Che la situazione della sanità non brillasse certo per efficienza e nemmeno per buona governance lo si era capito dal disavanzo monstre dei 64 milioni d’euro portato in groppa come una croce e, guarda caso, miracolosamente ripianato in fretta e furia per scongiurare l’aumento d’Irpef, grazie peraltro al mitico portafoglio petrolifero.
Ora lasciando in campo le responsabilità che magari saranno oggetto continuato dell’azione di Procura della Repubblica e Corte dei Conti la benemerita ISTAT, nel suo Rapporto 2026 sulla situazione del Paese presentato solo qualche giorno fa, ci ha fatto sapere l’indicibile e cioè che il SSN ha destinato per Calabria e Basilicata, rispettivamente 2.167 e 2.190 euro pro capite, cioè il livello più basso di finanziamento, nonostante queste Regioni avessero la quota maggiore di persone con multicronicità e dunque un bisogno elevato d’assistenza.
Tutto questo per far voti augurali che questo benedetto rinsavimento dei patrioti di centrodestra arrivi presto, a partire dal drammatico mismatch sanitario su cui pur di difendere l’onore della Basilicata già si sarebbero dovuti battere i pugni. Canta Nas:“Mismatch, it’s a mismatch…”
