ATTENTI CHE COSÌ SI PERDE
Non si può affidare la riforma delle strutture sanitarie ad un direttore generale arriva- to pochi mesi fa e che tra un po’ andrà via».
Il senso profondo del comunicato stampa dei sindaci contro la riforma della sanità di prossimità è tutto in queste poche righe.
LA MORTE DELLA POLITICA
Che non sia una protesta strumentale quella dei sindaci è dimostrato dal fatto che tra i sottoscrittori ci sono il Sindaco di Picerno Margherita Scavone che è dichiaratamente di centrodestra, il Sindaco di Muro Lucano Giovanni Setaro che di Fratelli d’Italia è stato consigliere provinciale.
Ce ne sono tanti altri ma questi nomi evidenziano che il problema è reale, trasversale ai partiti, sentito dalla cittadinanza e dai primi cittadini anche più di ogni appartenenza politica.
I sindaci dicono che sono stati chiesti suggerimenti ma non sono stati ascoltati, che i sindaci hanno chiesto un confronto ma è stato fissato dopo l’entrata in vigore della decisione.
Non ci sono sindaci che rivendicano un privilegio territoriale, né immaturi estremisti che chiedono cose impossibili o pongono questioni irrealizzabili. Qui abbiamo la protesta di primi cittadini che rivendicano il primato della politica sulla burocrazia.
NON PUÒ DECIDERE UN DG
Hanno ragione. I Sindaci hanno politicamente e amministrativamente ragione. La separazione tra amministrazione e politica non può cancellare il primato della politica, non può dimenticare che un DG è un attuatore e non un decisore.
Le linee politiche le deve decidere la politica, deve farlo dopo un confronto, deve farlo a seguito di processi partecipativi che non possono ignorare i primi cittadini che i territori conoscono bene.
AZZERARE TUTTO E RIPARTIRE
Forse è il caso che si prenda atto dell’arroganza di un Direttore Generale che crede di passare sopra il consenso popolare, sopra la politica.
Forse è il caso di ascoltare il grido di dolore che arriva dei territori. Noi non neghiamo che la riforma sia necessaria, potrebbe addirittura essere migliorativa ma serve un maggiore coinvolgimento.
Le riforme si condividono, si spiegano, si partecipano, non possono essere imposte da un DG arrivato da poco che andrà via (tra l’altro proprio quello dell’ASP, come scrivevamo nei giorni scorsi non appena insediato si pochi mesi fa ha subito fatto domande per andare presso altre strutture, dal San Carlo di Potenza al Ruggi di Salerno).
COSÌ SI PERDE
Se si continua così il centrodestra rischia seriamente di perdere.
Il Direttore Generale che ha modificato la sanità di prossimità andrà via, lo farà con i galloni di una riforma realizzata.
Qui resteranno i sindaci scontenti, i cittadini insoddisfatti e un centrodestra che rischia seriamente di perdere se non riafferma il primato della politica.
Poi non dite che non vi avevamo avvisato. E già che si pensi che sindaci di centrodestra, alcuni presenti nel palazzo con figure importanti, la dice lunga sullo stato dell’arte.
Al netto se poi oggi la protesta sarà sostituita da un incontro in regione. Come direbbe qualcuno: c’è qualcosa che non cosa.
Massimo Dellapenna

