CUCHEL (ANC): «UN PATTO TRA ISTITUZIONI E PROFESSIONISTI PER LA CRESCITA DEL PAESE»«I commercialisti hanno sempre dimostrato senso di responsabilità e spirito di servizio e continueranno a farlo»

CUCHEL (ANC): «UN PATTO TRA ISTITUZIONI E PROFESSIONISTI PER LA CRESCITA DEL PAESE»

Le professioni rappresentano una componente essenziale del sistema economico e istituzionale italiano. Marco Cuchel, presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti, ha lanciato da Bari un appello: “è necessario rafforzare il dialogo tra professionisti e decisori politici, valorizzando il contributo di chi opera quotidianamente a contatto con imprese e cittadini”. In questa intervista affronta i temi della sussidiarietà, della semplificazione normativa e del ruolo strategico dei commercialisti per la crescita del Paese.

Presidente Cuchel, qual è oggi il ruolo dei commercialisti nel sistema Paese

«Il ruolo delle professioni, e in particolare dei commercialisti, è fondamentale non solo sotto il profilo economico, ma anche sotto quello giuridico, fiscale e contabile. I professionisti rappresentano un presidio di legalità e un punto di riferimento costante per cittadini, imprese e pubblica amministrazione. Siamo quotidianamente a contatto con la realtà produttiva del Paese e conosciamo da vicino le difficoltà, le esigenze e le opportunità che caratterizzano il tessuto economico italiano».

Perché ritiene importante un maggiore coinvolgimento delle professioni nei processi legislativi?

«Perché troppo spesso le norme vengono elaborate in modo teorico e solo successivamente emergono le criticità applicative. I professionisti, vivendo quotidianamente le dinamiche del sistema economico, possono offrire un contributo concreto già nella fase di costruzione delle leggi. Un confronto preventivo con le istituzioni consentirebbe di valutare meglio l’impatto delle norme, evitando interpretazioni controverse, complicazioni burocratiche e difficoltà operative per imprese e cittadini».

Quale dovrebbe essere il rapporto tra istituzioni e professionisti?

«Credo debba essere un rapporto fondato sulla collaborazione e sulla sussidiarietà. I commercialisti svolgono già oggi molte funzioni che contribuiscono al corretto funzionamento della macchina amministrativa. Rafforzare questo rapporto significa migliorare la qualità delle norme, rendere più efficienti i processi e offrire servizi migliori ai cittadini. Non si tratta di rivendicare privilegi, ma di mettere competenze ed esperienza al servizio dell’interesse generale».

Negli ultimi anni si è spesso parlato di disintermediazione. È una strada percorribile?

«Ritengo che l’idea di una disintermediazione delle professioni sia ormai superata. Pensare che il professionista rappresenti un ostacolo alla crescita è una visione anacronistica che non tiene conto della complessità del sistema economico e normativo. Al contrario, il professionista è un facilitatore, una figura che aiuta imprese e cittadini a orientarsi tra regole sempre più articolate, garantendo legalità, trasparenza e correttezza».

Quale messaggio vuole lanciare alla politica?

«Chiediamo un dialogo stabile e costruttivo. Le professioni possono offrire un contributo importante alla definizione delle politiche economiche, fiscali e amministrative. Coinvolgere chi opera quotidianamente sul campo significa costruire norme più efficaci, più semplici e più aderenti alle esigenze reali del Paese. I commercialisti hanno sempre dimostrato senso di responsabilità e spirito di servizio. Continueranno a farlo, mettendo le proprie competenze a disposizione delle istituzioni e della collettività per contribuire alla crescita economica, alla semplificazione amministrativa e al rafforzamento della fiducia tra cittadini e Stato».

Mattia Grieco

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