MELONI IN PARLAMENTO
Giorgio Gaber si chiedeva cosa fosse la destra e cosa la sinistra.
Nel suo ironico scrivere differenziava la destra dalla sinistra secondo l’utilizzo della doccia o della vasca ma concludeva che continuava a credere che l’ideologia malgrado tutto ancora ci fosse.
Nelle nostre scelte quotidiane l’opzione per la doccia o per la vasca è dettata più dal tempo che da opzioni ideali e valoriali ma questo non ci impedisce di leggere tra gli spiragli della cronaca una differenza sostanziale tra destra e sinistra che vada oltre gli stereotipi dell’igiene personale.
L’EMBARGO A ISRAELE
Elly Schlein e i suoi alleati, per cercare di trovare una centralità nel dibattito politico e provare ad accendere i cuori delle ale più estreme della loro parte hanno depositato una proposta di legge con la quale si chiede di non acquistare più prodotto provenienti da Israele.
Sembrerebbe uno dei tanti “boicotta Israele” che con lo spray riempie i muri delle città se non fosse che a firmare la proposta di Legge sono tutti i leader del centrosinistra.
Insieme su un unico foglio Schlein, Conte, Bonelli e Fratojanni chiedono di vietare l’acquisto dei prodotto israeliani in Italia.
In pratica i nostri impavidi eroi della sinistra pacifista provano ad imporre le sanzioni ad Israele. Non sappiamo se credono di essere i leader mondiali della Società delle Nazioni o se immaginano di presiedere un’assemblea di Istituto, certo è che ignorano totalmente il principio di realtà.
La realtà, purtroppo, ha la tendenza ad essere poco modificabile dalle ideologie e dalle utopie. Lo ha dovuto scoprire anche la CGIL.
Il Sindacato che fu di Giuseppe Di Vittorio è ormai a tutti gli effetti un partito politico, si occupa di tutto anche dimenticando di seguire le vicende del lavoro.
In questo turbinio di eccitazione politica, il sindacato rosso ha da tempo avviato un’azione di boicottaggio contro i farmaci Israeliani ed, in particolare, contro la casa farmaceutica Teva.
La casa farmaceutica israeliana, però, ha anche degli stabilimenti in Italia che, stante il clima di ostilità, immagina di chiudere.
A quel punto la CGIL è costretta a ricordarsi di essere un sindacato ed esprime preoccupazioni per il livello occupazionale.
Parafrasando il più noto dei maiali della letteratura “tutte le aziende israeliane sono uguali ma qualcuna è più uguale delle altre”.
IL PREZZO DELLE ZUCCHINE E IL NUCLEARE
L’opposizione ogni mezz’ora critica il Presidente del Consiglio per il fatto che non sta quotidianamente in aula a parlare con i Parlamentari.
Quando, però, Giorgia Meloni va l’opposizione decide di trasformare l’aula sorda e grigia in un bivacco di “ok, il prezzo è giusto” così che l’On. Boccia possa chiedere al Presidente del Consiglio da quanto tempo non vada a fare la spesa al supermercato e quanto costino le zucchine.
Non sappiamo se la risposta del leader di FDI abbia soddisfatto le pruderie mercatiste di Boccia, quello che sappiamo è che mentre le opposizioni si divertivano a parlare di cose inutili e a fare rivendicazioni ideologiche, il Premier introduceva un tema importante e strategico come quello del nucleare.
IL CORAGGIO DELLE SCELTE
L’Italia è una delle grandi nazioni industriali dell’Occidete.
Una Nazione che produce beni ha industrie energivore. L’Italia aveva un know how all’avanguardia nella produzione di energia nucleare.
Il disastro di Cernobyl servì per produrre la giusta dose di paure sulla quale l’ideologia terzomondista e ambientalista hanno potuto ottenere il consenso per impoverire le capacità produttive della nostra Nazione.
I conflitti in corso che hanno determinato l’esponeziale aumento del costo dell’energia hanno mostrato a tutti quanto sia importante puntare a conquistare il massimo di sovranità ed autonomia energetica possibile.
Giorgia Meloni con molto coraggio, mentre l’opposizione provava a tenere il livello della discussione al prezzo delle zucchine e al boicottaggio delle imprese israeliane, ha deciso di portare in Parlamento una questione importante, centrale e vitale.
IL FUTURO DELL’ITALIA
Sul nucleare ed, in genere, sull’autosufficienza energetica si gioca una partita importante per l’interesse nazionale.La speranza è che lo capiscano anche le opposizioni.
Il nostro timore è che per inseguire e asseondare gli umori delle loro masse elettorali, i leader della sinistra possano decidere di cavalcare paure ancestrali e ideologie ambientaliste.
Non sarebbe la prima volta che lo fanno.
Roberto Lamattina

