A OLTRE IL GIARDINO IL CANDIDATO SINDACO DI MOLITERNO
Oltre il giardino”, il programma di Cronache Tv condotto dal giornalista Paride Leporace, apre la puntata con un’intervista ad Antonio Rubino, sindaco uscente di Moliterno, candidato unico alle comunali, che affronta una campagna elettorale particolare: senza avversari ma con l’obiettivo decisivo di raggiungere il quorum del 40% dei votanti e ottenere almeno il 50% dei consensi validi.
Secondo il candidato, l’assenza di liste alternative sarebbe il risultato del consenso costruito nei cinque anni di amministrazione grazie a dialogo, partecipazione e risultati concreti.
«Nel primo mandato abbiamo ridato a Moliterno la centralità che aveva perso, il paese era finito un po’ ai margini della politica, del comprensorio. Noi gli abbiamo ridato un’immagine legata soprattutto alla sua vocazione culturale.
Ma non sarà un caso -spiega il sindaco- che io in questi giorni di campagna elettorale stia parlando poco di cultura, perché la cultura ci è servita in 5 anni per dare a Moliterno nuove occasioni, per costruire una co- munità più unita, più consapevole, per dare ai moliternesi l’idea di riconoscersi nella propria comunità.
Adesso però Moliterno ha bisogno di giocarsi delle carte nuove: abbiamo immaginato di poter consolidare questa immagine sul tema della viabilità e dei collegamenti».
Per il futuro l’amministratore punta dunque su infrastrutture e sviluppo economico: considera strategica la futura fermata dell’alta velocità a Padula-Buonabitacolo e chiede il miglioramento della SS103 per collegare meglio Moliterno al Vallo di Diano e alla Campania.
Altro obiettivo è rilanciare le aree produttive di fondovalle, attirando investimenti privati e creando nuove opportunità economiche.
Il candidato sottolinea inoltre le difficoltà vissute dai piccoli comuni, costretti a difendere continuamente servizi essenziali come medici di base e sportelli bancari, battaglie che Rubino ha portato avanti nel suo mandato.
Sul piano politico nazionale, da esponente di Italia Viva, osserva che i cambiamenti geopolitici e internazionali stanno influenzando anche la politica locale. Difende il ruolo delle forze moderate e considera importante la costruzione di alleanze trasversali.
A Moliterno la sua lista civica “Di Nuovo Moliterno” raccoglie infatti sensibilità politiche diverse, con l’idea di creare un laboratorio amministrativo orientato al bene comune.
Tra i temi ancora da sviluppare indi- ca turismo e valorizzazione del Canestrato di Moliterno, considerato il principale attrattore del territorio e una risorsa conosciuta anche all’estero.
L’obiettivo è legare maggiormente il prodotto tipico alla promozione turistica del paese. In chiusura, il sindaco lancia un appello alla partecipazione al voto del 24 e 25 maggio, definendola un’occasione storica per dare continuità amministrativa e rafforzare l’unità della comunità.
La trasmissione continua con Giulio Curatella, referente lucano di Futuro Nazionale, il movimento politico legato al generale Roberto Vannacci.
L’intervista si concentra sulla fase costituente del nuovo partito e sul suo radicamento in Basilicata.
Curatella sostiene che il progetto stia crescendo rapidamente: nato ufficialmente il 1° marzo, con assemblea costituente prevista a Roma il 13 e 14 giugno, punta a costruirsi dal basso, attraverso comitati territoriali spontanei e non tramite strutture tradizionali di partito.
«In Basilicata -afferma- sono già stati creati 13 comitati costituenti, distribuiti tra Venosa, Potenza, Melfi, Lavello, Policoro, Montalbano Jonico e altri centri».
Curatella descrive un’adesione trasversale: giovani, pensionati, operai, imprenditori e anche persone provenienti da diversi schieramenti politici, inclusi elettori di centrodestra e alcuni del PD.
