INDIGNAZIONE PER LA SCRITTA CONTRO DONZELLI
Donzelli a testa in giù”, è la frase scritta su un muro di Firenze contro il deputato e responsabile organizzativo di Fdi.
A denunciare il fatto, ieri, Matteo Zoppini, consigliere regionale della Toscana dello stesso partito, dal quale è arrivata una condanna unanime ver so il gesto.
Messaggi di solidarietà al deputato sono arrivati da parte delle istituzioni ed esponenti del centrodestra. I primi ad arrivare, quelli dei presidenti di Camera e Senato e dei vari ministri.
Tra i parlamentari, anche i deputati lucani Salvatore Caiata e Aldo Mattia, entrambi (Fdi). Un «episodio grave e inaccettabile», per la sindaca di Firenze, Sara Funaro (Pd).
«L’amministrazione provvederà a rimuovere tempestivamente la scritta», ha dichiarato la prima cittadina. La frase in questione, scritta con la vernice spray, è comparsa su un muro del quartiere fiorentino Rifredi, tra via Cadorna e via Nievo.
Il consigliere regionale Zoppini avrebbe denunciato l’accaduto dopo una segnalazione ricevuta domenica scorsa.
«Non è la solita bravata (…) È un fatto grave, l’ennesima dimostrazione di un clima d’odio che qualcuno continua scientemente ad alimentare», ha postato il consigliere toscano sui social, esprimendo solidarietà a Donzelli.
«Nel condannare l’intimidazione comparsa sui muri di Firenze, rivolgo sincera affettuosa vicinanza all’amico Giovanni Donzelli», ha dichiarato Ignazio La Russa.
«In democrazia il confronto deve sempre fondarsi sul rispetto delle per- sone», questo, invece, il monito del presidente della Camera, Lorenzo Fontana.
Tra i vari commenti, quelli di Caiata e Mattia. Per il primo, l’accaduto «è la riprova di un clima d’odio» e la «migliore risposta alla violenza è la democrazia».
«Serve una condanna da parte di tutte le forze politiche», ha evidenziato il secondo.
La condanna è arrivata da parte dell’amministrazione di Firenze.
«La nostra città fonda la propria identità su rispetto, tolleranza e confronto democratico e mai verrà meno a questi valori», ha detto la sindaca, annunciando la rimozione della scrit- ta.
Lucia Stefania Manco

