VIENI A STUDIARE IN BASILICATA: LO SPOT DELL’ARDSU CON GERARDISomma e Giuzio ottengono gli applausi dell’on. Caiata

VIENI A STUDIARE IN BASILICATA: LO SPOT DELL’ARDSU CON GERARDI

Per molti era un destino ineluttabile, quasi una cosa scritta, se non negli astri, quanto meno nella geografia. Se nasci in Basilicata puoi rimanere fino a 18, massimo 19 anni, puoi concludere le scuole superiori e poi devi andare via per studiare. Per anni è stato così.

Per anni nessuno si è preoccupato di immaginare una storia diversa.

Per troppo tempo si è accettata la rassegnazione di questa narrazione cui si è aggiunto, negli ultimi anni, il desiderio neanche troppo celato dei genitori di raggiungere i figli altrove non appena possibile. Il futuro, però, non è un destino, è scritto nella nostra volontà e può essere invertito.

VENITE A STUDIARE IN BASILICATA

La Basilicata è stata ritenuta per troppo tempo poco appetibile per gli universitari. L’Unibas è poco attrattiva, le città non hanno il fascino delle grandi città né dei piccoli centri vivi di movida.

I numeri dell’emigrazione universitaria hanno dato per troppo tempo ragione a questa narrazione.

L’Ardsu prova a ribaltare e prova a costruire un tempo nel quale la nostra Regione e la nostra Università possa essere luogo di attrazione per gli studenti.

Una brillante idea del Presidente Vincenzo Summa è del Direttore Giuseppe Giuzio che hanno incaricato l’attore lucano Antonio Gerardi di girare uno spot per raccontare che studiare in Basilicata è possibile. Le riprese si sono concluse un paio di giorni fa alla Torre Guevara.

La visione è ambiziosissima, non solo si punta a ridurre l’emorragia di studenti lucani che vanno verso altre Regioni ma si punta anche ad attirare studenti di altri posti.

I punti di forza: un costo della vita sostenibile, una città a misura d’uomo e una serie di servizi garantiti nel diritto allo studio di altissimo livello. Modelli di azione finalizzati a rendere attrattivo il territorio.

DIRITTO ALLO STUDIO INVESTIMENTO STRATEGICO

Ad applaudire all’iniziativa di Giuzio e Summa e alla nuova visione dell’Ardsu ci pensa l’On. Salvatore Caiata. Il Parlamentare di Fratelli d’Italia, nel commentare i grandi investimenti che il Governo Meloni sta facendo nel campo delle borse di studio e dei servizi per gli studenti, ha voluto soffermarsi anche su quanto sta accadendo in Basilicata.

Il Deputato potentino ha sottolineato come sia possibile ribaltare quanto accaduto fino ad oggi e provare a trattenere gli studenti e a portarne da fuori regione e come questo lavoro sia stato voluto, avviato e realizzato dal nuovo managment dell’Ardsu.

Se Giorgia Meloni in campagna elettorale ribadiva che il declino non è un destino, la classe dirigente amministrativa di centrodestra e la sua rappresentanza parlamentare sembrano voler tradurre questa lettura almeno nel campo del diritto allo studio universitario provando a rendere attrattivo il territorio.

UNA MISSIONE SOCIALE

È una missione sociale di primaria importanza per tutti, che non deve essere sottovalutata dalla politica e che deve riguardare tutti.

La nostra regione, infatti, non soltanto va verso lo spopolamento ma mostra sempre maggiori segni di invecchiamento. Se i giovani vanno via a studiare e molti non rientrano la nostra terra rischia di diventare un luogo del rimorso, lontano dalle dinamiche culturali, sociali ed economiche.

Fratelli d’Italia e la dirigenza di Ardsu provano a mettere un freno a questa emorragia.

IL CASO DI SPINOSO

Un esempio virtuoso in tal senso è il Centro Studi sulla Biodiversità realizzato dal Parco Nazionale Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese a Spinoso.

Nel Comune che si affaccia sulle sponde della diga del Pertusillo, per volontà del Presidente Tisci e del Direttore Luzzi, con la fattiva collaborazione del Sindaco di Spinoso De Luise è stata realizzata un’importante struttura di ricerca.

Il Parco ha acquistato e messo a disposi- zione dei ricercatori macchinari all’avanguardia che consentono di compiere studi di altissimo livello sull’ambiente.

Un’occasione che è stata colta subito dall’Università della Tuscia che ha collaborato alla realizzazione del presidio di ricerca.

Da qualche mese, coordinati dal Prof. Canestrelli, una decina di ricercatori e dottorandi di ricerca universitari provenienti dall’Università della Tuscia si sono trasferiti a Spinoso per fare ricerca e anche per coinvolgere i cittadini e gli studenti nella conoscenza del territorio.

Un esempio di immigrazione universitaria che parte proprio dalle peculiarità del territorio che, anche se non svolto da un istituto universitario, merita di essere studiato e ripetuto.

Massimo Dellapenna

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