È NOTTE BUIA NELLA SINISTRA BRITANNICA
Come avevamo previsto senza avere grandi doti divinatorie, le elezioni amministrative di qualche giorno fa hanno superato il confine della tornata comunale per diventare un vero e proprio caso politico in Gran Bretagna.
Il Partito Labourista è stato stracciato elettoralmente, distrutto da un punto di vista politico ed è scomparso da città che erano considerati veri e propri feudi elettorali e che sono state conquistate da quella che per semplicità giornalistica potremmo chiamare estrema destra di “Reform”.
LE DIMISSIONI DI STREETING
Nel sistema anglosassone il Capo del Governo è automaticamente il segretario del Partito che vince le elezioni politiche.
La discussione interna ai Partiti, quindi, supera gli ambiti politici per diventare vera e propria materia istituzionale.
Questa premessa è necessaria per capire perchè le dimissioni dal Governo del Ministro della Salute Streeting sono un vero e proprio atto di sfida al Capo del Governo Starmer.
Nella lettera con la quale ha comunicato di lasciare il proprio dicastero, infatti, Streeting ha motivato tale decisione con la perdita di fiducia nei confronti del Premier che ha invitato a farsi da parte per favorire una franca discussione interna al Partito Labourista sulle questioni attinenti il futuro della sinistra britannica. Streeting viene considerato il leader della destra interna ai Labour e, nel rivendicare i grandi passi in avanti compiuti nella gestione della sanità pubblica, ha rimarcato anche la differenza con gli altri aspetti della politica di governo del Regno Unito.
RAYNER PROSCIOLTA DALLE ACCUSE
Un altro elemento che sembra spingere i Labour verso una esplosione interna e l’apertura del dibattito sulla leadership è il proscioglimento di Rayner da ogni accusa per una supposta evasione fiscale. Rayner che, come Starner, è esponente della soft left si era dimessa dalla carica di vicepremier dopo essere stata accusata di aver volontariamente evaso le tasse per l’acquisto della seconda casa.
Proprio nei giorni scorsi l’ex vice premier ha comunicato a mezzo stampa e sui social il suo proscioglimento che, di fatto, la rimette in pista qualora si dovesse arrivare ad un congresso Labourista.
Con una posizione diametralmente opposta a quella di Streeting, Rayner critica il primo ministro accusandolo di avere posizioni troppo moderate e morbide e di non aver completato il cambiamento che gli elettori avevano chiesto con il voto.
UNA CRISI STRATEGICA
Il primo ministro Starmer, intanto, continua a rifiutare ogni tipo di confronto sulla sua successione e ostenta contro ogni logica una pervicace volontà di conservare la guida del Partito e del Governo.
La sua posizione, però, sembra sempre più in difficoltà e precariamente legata soltanto ad un istinto di autoconservazione che punta soltanto a salvare se stesso anche contro gli interessi del suo stesso Partito oltre che della Nazione.
La crisi del Partito Labourista tra accuse di eccessivo estremismo e di moderatismo rivolte al Premier sembra, ai nostri occhi, la crisi strutturale della sinistra europea che, dopo la fine del blairismo ha provato a darsi un’identità inseguendo le pulsioni woke e le posizioni più anti occidentaliste sul piano internazionale senza riuscire a trovare una strada da percorrere fino in fondo nel tentativo di tenere insieme uomini e posizioni non conciliabili.
La vittoria di Farange alle elezioni amministrative segnala il punto di svolta di una classe dirigente che sembra non essere più in grado di parlare con la pancia profonda della propria Nazione, un male che colpisce sicuramente i Labour ma da cui non sono estranei tutti i partiti della sinistra europea da troppo tempo chiusa in giochi di potere e nei salotti delle discussioni intellettuali.
Roberto Lamattina

