È GIUSTO INFORMARE

COME AMPIAMENTE ANTICIPATO, OGNI PROMESSA È DEBITO E NOI ONORIAMO TUTTO CON LA SQUISITA COLLABORAZIONE ANCA A. MIHAI 

“Lo sapevate che quando incontrano il Papa, le regine si vestono di bianco mentre tutte le altre donne in colori sobri?”

Leone XIV ai giovani a Madrid: «Troppe voci illudono e comprano, cercate la verità che resta»

Intervista ad Anca Mihai, giornalista accreditata presso la Sala Stampa Vaticana e inviata speciale in Spagna

MADRIDUna Plaza de Lima gremita da circa più di un milione e mezza di giovani e fedeli, il rumore della città che si mescola all’entusiasmo delle nuove generazioni e, al centro, la voce di Papa Leone XIV che invita a riscoprire il silenzio per riconoscere la verità.

Plaza de Cibeles gremita di fedeli per la Messa del Papa

È stata questa una delle immagini più significative del primo giorno del viaggio apostolico del Pontefice in Spagna.

Il palco allestito per la celebrazione della Messa in Plaza de Cibeles (@Vatican Media)
Ne parliamo con Anca Mihai, giornalista accreditata presso la Sala Stampa Vaticana e inviata a Madrid per seguire questo storico appuntamento.

Anca Mihai, quale messaggio emerge con maggiore forza dall’incontro di Papa Leone XIV con i giovani in Plaza de Lima?
Il Papa ha lanciato un messaggio molto attuale e controcorrente. In un’epoca dominata da social network, influencer, musica, pubblicità e stimoli continui, ha invitato i giovani a cercare il silenzio come luogo di discernimento. Ha detto chiaramente che esistono molte voci che cercano di catturare l’attenzione dei ragazzi: alcune illudono, altre comprano senza nutrire, altre ancora parlano per interesse personale. Solo nel silenzio, ha spiegato, è possibile distinguere ciò che passa da ciò che resta, riconoscendo la verità che dà senso alla vita.
Il Papa abbraccia un bambino (@Vatican Media)
Durante il volo verso Madrid il Papa aveva fatto riferimento anche al fenomeno musicale di Bad Bunny. Perché?
Leone XIV ha dimostrato una grande capacità di leggere la realtà contemporanea. Rispondendo ai giornalisti, ha osservato che, se ai giovani venisse chiesto di scegliere tra un concerto di Bad Bunny e un incontro con il Papa, molti probabilmente sceglierebbero il cantante portoricano. Tuttavia, ha aggiunto che molti altri avrebbero scelto di incontrare il Pontefice. È stata una riflessione intelligente sul mondo giovanile e sulla competizione tra le tante proposte che oggi cercano di conquistare l’attenzione delle nuove generazioni.

Quale ruolo attribuisce il Papa ai giovani nella società e nella Chiesa?
Chiede loro di essere autentici. Non semplici apparenze, ma volti affidabili. Leone XIV invita i ragazzi a essere pienamente umani, capaci di testimoniare con la propria vita valori solidi e relazioni vere. Per il Pontefice la felicità non dipende dall’accumulo di ricchezza, dal piacere immediato o dal potere, ma dalla scoperta del significato profondo della propria esistenza e dalla capacità di mettersi al servizio degli altri.
L’accoglienza per il Papa (@Vatican Media)
Nel dialogo con i giovani è emerso anche il tema della vocazione.
Sì, ed è stato uno dei momenti più significativi. Ricordando alcuni santi che hanno ispirato il suo cammino spirituale, Leone XIV ha invitato i giovani a non avere paura di considerare una vocazione sacerdotale, religiosa o di servizio nella Chiesa. Ha citato San Giovanni Crisostomo, Tommaso da Villanova e San Turibio de Mogrovejo come figure che hanno segnato la sua formazione e la sua visione pastorale.
Leone XIV al momento dell’omelia (@Vatican Media)
Il Papa ha parlato anche della sua esperienza missionaria in Perù. Che cosa ha voluto trasmettere?
Ha condiviso un ricordo molto personale. Ha raccontato come gli anni trascorsi in Perù lo abbiano profondamente trasformato. Lì ha incontrato un popolo segnato da molte difficoltà materiali ma ricco di fede e speranza. Ha spiegato che l’evangelizzazione non è mai un processo a senso unico: mentre annunciava il Vangelo, lui stesso veniva trasformato dalla testimonianza delle persone incontrate. Un’esperienza che gli ha mostrato come la Parola di Dio possa diventare strumento di riconciliazione, pace e giustizia.

Nel suo viaggio in Spagna il Papa ha affrontato anche il tema della religiosità popolare. Qual è il suo messaggio?
Durante la celebrazione del Corpus Domini a Madrid, Leone XIV ha spiegato che la religiosità popolare non deve trasformarsi in un museo del passato o in una semplice tradizione culturale. Deve invece diventare una scuola di fede che insegna l’accoglienza, la gratuità, l’impegno sociale e la vicinanza ai più fragili. Il Cristo che passa nelle processioni, ha ricordato, è lo stesso che si identifica con i poveri, i malati, gli immigrati e gli esclusi.
La firma della “Croce dei Giovani” (@Vatican Media)
Questo messaggio assume un significato particolare nel contesto della Spagna di oggi?
Assolutamente sì. Il viaggio si svolge in un momento delicato per il Paese, segnato da forti tensioni politiche, inchieste per corruzione e una crescente polarizzazione sociale. In questo contesto il Papa richiama i cristiani a essere costruttori di riconciliazione e di bene comune. La rilevanza della Chiesa, secondo Leone XIV, non si misura nel potere o nell’influenza politica, ma nella capacità di servire gli ultimi, promuovere la giustizia e costruire ponti tra persone e comunità.
L’abbraccio tra Papa Leone XIV e la giovane Olga
Quale immagine porterà con sé da questa prima giornata a Madrid? 
L’immagine di centinaia di migliaia di giovani che, dopo aver cantato e applaudito, hanno ascoltato in silenzio le parole del Papa. In una città attraversata dal rumore e dalle mille distrazioni della contemporaneità, quel momento di raccoglimento ha mostrato che esiste ancora una sete autentica di significato. Ed è proprio a questa sete che Leone XIV ha voluto rispondere, invitando i giovani a non lasciarsi sedurre dalle voci che passano, ma a cercare la verità che resta.

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