«L’UCRAINA NELL’UE? DIFFICILE SERVE UNA TREGUA»Il ministro della difesa Crosetto sembra dar ragione a Salvini e rilancia il piano per la difesa comune

«L’UCRAINA NELL’UE? DIFFICILE SERVE UNA TREGUA»

L’Ucraina nell’Ue? È difficile, causerebbe una crisi nel settore agricolo», così, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un’intervista al “Corriere della Sera” interviene sul processo di adesione di Kiev nell’Unione europea, che ha scatenato una polemica all’interno della maggioranza di governo con, in particolare, Lega, contraria, Forza Italia a favore di un percorso graduale e FdI in posizione equilibrista.

Ovvero, sostegno all’Ucraina e suo ingresso in Ue solo dopo la fine del conflitto russo-ucraino. Il ministro sembra non avere dubbi: «Ora serve una tregua, poi bisogna prepararsi a blindare la pace», dice, rilanciando l’idea di un «grande sistema di difesa comune».

Inoltre, rassicura sui rapporti con la premier Meloni: «Non c’è mai stata una lite in anni su questi temi importanti per l’Italia. C’è stato confronto».

La reazione dell’opposizione non si fa attendere. «Servirebbe un dibattito serio», scrive in una nota la senatrice Pd, Simona Malpezzi, non mancando di evidenziare divisioni.

La questione tiene banco, soprattutto in vista del Consiglio euro- peo del 17-18 giugno prossimi. E il primo gruppo di capitoli negoziali con Kiev potrebbe essere aperto già al Consiglio Affari generali previsto per il 16 giugno.

Fermo restando che ancora non si tratta di un’apertura formale all’ingresso di Kiev nell’Unione europea.

La “frenata” del ministro sull’ingresso dell’Ucraina nell’Unione sembra dare ragione al leader della Lega, Matteo Salvini, che ha posto il suo veto, affermando, nei giorni scorsi, che «Kiev non avrebbe i requisiti necessari» per entrare a far parte dell’Unione europea e il suo ingresso rappresenterebbe «un danno economico e sociale di enormi proporzioni». Crosetto, nell’intervista, si sofferma sul punto.

«Tutti sanno, compresi i tedeschi, che – afferma – l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione è difficile. Non solo politicamente, ma perché se entrasse in Europa, con la sua grandezza e il suo sistema economico, ci sarebbe immediatamente una crisi del settore agricolo gravissima per molti paesi dell’Unione che nessuno, neppure i tedeschi, può permettersi».

Le priorità sul tavolo sono altre per Crosetto, da poco rientrato dal Forum sulla Sicurezza asiatica a Singapore.

Per quanto concerne il conflitto russo-ucraino, fondamentale è, a suo avviso, arrivare a una tregua, mentre il secondo passo è blindare la pace. «La Russia – spiega il titolare della Difesa – potrebbe anche fermarsi per un pò, ma se non vede che dall’altra parte si è preparati, potrebbe tornare ad attaccare.

Tanto più che gli Stati Uniti d’America hanno detto che non potranno più farsi carico della sicurezza dell’Europa da soli. E, infatti, i Paesi Nato si sono impegnati ad alzare, nel breve, fino al 3,5 per cento del Pil le risorse per la difesa.

Impegno che, al di là delle congetture economiche del momento, sarebbe giusto e prudente rispettare. Per noi, non per loro».

Da qui, per il titolare della Difesa «l’urgenza di organizzare un grande sistema di difesa comune europeo che vada oltre gli attuali confini Ue a 27, che comprenda Gran Bretagna, Norvegia, Balcani e anche l’Ucraina.».

«D’altra parte, oggi loro – ha aggiunto Crosetto – hanno nettamente l’esercito più importante e forte.

Non credo che a un sistema così qualcuno si potrebbe opporre perché garantirebbe tutti. Ovviamente tregua e pace raggiunta.

Questo sì che sarebbe davvero un sistema di deterrenza efficace». «La posizione sull’ingresso dell’Ucraina nell’Ue espressa dal ministro Crosetto – scrive la senatrice Malpezzi in una nota – rischia di essere, purtroppo, un ulteriore cedimento e arretramento del governo su una questione strategica per l’Unione. Servirebbe un dibattito serio che necessiterebbe di equilibrio e di intelligenza.

Assistiamo invece, in queste ore, ad un susseguirsi di dichiarazioni che suonano come una resa alle posizioni putiniane». «Parole che, purtroppo, – tuona la senatrice – non riguardano solo la maggioranza, ma anche l’opposizione.

Dove a fronte del nitido sostegno per l’Ucraina esplicitato dalla segretaria Pd Schlein si registra la solita posizione gialloverde del M5s, che dice attenzione, cautela, ma alla fine ripete le parole della propaganda putiniana.

C’è ancora tanta strada da fare».

Lucia Stefania Manco

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