioni, anche quelle di settore, ci aspettiamo che il silenzio messo in atto sino ad oggi si trasformi in azione per evitare che si creino ulteriori danni non solo al singolo studente ma alla credibilità dell’intero sistema scolastico.
La vicenda, ma anche le varie testimonianze che si stanno susseguendo, richiama l’attenzione su un tema ancora più scottante: «troppo spesso, nelle situazioni che riguardano i minori, le famiglie possono incontrare difficoltà nel segnalare criticità, per timore, sfiducia o senso di isolamento.
Per questo- conclude il Garante per i diritti dei minori- è importante che chi ritiene di dover tutelare i propri figli sappia di poter contare sulle istituzioni e sugli strumenti previsti dall’ordinamento. Se l’azione intrapresa da una famiglia contribuirà a fare chiarezza e, più in generale, a rafforzare la tutela dei minori e la cultura della trasparenza, ciò rappresenterà certamente un elemento positivo per l’intera comunità.
Naturalmente, ogni valutazione dovrà essere fondata esclusiva- mente sugli accertamenti che sono attualmente in corso».
Eliana Positano

