LA LUCANA “GM ENGINEERING” PROTAGONISTA AGLI ITALIAN HYDROGEN TECHNOLOGY AWARDSL’AU Casalaro racconta il progetto avanguardista nell’area “Ex Fornace” di Tito Scalo

LA LUCANA “GM ENGINEERING” PROTAGONISTA AGLI ITALIAN HYDROGEN TECHNOLOGY AWARDS

Gli Italian Hydrogen Technology Awards sono prestigiosi riconoscimenti di settore che celebrano l’eccellenza e l’innovazione nel settore dell’idrogeno.

Organizzati da Mediapoint & Exhibitions, si tengono annualmente in concomitanza con l’Hydrogen Expo di Piacenza.

Quest’anno, nella categoria “Engineering & EPC”, il premio è stato vinto da “GM Engineering”, società di ingegneria con sede a Calvello e Potenza, che opera nel settore pubblico e privato, offrendo servizi di ingegneria, architettura e consulenza tecnica per opere e impianti complessi.

La Giuria ha assegnato il premio a GM Engineering «per l’intervento realizzato con approccio EPC (Ingegneria, Approvvigionamento e Costruzione) nell’ambito del progetto H2Evolution, che prevede la costruzione di un impianto di idrogeno verde basato su tecnologia AEM (Membrana a Scambio Anionico, un’innovazione all’avanguardia per l’elettrolisi dell’acqua) nell’area industriale “Ex Fornace” di Tito Scalo -alle porte del capoluogo potentino- Il sistema integra una sezione di compressione con compressore “no oil”, scelta progettuale essenziale per garantire la massima purezza del gas e minimizzare i rischi legati a contaminazioni e potenziali inneschi».

A Cronache l’Amministratore Unico, l’Ingegnere Giuseppe Casalaro racconta di più del progetto.

Perché H2Evolution rappresenta un intervento di elevato valore strategico nel panorama della transizione energetica?

«Perché si configura come una infrastruttura avanzata per la produzione e l’utilizzo dell’idrogeno verde, sviluppata all’interno di un più ampio processo di rigenerazione industriale.

L’iniziativa si distingue non solo per il contenuto tecnologico, ma anche per la capacità di restituire nuova funzione a un’area industriale dismessa, trasformandola in un polo energetico innovativo.

In un territorio come la Basilicata, caratterizzato da importanti sfide di sviluppo industriale, il progetto assume un valore concreto in termini di riqualificazione, sostenibilità e creazione di nuove opportunità. Prima di addentrarmi nell’argomento però, vorrei evidenziare la visione lungimirante di Grippo Giuseppe Nunzio, Amministratore della PRE srl, Società committente dell’opera.

L’impianto è stato difatti concepito come un sistema complesso e integrato, in grado di coprire l’intera filiera dell’idrogeno.

L’infrastruttura è completata da un sistema di produzione di energia rinnovabile basato su moduli fotovoltaici ad alta efficienza di tipo N-Type.

Accanto alla produzione, il progetto sviluppa una visione applicativa concreta dell’idrogeno, prevedendone l’utilizzo in diversi scenari, tra cui il blending nella rete gas, lo stoccaggio in bottle rack ad alta pressione e l’impiego nel settore della mobilità sostenibile, con particolare riferimento alla ricarica di autobus.

Questa impostazione consente di configurare l’impianto come un hub energetico multifunzionale, in grado di adattarsi a differenti esigenze operative e di mercato».

Nel progetto non è mancata neppure l’attenzione alla sicurezza. Come?

distintivi dell’intervento è rappresentato dall’approccio sistemico alla sicurezza, sviluppato e implementato da GM Engineering.

L’impianto difatti è dotato di sistemi di rivelazione gas ad alta sensibilità, logiche automatiche di arresto di emergenza e sistemi di protezione attiva tra cui impianti di raffreddamento antincendio progettati per limitare gli effetti termici e prevenire fenomeni di escalation.

La configurazione prevalentemente outdoor delle apparecchiature e l’attenzione alla ventilazione naturale contribuiscono ulteriormente alla riduzione del rischio residuo, garantendo elevati standard di sicurezza e operatività.

Particolare attenzione è stata dedicata all’analisi del rischio, condotta mediante metodologie avanzate come studi Hazop e valutazioni degli scenari incidentali, che hanno consentito di individuare e mitigare le principali criticità connesse alla gestione dell’idrogeno».

La realizzazione del progetto da parte di GM Engineering è stata determinata dalla capacità dell’Azienda di affrontare interventi ad alta complessità, ci racconta di più?

«Sì, perché si tratta di stringenti requisiti normativi e di un elevato livello di integrazione tecnologica. L’esperienza maturata nel campo della sicurezza industriale e della progettazione impiantistica ha consentito di sviluppare soluzioni tecniche avanzate, garantendo al contempo la piena operatività e affidabilità degli impianti.

H2Evolution si configura quindi come un esempio di eccellenza nel settore Engineering & EPC applica- to all’idrogeno, in cui il contributo di GM Engineering risulta determinante per il raggiungimento degli obiettivi progettuali. Il progetto dimostra come un approccio integrato e multidisciplinare possa trasformare la complessità in valore, contribuendo in modo concreto allo sviluppo della filiera dell’idrogeno e alla transizione verso un sistema energetico sostenibile.

H2Evolution non è soltanto un impianto, ma un modello concreto di transizione energetica applicata, in cui innovazione, sicurezza e sostenibilità si traducono in risultati tangibili.

In questo contesto, GM Engineering dimostra come un approccio EPC evoluto sia in grado di trasformare la complessità progettuale in eccellenza realizzativa e valore per il territorio».

Il vostro progetto, risultato vincitore, vede anche collaborazioni di alto profilo, quali?

«Assolutamente sì, in quanto la produzione mediante elettrolisi, alimentata da fonte rinnovabile, è realizzata attraverso tecnologia AEM (Anion Exchange Membrane) fornita da Ansaldo Green Tech, soluzione innovativa che consente elevata efficienza operativa e flessibilità nella gestione dei carichi.

Il sistema è affiancato da una sezione di compressione mediante compressore “no oil” di Fornovo Gas, scelta progettuale fondamentale per garantire la purezza del gas e ridurre i rischi associati alla contaminazione e all’innesco.

Infine, abbiamo collaborato con la Inntech, Società di Ingegneria impegnata nell’ideazione, sviluppo e ingegnerizzazione di progetti innovativi sostenibili nell’ambito dell’ingegneria e dell’architettura».

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