SCANZANO: 2 I SOSPETTATI PER LA MORTE DI SCARASCIACarabinieri al lavoro per capire cosa sia successo

SCANZANO: 2 I SOSPETTATI PER LA MORTE DI SCARASCIA

Costretto con la forza a salire su di una vettura, prima di essere strangolato brutalmente.

È questo il tragico epilogo della morte di Nicola Scarascia, il 52enne originario di Scanzano Jonico e residenete da tempo in Germania, trovato senza vita lo scorso 12 maggio nel canale Fosso Valle.

Con l’autopsia eseguita sul corpo dell’uomo, sono state escluse patologie cardiache e ferite da arma da fuoco o da taglio.

A oggi, tra le ipotesi più accreditate la morte per strangolamento a opera di terzi che avrebbero avuto un incontro ravvicinato con Scarascia nei pressi della sua abitazione, sita in quartiere Santa Sofia, lo scorso venerdì. Il decesso del 52enne risalirebbe proprio al medesimo giorno della sua scomparsa.

LA PISTA DEL DELITTO SI INFITTISCE

La salma dell’uomo presenterebbe, inoltre, segni sui polsi: un elemento, questo, che condurrebbe gli investigatori a un possibile immobilizzamento forzato nei confronti dell’autotrasportatore, avvenuto poco prima del suo decesso.

A quanto pare, il 52enne sarebbe stato ucciso in un lugo diverso dal ritrovamento del cadavere, avvenuto alle spalledella linea ferroviaria Metaponto-Sibari.

Nel frattempo, i Carabinieri della Compagnia di Policoro, guidati dal maggiore Roberto Rampino, stanno continuando a visionare i tabulati telefonici e i movimenti bancari effettuati dall’uomo.

DUE SOSPETTATI IN ATTESA DI CONFERMA

Ciò che preme agli investigatori è capire cosa sia successo a Nicola Scarascia durante i quattro giorni tra la sua scomparsa e il ritrovamento del corpo.

Nel dettaglio, vogliono chiarire se il 52enne sia stato ucciso subito dopo la sparizione o se sia stato tenuto prigioniero per qualche giorno, prima di essere strangolato.

Sembrerebbe che Scarascia, prima di sparire totalmente nel nulla, si sarebbe recato verso la stazione per incontrare qualcuno che conosceva.

Gli investigatori stanno analizzando i video delle telecamere sia pubbliche che private presenti nella zona dell’ultimo avvistamento.

A oggi, lunedì 18 maggio, non risultano indagati, ma ci sarebbero due sopsettati in attesa di conferma. A ogni modo, pare che gli investigatori abbiano imboccato da subito la pista giusta per far chiarezza sulla morte del 52enne.

L’ENIGMA DEI CANI MOLECOLARI

Nell’indagine, fondamentale il ricorso ai cani molecolari che, a quanto pare, avrebbero perso le tracce di Nicola Scarascia a poche decine di metri dal portone di casa sua.

Questo dettaglio, ha spinto gli investigatori a ipotizzare che il 52enne sia stato portato via a bordo di un’altra autovettura.

Va ricordato che Scarascia era tornato in paese una ventina di giorni fa. per aiutare la sorella in alcuni lavori edili, lasciando la moglie e la figlia in Germania.

Le prime, tra l’altro, a lanciare l’allarme dopo diverse ore di interruzione della sua linea telefonica.

IL DOLORE DELLA FAMIGLIA

Mentre il caso Scarascia continua a essere fitto di ombre e interrogativi, i familiari dell’uomo chiedono, attraverso un post sui social, semplicemente silenzio stampa: «Alla base dell’informazione – si legge sotto una nota Facebook – ci dovrebbe essere la fonte ufficiale, non il semplice chiacchiericcio! Non date notizie per sentito dire come fonti ufficiali.

C’è chi apre la bocca tanto per parlare e c’è chi scrive tanto per scrivere.

Ci sono tantissime inesattezze in ciò che divulgate.

Chiediamo, se comprendete il dolore e volete aiutarci, il silenzio stampa e una preghiera».

La famiglia Scarascia, unita nel dolore, nel senso di vuoto e di perdita, desidera soltanto sapere cosa sia successo a Nicola e perché sia stato ucciso.

Miriam Galgano

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