NO ALLA PATRIMONIALE SÌ ALLO SVILUPPO
All’assemblea di Confcommercio Giorgia Meloni mette l’elmetto e rilancia la propria idea di Italia e dello sviluppo economico.
Una posizione netta e chiara in cui, in un tripudio di applausi, non si limita a marcare la differenza con la Schlein e il PD ma, con la sua solita franchezza e nettezza di posizioni, non cerca il facile consenso sulla retorica delle partite Iva ma rivendica la centralità dello Stato e il ruolo della legalità e delle regole nelle attività.
NON SIAMO LA REPUBBLICA DELLE BANANE
Chi si aspettava un suo strizzare l’occhio verso la deregulation per edulcorare una latente accettazione di evasione e mercato selvaggio sarà rimasto deluso dalle posizioni del Presidente del Consiglio.
Sul punto il leader della destra italiana non lascia spazi ai fraintendimenti «questa non è la Repubblica delle Banane, le regole si rispettano perché senza regole non c’è né mercato né imprese sane».
Un richiamo che viene sottolineato dagli applausi della sala a dimostrazione che non solo Giorgia Meloni racconta una destra legalitaria anche nei confronti delle partite Iva ma che questa lettura è apprezzata da chi opera nel settore.
NO ALLA PATRIMONIALE
Netta da parte del Premier la contrarietà alla tassa patrimoniale. Giorgia Meloni segna una frattura ideale con la sinistra quando dice che c’è chi vuole tassare i patrimoni e chi crede che si debba lasciare a chi è in grado di farlo di godersi il patrimonio costruito con risparmi e sacrifici.
Una linea di fronte ideale che il centrodestra apre proprio mentre PD e M5S immaginano di tassare i patrimoni, ovvero la casa degli italiani con la scusa di voler tassare soltanto i patrimoni più ingenti.
Come, del resto, tutti sanno al di là di ogni finzione ideale una tassa patrimoniale non potrebbe che cadere sui risparmi del ceto medio.
I grandi patrimoni, infatti, hanno una proprietà liquida, spesso capitalizzata in società immobiliari o addirittura di investimento con un regime fiscale che non si presta ad una imposizione nettamente ed esclusivamente patrimoniale.
LA SPERANZA NEI GIOVANI
Ma, come è normale e prevedibile per chi ha costruito la sua carriera partendo dal Movimento Giovanile, il Premier non smette di sottolineare la questione giovanile.
I giovani vivono un momento di grande difficoltà anche nelle attività commerciali ed imprenditoriali che, incrociate con la crisi demografica, rischia di consegnare una Nazione fragile.
UNA CERTA IDEA DI NAZIONE
Quello che appare chiaro nell’intervento del Presidente del Consiglio è il ritorno di una certa idea di Nazione. O, meglio, la presa di posizione netta del Capo del Governo nella veicolazione di questa immagine e di questa lettura.
Giorgia Meloni parla da leader del Governo e della coalizione e lo fa parlando da donna di destra legalitaria e rivolta allo sviluppo.
In pratica si inizia a delineare la strategia comunicativa e contenutistica che porterà alla campagna elettorale.
Una linea nella quale il Governo vuole evidenziare la sua vicinanza al mondo produttivo, alle energie vive e vere della Nazione nella quale si ha il dovere di credere.
È come se il Presidente di FDI dicesse che da una parte c’è il reddito di cittadinanza e la tassazione dei redditi e dei patrimoni, dall’altra linee di sviluppo che parlano a chi lavora e produce.
Un netto versus (per citare i famosi dibattiti di Atreju) sul quale la sinistra va in difficoltà.
Roberto Lamattina