Secondo lui «molti cittadini si sono proprio stufati di questa sinistra, si sono stufati del gender, si sono stufati dell’immigrazione selvaggia, si sono stufati di tutte queste battaglie anche culturali che la sinistra sta coltivando, tralasciando il popolo, gli operai, il ceto medio e chi fatica ad arrivare alla fine del mese».
Sul piano nazionale, Curatella chiarisce che l’interlocutore naturale del movimento resta il centrodestra, ma con l’obiettivo di spostarne maggiormente gli equilibri a destra.
Tra i temi considerati centrali vi sono sicurezza, controllo dell’immigrazione e “remigrazione”, definita una linea politica irrinunciabile.
Nel corso dell’intervista affronta anche il tema del- l’immigrazione e della sicurezza dopo un grave fatto di cronaca riguardante l’uccisione di un bracciante straniero.
Curatella condanna l’omicidio, definendolo «un crimine», ma ribadisce la necessità di legalità e controllo dell’immigrazione. Distingue tra immigrati che lavorano e rispettano le leggi italiane, considerati benvenuti, e chi invece entra illegalmente o non si integra nel rispetto delle regole e delle tradizioni italiane.
Ampio spazio viene dato anche alla sicurezza in Basilicata.
Curatella sostiene che, nonostante l’immagine relativa- mente tranquilla della regione, siano in aumento furti, rapine e assalti ai bancomat, soprattutto nell’area del Vulture-Melfese.
Denuncia inoltre carenze nelle forze dell’ordine e utilizza questi episodi per giustificare la centralità del tema sicurezza nel programma del movimento.
Infine esprime un giudizio critico sulla giunta regionale guidata dal centrodestra, parlando di aspettative deluse e della necessità di un cambio di passo politico.
La terza parte della trasmissione è dedicata alla musica e ai 25 anni di attività dei Krikka Reggae, storico gruppo reggae di Bernalda, definito simbolicamente “la Kingston del Metapontino”.
Ospiti in studio Manuel Tataranno e Simone Camisa, che raccontano un per- corso artistico e umano costruito in Basilicata con coerenza, indipendenza e forte impegno sociale.
La band ripercorre la propria storia: dagli inizi nei primi anni 2000 ai riconoscimenti ottenuti in festival nazionali come Arezzo Wave e importanti rassegne reggae italiane, fino all’attuale traguardo del settimo album.
Tataranno sottolinea come il gruppo «abbia scelto di restare e produrre musica dal “profondo Sud”, dimostrando che anche in Basilicata è possibile costruire progetti culturali duraturi e professionali». «Il reggae -spiegano i Krikka Reggae- non è mai stato per noi semplice intrattenimento, ma uno strumento di comunicazione sociale e politica».
La loro musica nasce infatti dalla volontà di raccontare problemi reali, dare voce alle persone e stimolare consapevolezza.
Al centro dell’intervista c’è il nuovo videoclip dedicato alle morti sul lavoro, tema affrontato con toni duri e diretti.
Il brano denuncia precarietà, mancanza di sicurezza e responsabilità spesso nascoste dietro la definizione di “morti bianche”.
Attraverso il dialetto bernaldese e immagini forti, il gruppo paragona le vittime sul lavoro a un vero bollettino di guerra, criticando un sistema in cui il profitto prevale sulla dignità e sulla tutela delle persone.
Gli arti- sti spiegano di aver sentito l’urgenza di affrontare questo tema perché i numeri delle vittime rischiano di diventare assuefazione collettiva.
Per loro la musica deve “squarciare il silenzio” e prendere posizione, soprattutto quando il dibattito pubblico tende a normalizzare tragedie quotidiane.
Infine il gruppo racconta di aver costruito nel tempo anche una piccola economia culturale attorno alla propria attività: una scuola di musica, uno studio di registrazione, sale prova e il Metaponto Beach Festival, manifestazione che unisce musica reggae e valorizzazione delle identità del Sud Italia. «L’obiettivo è creare comunità, opportunità e spazi di espressione indipendente attraverso la cultura».

