SLITTA A OGGI LA CONVALIDA DEL FERMO
Era stata fissata per ieri l’udienza di convalida del fermo di Salim El-Koudri che lo scorso 16 maggio era alla guida dell’auto lanciata a folle velocità e che ha concluso la sua corsa contro la vetrina di un negozio a Modena dopo aver travolto sette persone ed averne accoltellata un’ottava.
Il cittadino di origine marocchina ma nato in Italia, non ha risposto in precedenza alle domande dei Pubblici Ministeri e anche oggi potrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere, mentre il suo legale ha chiesto la perizia psichiatrica.
El- Koudri, stando a quanto dichiarato dal difensore Avv. Fausto Giannelli «appare molto confuso mentalmente e non si sarebbe ancora reso conto di quanto accaduto, dimostrandosi incredulo e inconsapevole».
La perizia psichiatrica si renderebbe utile per valutare lo stato mentale del 31enne che nel 2022 avrebbe già manifestato alcuni disturbi: si sarebbe rivolto al Centro di Salute Mentale perché si sentiva perseguitato. Un percorso di cura durato due anni ma di cui la famiglia non ne era a conoscenza.
Poi l’interruzione dell’assunzione di farmaci che avrebbe provocato un progressivo deterioramento. Di recente le sue condizioni avrebbero subito un peggiora- mento: isolamento dal contesto sociale, soliloqui, difficoltà a trovare un lavoro.
E questo era stato anche il punto centrale di una mail dal contenuto delirante inviata all’Università di Modena nel 2021 in cui si rivolgeva ai “bastardi cristiani” intimando di “bruciare” Gesù.
Per poi scusarsi successiva- mente, con altra mail, spiegando di essere demoralizzato per l’impossibilità a trovare un lavoro coerente con il suo percorso di studi, una laurea in Economia conseguita presso l’Università emiliana.
Dal punto di vista giudiziario, la contestazione nei confronti del 31enne è pesante: le ipotesi di reato avanzate parlano di strage e lesioni aggravate. Dalle prime ricostruzioni e dagli atti investigativi, si sarebbe trattato di un episodio estremamente violento e fulmineo la cui dinamica resta al vaglio degli inquirenti.
Così come resta ancora aperta la ricerca del movente: su questo punto la Procura mantiene il massimo riserbo ma cerca ancora di capire cosa abbia scatenato quella che poteva essere una tragedia.
Per meglio comprendere la sua personalità, è stata disposta l’analisi di tutti i dispositivi elettronici in suo possesso.
Non c’è, allo stato attuale, alcun fattore che porti a pensare ad un gesto da radicalizzazione islamica.
El-Koudri non è musulmano praticante ma in carcere ha chiesto una copia della Bibbia, pur non avendo fede cattolica.
Nel colloquio con il suo legale ha detto “di aver bisogno di qualcuno che lo capisca”.
Poi ha dichiarato “andavo più forte che potevo perché sapevo che quel giorno dovevo morire”. Le indagini vanno avanti per addivenire al reale movente del gesto, mentre sono ancora in prognosi riservata quattro dei cinque feriti, ricoverati negli ospedali di Baggiovara e Bologna.
I due coniugi ricoverati all’Ospedale Maggiore di Bologna restano in rianimazione ma in condizioni stabili. La donna tedesca che nell’impatto ha perso entrambe le gambe è stata staccata dai macchinari per la ventilazione assistita e respira autonomamente: Stabile anche la donna polacca, ma sempre in condizioni gravi.
Stabili le condizioni del paziente che ha subito un trauma facciale e per cui è stata disposta una progno- si di un mese.
La vicenda di Modena è stata al centro anche del dibattito politico con il Ministro degli Affari Esteri Tajani giunto ieri in città per esprimere solidarietà ai feriti ed incontrare chi è intervenuto per evitare che si compisse una strage.
Il Ministro dell’Interno Piantedosi ha invece riba- dito l’assenza allo stato attuale di una radice islamica, anche se “si tratterebbe di un gesto isolato che ha portato l’uomo a compiere un’aggressione di una gravità assoluta contro cittadini inermi.
Una vicenda che pone interrogativi sul disagio sociale degli individui a qualsiasi livello, sull’integrazione e sui percorsi identitari delle seconde generazioni di immigrati- ha concluso il Ministro.
Anche alla Camera dei Deputati in primo piano sono stati i fatti di Modena: ad apertura la- vori, espressa solidarietà alle donne e agli uomini feriti da parte del gruppo Dem, dei 5 stelle, di Forza Italia e Fratelli d’Italia.
ELIANA POSITANO

