BALLOTTAGGI AFFLUENZA AL 52%
Si chiude con un sostanziale pareggio tra centrodestra e centrosinistra la tornata dei ballottaggi amministrativi che ha interessato 42 Comuni sopra i 15mila abitanti e oltre 1,1 milioni di elettori chiamati alle urne.
Nei sei capoluoghi di provincia andati al secondo turno il risultato finale è di tre vittorie per parte, in un quadro che conferma l’equilibrio tra i due principali schieramenti politici.
L’affluenza definitiva si è attestata al 52%, in netto calo rispetto al 60,48% registrato al primo turno del 24 e 25 maggio.
Già alla chiusura dei seggi della prima giornata di voto il dato mostrava una flessione significativa: alle 23 aveva votato il 39,79% degli aventi diritto contro il 46,56% del primo turno.
Una tendenza confermata anche nel corso dello scrutinio, con una partecipazione inferiore di circa otto punti percentuali rispetto alla precedente consultazione.
Sul piano politico, il centrodestra conquista tre capoluoghi: Arezzo, Lecco e Macerata.
Ad Arezzo è stato eletto sindaco Marcello Comanducci, che ha prevalso con circa il 55,7% dei consensi.
A Lecco il centrodestra riesce a strappare il Comune al centrosinistra grazie alla vittoria di Filippo Boscagli, eletto con il 51,92% dei voti.
A Macerata viene invece confermato il sindaco uscente Sandro Parcaroli, che si impone con il 53,9%.Il centrosinistra risponde conquistando Agrigento e confermando Chieti e Trani.
Nella città siciliana Michele Sodano ha ottenuto la vittoria al termine di una sfida particolarmente combattuta.
«Adesso comincia il bello, sarà il momento di ricostruire la nostra Agrigento», ha dichiarato il neo sindaco festeggiando con i sostenitori.
A Chieti il centrosinistra mantiene la guida della città con l’elezione di Giovanni Legnini, mentre a Trani viene confermato Marco Galiano, che supera l’avversario fermandosi al 51,17%.Al di là del pareggio nei sei capoluoghi interessati dal ballottaggio, la lettura nazionale del voto restituisce un lieve vantaggio per il centrosinistra.
Considerando infatti tutti i 18 capoluoghi andati al voto in questa tornata amministrativa, il centrosinistra passa da otto a dieci sindaci, il centrodestra sale da cinque a sei, mentre diminuisce il peso delle amministrazioni civiche.
Parallelamente ai ballottaggi, l’attenzione era puntata anche sulla Sardegna, dove si è votato in 148 Comuni.
L’isola si distingue per una partecipazione particolarmente elevata: alla chiusura dei seggi l’affluenza definitiva ha raggiunto il 61,64%, in aumento rispetto al 59,6% delle precedenti amministrative.
Il dato più alto si registra nel Sulcis, con il 70,25% dei votanti, seguito da Nuoro (69,87%), Gallura (69,09%), Ogliastra (66,96%), Sassari (66%), Oristano (64,9%) e Medio Campidano (61,43%).
Più contenuta invece la partecipazione nell’area metropolitana di Cagliari, dove si è recato alle urne il 54,35% degli aventi dirit- to.
Particolarmente significativo il risultato dei 62 Comuni sardi nei quali era presente un solo candidato sindaco.
In tutti i centri è stato raggiunto il quorum del 40% necessario per rendere valida l’elezione, consentendo così l’elezione di tutti i candidati unici.
Un dato che conferma la forte partecipazione registrata nell’isola e che ha permesso a decine di amministrazioni locali di conoscere già nelle prime ore della giornata i nomi dei nuovi sindaci.
I risultati dei ballottaggi confermano dunque un quadro politico sostanzialmente equilibrato tra centrodestra e centrosinistra.
Se da un lato il secondo turno ha evidenziato un marcato calo della partecipazione elettorale a livello nazionale, dall’altro la Sardegna rappresenta un’eccezione significativa, con un’affluenza superiore al 60% e una forte mobilitazione degli elettori.
Sul piano politico, nessuno dei due schieramenti può rivendicare una vittoria netta: il centrodestra consolida la propria presenza in alcuni territori strategici, mentre il centrosinistra rafforza la propria rappresentanza complessiva nei capoluoghi italiani.
Vito Errichetti

