«DIRITTO ALLO STUDIO INVESTIMENTO STRATEGICO»Il deputato lucano diFfdi rilancia i risultati del piano nazionale varato dal governo Meloni

«DIRITTO ALLO STUDIO INVESTIMENTO STRATEGICO»

Questo piano dimostra la massima attenzione del governo Meloni per il Mezzogiorno e per la Basilicata in particolare. Non parliamo di assistenzialismo, ma di investimenti strategici: dare ai nostri ragazzi gli strumenti per studiare qui significa mettere al sicuro il futuro della nostra regione.

Stiamo ribaltando la narrazione di un Sud costretto a partire, trasformando il diritto allo studio in un pilastro di sviluppo locale».

È quanto dichiara l’onorevole Salvatore Caiata, deputato lucano di Fratelli d’Italia, commentando l’impatto concreto in Basilicata del piano nazionale per l’università varato dal governo Meloni.

Un piano che, sul territorio lucano, trova riscontro nei dati dell’offerta dei servizi agli studenti e nei risultati dell’ultimo report dell’Anvur, che posizionano la Basilicata come modello di gestione locale delle risorse centrali.

A Roma, intanto, il deputato di Fratelli d’Italia Fabio Roscani, presidente di Gioventù Nazionale, ha presentato alla Camera, durante la conferenza «Diritto allo Studio: una visione per l’Italia – Borse di studio per restare e costruire futuro», il pacchetto nazionale da 880 milioni di euro per azzerare i “non beneficiari” e oltre due miliardi di euro destinati agli alloggi.

Roscani ha rimarcato come il piano punti a creare una forte sinergia tra ministeri ed enti regionali per garantire una programmazione coerente.

L’obiettivo dichiarato è frenare la migrazione universitaria verso l’estero o altre regioni, permettendo ai giovani di formarsi e specializzarsi senza dover abbandonare la propria terra d’origine per sole ragioni economiche.

In questa cornice, i dati dell’organismo di valutazione certificano che il sistema della Basilicata si distingue oggi nel panorama nazionale per tre elementi molto pratici.

Il primo riguarda il valore economico del sostegno: le borse di studio lucane sono mediamente più pesanti rispetto alla media nazionale, un aiuto diretto per fare fronte al caro-vita, dalle spese ad esempio per ristorazione e trasporti.

Il secondo è l’innalzamento della soglia del reddito Isee, una misura che allarga la platea dei beneficiari, includendo anche le famiglie del ceto medio che prima rimaneva- no escluse dai sussidi pur affrontando sacrifici reali.

Il terzo pilastro è il pagamento del 100% degli idonei: in Basilicata è stato azzerato il paradosso degli studenti “idonei ma non beneficiari”, ovvero coloro che hanno il diritto sulla carta ma non ricevono i fondi per esaurimento delle graduatorie.

La stabilità di questa macchina poggia su un accordo strategico tra l’Ardsu e la Regione Basilicata, che ha messo sul tavolo un protocollo da oltre 10 milioni di euro per il prossimo triennio.

Una programmazione a lungo termine che garantisce certezze alle famiglie: una matricola che si iscrive quest’anno sa di poter contare sulla copertura economica per l’intero ciclo di studi, senza l’ansia dei tagli di bilancio anno per anno.

«A questo risultato – aggiunge Caiata – si arriva anche grazie al lavoro serio e concreto svolto dall’Ardsu.

E poiché idee e azioni camminano attraverso le gambe degli uomini, desidero rivolgere un sincero apprezzamento al Presidente Enzo Summa e al Direttore generale Giuseppe Giuzio, che hanno saputo tradurre le opportunità offerte dal governo e dalla Regione in servizi reali per gli studenti e per le loro famiglie».

Sul fronte logistico, la risposta alla storica carenza di alloggi per i fuori sede passa dall’incrocio tra fondi Pnrr e accordi con i privati per l’housing.

L’Ardsu attiverà oltre 150 nuovi posti letto. La scelta strategica evita la costruzione di grandi studentati isolati nelle periferie, puntando su stanze e appartamenti inseriti nel cuore delle città.

Tra gli esempi concreti spiccano i nuovi progetti nel centro storico di Potenza, come la recente formula per i posti letto al Seminario Vescovile, e le due residenze per un totale di 40 posti nel cuore della città di Matera, pensati per integrare i giovani nel tessuto urbano, dare una risposta immediata al caro-affitti e, al contempo, rivitalizzare i centri cittadini.

Al di là dei numeri, dei bilanci e delle graduatorie, il vero valore di questa svolta si misura però sul piano umano.

Significa togliere un peso dalle spalle di un genitore che non dovrà più dire a un figlio «non possiamo permettercelo», e restituire al diritto allo studio la sua funzione più nobile: quella di essere un reale ascensore sociale.

Permettere ai ragazzi lucani di restare non è solo una contromisura allo spopolamento, ma l’atto di fiducia più grande verso una generazione che ha tutto il diritto di formarsi, sognare e costruire il proprio domani senza dover fare le valigie.

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