GARLASCO, DAI VERBALI DELLE SORELLE CAPPA: «CHIARA AVEVA PAURE CHE NON ESPRIMEVA»
Le dodici pagine di verbale tra domande e risposte rese da Stefania e Paola Cappa, il 5 maggio 2026, davanti agli ufficiali del Nucleo investigativo di Milano, Seconda Sezione, Squadra Omicidi, delineano una Chiara Poggi con paure, una vita intima con il suo fidanzato Alberto Stasi molto complice, ma non del tutto, tanto da vivere le eccentricità di lui a volte con disappunto.
Le informazioni riportano un’abitudine, confidenze tra Stefania e Chiara, che per la prima volta lega le cugine alla testimonianza tra la controversa e irrisolta del caso.
LA BICI DELLA MADRE E L’APPUNTAMENTO MANCATO
Stefania Cappa fa mettere a verbale, nero su bianco, che quasi ogni giorno, dopo la piscina, andava da Chiara, tra le 15 e le 16.30. Spesso con la sua Smart parcheggiata su via Pascoli.
«Qualche volta mi ci sono recata anche in bici. Con la bici di mia madre.». «Il 13 agosto aveva un appuntamento con lei quel pomeriggio?» «Sì, certo!» risponde ai carabinieri. Ma non ci andò. Chia- ra era stata uccisa.
Torna sulla scena del delitto la bici. La stessa Stefania Cappa dichiara che a volte andava a far visita alla cugina con la bici della madre. La stessa bici nera che anche i legali di Poggi reclamano.
La stessa bici che MarcoMischitta, tecnico dell’ASM di Vigevano in zona per lavoro quella mattina, dichiarò di aver visto tra le 9.30 e le 10 una ragazza bionda in bici da donna uscire da via Pascoli con qualcosa di pesante: tanto che la bici andava a zig-zag.
Muschitta ritrattò dopo quasi un’ora di sospensione del verbale, senza che venisse annotato il motivo.
La dichiarazione di Stefania Cappa e la testimonianza di Muschita sono elementi che con la dichiarazione del 5 maggio trovano una connessione, che forse i pm di Pavia non hanno per niente considerato. E c’è un ulteriore dettaglio: l’avvocato Tizzoni, legale della famiglia Poggi, ha espresso pubblicamente per come la bicicletta nera sia scomparsa dalla nuova inchiesta «È oggettivamente strano.
Quella bicicletta è negli atti da sempre: anche il giudice Vitelli che assolò Stasi la ritenne importantissima.».
PAOLA E LE DICHIARAZIONI, OLTRE IL 2007
Il verbale del 5 maggio scorso, di Paola Cappa risolve un enigma che durava da diciannove anni.
Ma conferma anche il movente che ha portato la Procura di Pavia alla nuova indagine. Il 15 agosto 2007 aveva dichiarato ai carabinieri di Vigevano che l’omicidio poteva essere scaturito da avances respinte da un ex collega di lavoro. Quella frase era entrata negli atti ed era rimasta.
Nel verbale del 2026 dichiara che si trattava di una proiezione della- sue esperienze personale, e non un’informazione su Chiara. Chiara non le aveva mai parlato di tutto ciò, neanche di Sempio.
Neanche dei video intimi «Questo mi fa supporre che si imbarazzasse a parlarne con me».
Paola era convalescente, malata di anoressia nervosa, sotto ansiolitici e antidolorifici: «Sicuramente posso dire che quello che avevo dichiarato all’epoca può essere più attendile di quanto io possa ricordare adesso.»
Fa strano però che una dichiarazione rilasciata in quello stato di salute sia stata finora considerata come certezza.
CHIARA NEI NUOVI VERBALI
Oltre alla bici, i verbali riproducono un ritratto di Chiara quasi inedito e troppo intimo, rispetto al 2007. Stefania descriva una ragazza innamorato di Alberto ma a volte scontenta perché «le capitava di essere esclusa dal giro delle amicizie» di lui.
Che qualche giorno prima del delitto, mentre erano in casa, suonò l’allarme esterno, e Chiara uscì di corsa in strada, così com’era vestita, con pigiama e ciabatte, visibilmente spaventata, tanto da non calmarsi neanche al rietro.
«la sua reazione fu spropositata rispetto alla situazione.»
Alla domanda se Chiara avesse mai parlato di avances da parte di altri uomini, Stefania risponde. «Purtroppo no. Non so se avesse paure che non esprimeva.».
E ricorda che Chiara non vedeva l’ora di mostrarle le foto della vacanza a Londra: «Cosa che non è più accaduta, non ha più avuto il tempo.»
LA VITA INTIMA E IL SILENZIO DI GARLASCO S
tefania è l’unica, tra le persone sentite nell’inchiesta, che sapeva della vita intima di Chiara. Le aveva mostrato, nonostante la sua riservatezza, un completino bondage regalato da Stasi, poi mesi dopo le aveva parlato del video «in modo sereno e semplice».
Ma nella nota conclusiva davanti ai carabinieri di Milano emerge che Chiara aveva timore che qualcu- no avesse visto i suoi video intimi con Stasi. Che il suo segreto fosse stato violato.
Da qui, da questa violazione, secondo i pm nasce l’ossessione di Sempio, in- discusso movente delle nuove indagini.
Chara e Stasi era descritta all’esterno come una coppia casta e senza ombre. Le sorelle Cappa, non avevo mai sentito parlare di Sempio.
Entrambe lo confermano, i verbali sono coerenti e precisi.
Una figura quasi inesistente, anche se ogni pomeriggio era in casa Poggi a giocare alla PlayStation con Marco Poggi. Ma qui entra appieno una vita di provincia di circa 9.200 abitanti.
Garlasco nota per essere la Las Vegas della Lomellina per i numerosi night club presenti, ma con una comunità molta attenta al rigore pubblico.
Quindi il non conoscere alcuni aspetti di una famiglia, anche tra parenti, diventa una normalità. Le domande scomode non si fanno.
Si razionalizzano le paure. Tanto che le sorelle Cappa parlano di tabù: di Chiara e della sua morte non si doveva parlare. Con Marco ci sono stati solo messaggi di solidarietà.
Le due sorelle non si sono mai date una spiegazione, anche tra di loro, secondo le dichiarazioni, non c’è stato un vero confronto. Il brutto deve essere azzerato.
Spazzata via la memoria. Muschitta viene fatto tacere.
La vicina Franca non viene riconvocata. Tutti, in qualche modo, hanno, taciuto
LA CULTURA DELLA VERITÀ RICHIEDE CORAGGIO
Quello della Lomellina non era omertà ma qualcosa di più sottile: la cultura di un posto in cui le co- se si sapevano ma non andavano dette.
Dove il silenzio era una forma di rispetto e di sopravvivenza.
Chiara Poggi, dalle dichiarazioni di Stefania, sua cugina, ha avuto paura quel pomeriggio al suono dell’allarme improvviso. Ha avuto paura delle telefonate ricevute da Sempio, ma ha preferito non dirlo.
Tiziana MagrìProbabilmente per non rompere un equilibrio di famiglia perbene, in cui i figli sono laureati o laurendi, fidanzati, lavoro, e ca- sa. Mentre la notte Garlasco era nota per altro.

