DE FILIPPO: «SENTO CHE LA SFIDA PIÙ VERA È QUI»
Fra i tre candidati alla carica di Sindaco a Sant’Arcangelo, anche il già Presidente del- la Regione, Sottosegretario e Parlamentare Vito De Filippo.
Politico di lungo corso, la sua candidatura con la lista “Sant’Arcangelo cambia passo” ha fatto eco tra le notizie regionali e nazionali. Oggi, in questa intervista, racconta i progetti per la comunità e il territorio in cui è nato.
Come è giunto alla decisione di correre alla carica di Sindaco nel suo paese?
«Perché ad un certo punto della vita senti il bisogno di restituire qualcosa alla comunità da cui sei partito. Sant’Arcangelo è il paese dove sono cresciuto, dove ho imparato il valore delle relazioni, del lavoro, della solidarietà.
Ho avuto esperienze importanti nelle Istituzioni regionali e nazionali, ma oggi sento che la sfida più vera è qui: mettere competenze ed esperienza al servizio della mia comunità.
Non torno per fare una passerella politica, torno perché vedo un paese che rischia lentamente di spegnersi e credo invece che possa tornare ad esse- re un luogo vivo, attrattivo e orgoglioso di sé. La nostra idea è semplice: ascolto, pragmatismo e azione concreta.
Credo che oggi la vera sfida dei piccoli paesi sia smettere di raccontarsi come luoghi marginali. Sant’Arcangelo non deve vivere di nostalgia.
Ha una vasta area di servizi sanitari, scolastici, commerciali artigianali ed imprenditoriali che è San Brancato collocata sulla fondovalle dell’Agri che aspetta un rilancio ed un ruolo trainante sull’intera Valle dell’Agri.
Può, poi, diventare un laboratorio del futuro delle aree interne: un paese che resta, che innova, che accoglie, che crea lavoro e qualità della vita.
Io mi candido soprattutto per questo: per dare ai
Quali sono i punti di forza del vostro programma elettorale?
«Il nostro programma nasce dall’ascolto delle persone e prova a costruire una visione concreta del futuro di Sant’Arcangelo.
I punti centrali sono di- versi, ma tutti collegati da un’idea chiara: rimettere in moto il paese. Il primo è la sanità di prossimità.
Vogliamo rafforzare San Brancato come polo sanitario della Valle dell’Agri, valorizzando la futura Casa di Comunità e costruendo servizi vicini agli anziani e alle persone fragili.
Da qui nasce l’idea di un Piano sanitario comu- nale basato su un’attenta analisi epidemiologica della popolazione.
Il secondo è il rilancio del centro storico e di Orsoleo.
Non immaginiamo un paese-museo, ma un paese abitato, creativo, capace di attrarre giovani, profes- sionisti, turismo culturale e nuove energie.
Grande attenzione sarà dedicata anche allo sport e alla qualità della vita.
Vogliamo riqualificare gli impianti sportivi, rendere finalmente pienamente funzionante la piscina comunale e sostenere le associazioni che ogni giorno svolgono un ruolo educativo e sociale fondamentale per i nostri ragazzi.
Un altro punto importante è il mototurismo.
Sant’Arcangelo, per posizione geografica e bellezza del territorio, può diventare una delle ca- pitali lucane del turismo su due ruote.
Pensiamo a percorsi dedicati, eventi, servizi e iniziative capaci di attrarre visitatori e creare economia per attività commerciali, ristorazione e ospitalità.
Infine c’è il tema del lavoro.
Agricoltura, area artigianale, commercio e giovani devono tornare al centro delle politiche comunali. Vogliamo un Comune protagonista, capace di intercettare risorse, semplificare, accompagnare chi vuole in- vestire e creare opportunità concrete».
Quali sono le maggiori criticità del territorio?
«La criticità più grande è lo spopolamento.
Quando i giovani vanno via, un paese perde energia, servizi, futuro.
Dietro questo problema ce ne sono altri: lavoro insufficiente, indebolimento del commercio, centro storico che si svuota, difficoltà nei servizi sanitari e sociali.
Poi c’è un tema di fiducia: molti cittadini hanno smesso di credere che le cose possano cambiare davvero. Ecco perché la prima cosa che vogliamo restituire è il senso di una comunità che riparte.
Per noi amministrare significa esserci: strade curate, spazi pubblici puliti, ascolto quoti- diano, servizi più efficienti. Anche le piccole cose fanno sentire una comunità rispettata».
Cosa si percepisce in questa corsa a tre?
«Si percepisce una grande attenzione da parte della comunità. C’è voglia di confronto, ma soprattutto c’è voglia di capire chi abbia davvero una visione per il futuro del paese.
Noi abbiamo scelto una campagna fatta di incontri, ascolto e contenuti, senza aggressività. Rispettiamo gli altri candidati e crediamo che il confronto debba restare sul piano delle idee.
Quello che avverto girando tra le persone è un desiderio molto forte di cambiamento, ma anche il bisogno di sentirsi rassicurati: i cittadini vogliono serietà, esperienza e una squadra credibile».
La presenza di liste civiche in tutti i comuni cosa racconta?
E da quali anime è composta “Sant’Arcangelo cambia passo”?
Racconta che i cittadini chiedono meno appartenenze rigide e più vicinanza ai problemi reali. Le liste civiche nascono spesso da bisogni concreti dei territori e dal desiderio di mettere insieme persone diverse attorno a un progetto comune.
“Sant’Arcangelo Cambia Passo” è esattamente questo: una comunità larga, fatta di donne e uomini con esperienze differenti, professionalità diverse, sensibilità civiche, sociali e culturali unite dalla volontà di lavorare seriamente per il paese.
Non è una lista costruita intorno a un leader, ma una squadra che conosce il territorio e che vuole mettersi al servizio della comunità con spirito concreto e responsabilità».

