Che le donne siano più brave degli uomini è ormai un dato consolidato della statistica di genere, visto che si laureano più velocemente ed in media con voti decisamente migliori, anche nelle materie Stem, eppure a dispetto di tutto questo la realtà è ben diversa perché non solo hanno minori opportunità, ma anche retribuzioni più basse.
Il nuovo rapporto “Italia generativa” realizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore ha il merito d’affrontarne la questione in tutte le sue sfaccettature promuovendo anche la necessità d’un cambiamento significativo che rovesci finalmente diseguaglianze e disparità.
Ora sfogliando le pagine e numeri alla mano ci si rende conto del pilastro che le donne sono nella società, ma anche della loro presenza data per scontata, una sorta di colonna invisibile, come peraltro campeggia pure col titolo del rapporto.
E così tanto per rimettere in attualità l’Italia divisa si scopre che mentre al Nord i livelli di mancata partecipazione femminile al lavoro risultano generalmente inferiori del 10%, nel Mezzogiorno c’è davvero l’Apocalisse con la Basilicata al 27,3% e fino al 38,3% della Calabria.
Canta Liriel:“Che mancanza mi fai…”.
