COVID CHI HA PAURA DELLA VERITÀ ?Conte e il PD continuano a sabotare i lavori della Commissione Parlamentare d’Inchiesta

COVID CHI HA PAURA DELLA VERITÀ ?

Il teorico dello stato d’eccezione è Carl Schmitt. Il grande giurista tedesco, come è noto, è fondatore della politologia moderna ma certa- mente non è ascrivibile tra i difensori della democrazia e dell’equilibrio dei poteri.

La nostra Carta Costituzionale, non a caso, non prevede la possibilità dello stato d’eccezione, ovvero della sospensione dei diritti costituzionali, neanche in caso di Dichiarazione di Guerra o di invasione di uno Stato estero. In pratica, secondo la nostra Costituzione, qualsiasi sia la situazione nella quale l’Italia si trovi, non è possibile limitare i diritti dei cittadini.

LO STATO D’ECCEZIONE DEL COVID

Durante l’epidemia Covid e con le misura limitative della libertà personale imposte in quel periodo, in realtà il Governo Conte ha abbondantemente superato la condizione del normale stato di diritto.

Una violazione che non riguardò soltanto le possibilità di movimento dei cittadini, la subordinazione del diritto al lavoro e allo studio ad una certificazione medica ma favorì anche procedure di appalto straordinarie, sottoposte a meno controlli, fondate su una presunta urgenza.

Su queste procedure si è con- centrata l’attività della Commissione Straordinaria Covid insediatasi nel Parlamento della Repubblica.

Dal lavoro della Commissione è emerso che alcune di queste forniture, fatte in deroga alle regole ordinarie del codice degli appalti, avrebbero riguardato mascherine e altri elementi farmaceutici che non avevano certificazioni ed idoneità.

I CAVILLI FORMALI DELL’OPPOSIZIONE

L’opposizione che al tempo delle misure emergenziali governava la nostra Nazione, che ha voluto la normativa straordinaria e ha gestito le forniture d’urgenza ha subito iniziato a sabotare i lavori della Commissione.

Il primo sabotaggio lo ha compiuto proprio il Presidente Conte.

Il leader del Movimento Cinque Stelle che all’epoca dell’epidemia era capo del Governo come ricorderanno i nostalgici dei suoi comunicati a reti unificate, ha deciso di farsi inserire nella Commissione.

Sembrerebbe un’attenzione particolare per i lavori di indagine parlamentare se non fosse per un particolare elemento regolamentare.

Le Commissioni di Inchiesta hanno gli stessi poteri della Magistratura inquirente. Possono sentire testimoni, fare audizioni, acquisire verbali. Hanno un solo limite. Non possono ascoltare i membri della Commissione stessa.

Se sei membro della Commissione non puoi essere audito nella Commissione. Il Presidente Conte, in pratica, facendosi eleggere nella Commissione di Inchiesta si è costruito una vera e propria immunità contro le domande che i commissari volessero fargli.

A questo si aggiunge nella giornata di ieri un ulteriore tentativo di boicottaggio finalizzato ad impedire i lavori di Inchiesta.

Le opposizioni sostengono che alcune acquisizioni sarebbero state fatte da persone non auto- rizzate a compierle.

Sulla base di questa convinzione avrebbero chiesto le dimissioni del Presidente Lisei.

Toccato da queste accuse, la maggioranza e lo stesso Presidente hanno chiesto di leggere i verbali nei quali venivano autorizzate le attività compiute.

Lettura dei verbali che le opposizioni si sono rifiutate di fare.

GLI ITALIANI HANNO DIRITTO DI SAPERE LA VERITA’

Noi non entriamo nei delicati e complessi meccanismi dei regolamenti parlamentari. Quello che ci colpisce è la volontà del Movimento Cinque Stelle e del Partito Democratico di impedire l’accertamento della verità in una Commissione Parlamentare.

Se non si ha nulla da nascondere, se si è convinti di avere agito sempre con l’obiettivo dell’interesse generale perché legarsi ai cavilli?

Perché fare in modo da non poter essere ascoltato? Il periodo Covid, le misure emergenziali hanno colpito i diritti dei cittadini italiani, hanno causato morte e malattie, hanno allontanato i genitori dai figli, hanno minato le certezze lavorative.

Gli italiani hanno il diritto di sapere se chi doveva decidere lo ha fatto nel migliore dei modi possibili, se non esistevano al- tre soluzioni e, soprattutto, se lo ha fatto con la dovuta cura.

Una questione alla quale Conte, Arcuri e tutti gli altri non possono decidere di sottrarsi.

Roberto Lamattina

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